E’ certamente una scrittrice di grande successo questa eclettica ed enigmatica Marilù Manzini;  eclettica perché i suoi interessi  e le sue pubblicazioni spaziano dagli interessi nel campo della pittura, della fotografia, del giornalismo fino a raggiungere le vette dell’arte della scultura; enigmatica perché le sue pubblicazioni, anche l’ultima recentemente presentata a Roma, presentano tutte la caratteristica, assai graffiante, dell’atteggiamento psicologicamente contrastante con se stessa, con la  descrizione dei personaggi in una forma di una particolare ed assolutamente personale tipologia di psico-romanzo.

La sua nuova fatica editoriale, siamo ormai alla quinta, porta l’affascinante titolo di “ La Cura della Vergogna” è edita da Bietti, e costituisce, sostanzialmente, un vero e proprio saggio di psicologia ma è  contemporaneamente una storia di formazione e crescita, di lenta e progressiva costruzione della consapevolezza di sé e delle proprie possibilità intrinseche descritte in forma di romanzo.

Ma, come a tutta prima potrebbe sembrare, non è un lavoro autobiografico: è invece una descrizione effettuata sotto forma di parallelismi “ convergenti “  del rapporto tra un nipote e un nonno, estensibile a migliaia di casi analoghi, che finalmente si “ collegano “, magari attraverso una serie di iniziali incomprensioni ( o addirittura di scontri ) e che, finalmente superando la psicologica ed innata timidezza del ragazzo, addivengono a riscoprire le reciproche potenzialità umane ed il valore delle loro sottese intenzioni.

E’ una elegia del valore, oggi dimenticato, dei nonni questa storia  di un trentenne prigioniero della sua paura ma soprattutto della solitudine nella quale il mancato naturale collegamento con il padre lo aveva relegato ed alla quale la “ scoperta “ di un nonno, si novantenne ma  psichiatra, riesce a farlo evadere utilizzando le armi della saggezza, dell’ironia e dell’amore  delle quali soltanto un uomo vissuto ed un grande professionista può essere dotato.

Insomma, il racconto in chiave psicologica e romanzata dello svolgersi di due vite, il confronto tra due destini a confronto che intrecciano tra loro sogni e fallimenti con la prospettiva, felicemente raggiunta, della conquista dei traguardi che di volta in volta il tour della vita ci obbliga ogni giorno ad attraversare e che l’autrice dipinge delicatamente, in forma non traumatica ma dando vita nel lettore ad una serie di riflessioni attraverso le quali il suo pensiero riesce a penetrare la mente ed il cuore in modo dolce, senza traumi di sorta lasciando aperta, nonostante i dubbi, la porta della speranza.

Il volume è stato presentato appena qualche giorno fa in un elegante hotel del centro di Roma nel corso di una elegante conferenza stampa organizzata dalla sociologa e presentatrice Deborah Bettega che ha anche curato l’ufficio stampa dell’evento, al quale erano presenti, oltre alla scrittrice, relatori del calibro di Beppe Convertini, dell’editore Andrea Menaglia e dello spumeggiante giornalista nonché collega della Manzini Ruggiero Capone che ha brillantemente e simpaticamente intrattenuto il folto pubblico con profonde e dotte osservazioni in ordine alla natura ed alla sostanza dello scritto di Marilù Manzini.

Tra i presenti notati il musicista Lino Patruno, Mita Medici, Valentina Chico, Giovanni Brusatori attrici ed attori quali Mita Medici, Valentina Chico, Franco Gianni, Steffan Jinny, Domenico Fortunato, Alex Partexano, Gianfranco Phino, Gaetano Russo, Roberto Calabrese, Giovanni Visentin, Emilia Verginelli, Fabio Ciani, Rita Carlini, Claudio Mazzenga, Mirella Pamphili, Elena Presti, Sabrina Crocco, Marika Pace e volti televisivi come Maria Monsè; presenti inoltre i produttori Roberto Bessi e Massimo Spano, l’ex calciatore della Lazio Renato Miele, il notaio Rai Giovanni Pocaterra, la nota ex Miss Italia Nadia Bengala, la giornalista televisiva Antonietta Di Vizia, il principe Fulvio Rocco De Marinis, ecc.

 

Commenti

commenti