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“La Top-Ten dei Film più visti a giugno 2016” – Ufficio Stampa SIAE – 05-08-2016.

Warcraft-Posterdi Andrea Giostra.

La SIAE ha comunicato la Top-Ten dei Film più visti a giugno 2016.

Alice attraverso lo specchio” conquista il primo posto. E in classifica entrano due film tratti da videogiochi.

Con 596.495 presenze, “Alice attraverso lo specchio”, sequel di Alice in Wonderland” di Tim Burton, sale al primo posto in classifica (in maggio era al quarto). Il film, che racconta le vicende del capitano Alice Kingsleigh tornata a terra dopo tanto navigare, ritrova i suoi protagonisti con Johnny Depp, Anne Hathaway, Mia Wasikowska, Helena Bonham Carter e con la regia di James Bobin.

Sono 502.317 le presenze per “Warcraft – L’inizio”, la pellicola tratta dal videogioco Warcraft: Orcs & Humans del 1994 ambientato nell’universo di Warcraft e diretta da Duncan Jones, che si colloca al secondo posto della classifica SIAE.

È un altro sequel a conquistare la terza posizione: “Now you see me 2vede il cast del primo film “Now You See Me – I maghi del crimine” formato da Jesse Eisenberg, Mark Ruffalo, Dave Franco, Woody Harrelson,Michael Caine e Morgan Freeman impegnato in una seconda avventura, seguita da 393.690 persone.

Ancora una pellicola tratta da un videogioco al quarto posto: il film d’animazione “Angry Birds e Red”, l’uccellino dal piumaggio rosso di rabbia, sono stati visti da 389.710 spettatori.

La Pazza gioia 001Resta ancora in classifica, pur scendendo di due posizioni, il pluripremiato La pazza gioia” di Paolo Virzì, trionfatore dei Nastri d’Argento, visto a giugno da 373.763 persone.

Mentre al sesto posto si piazza The Nice Guys” di Shane Black, con Ryan Gosling, Russell Crowe, Matt Bomer e Kim Basingerche totalizza 298.934 ingressi, seguito da The Conjuring – Il caso Enfield”, il film di James Van con 223.084 spettatori e da “Julieta”, 210.253, il film di Pedro Almodóvar candidato alla Palma d’Oro a Cannes.

La nona posizione è di “Pelè” di Michael e Jeff Zimbalist, incentrato sulla vita del campione brasiliano, 198.885 presenze.

A chiudere la classifica c’è X-Men: Apocalisse”, diretto da Bryan Singer. La nona pellicola della serie cinematografica basata sui personaggi degli “X-Men”, al secondo posto nella Top-Ten del mese di maggio, è stata vista da 183.209 persone.

Pele 001

Link di riferimento per maggiori informazioni sullo spettacolo La Top-Ten dei Film più visti a giugno 2016” :

La Top-Ten dei Film più visti a giugno 2016” Presentazione de “ilprofumodelladolcevita.com”:

https://www.ilprofumodelladolcevita.com/la-top-ten-dei-film-piu-visti-a-giugno-2016-ufficio-stampa-siae-05-08-2016/ ;

La Top-Ten dei Film più visti a giugno 2016” – Official Web-Site:

press@siae.it ;

I lettori che volessero conoscere l’autore della Presentazione, Andrea Giostra, possono consultare la sua “Official Facebook Page” e la sua “Personal Facebook Page”:

https://www.facebook.com/AndreaGiostraFilm/ ;

https://www.facebook.com/andrea.giostra.31 .

X-Men 003

Sono un appassionato di cinema, e come tale, quando guardo un film, mi lascio trascinare dalla narrazione e dalla successione delle scene. Guardo il film con ingenuità percettiva, non condizionata e non inquinata da sovrastrutture e preconcetti culturali, che non siano ovviamente quelle della mia personale esperienza di vita con i suoi vissuti e le emozioni (gioie e dolori) che hanno caratterizzato la mia storia e delle quali certamente non posso spogliarmi. Quello che a me interessa, quando guardo un film, sono solo le emozioni che ho provato. Quello che poi cerco di raccontare è il messaggio che mi è arrivato, le emozioni che ho vissuto e “subìto”, il pathos che mi è stato trasmesso durante la visione del film. Il cinema è l’espressione artistica contemporanea più completa e straordinaria che l’uomo potesse inventarsi. E se un film è in grado di suscitare emozioni, allora quel film non ha età. Come non ha età un brano musicale, come non ha età un dipinto importante, come non ha età una scultura straordinaria. Chi potrebbe, infatti, mai dire ascoltando un brano dei Beatles che quella è musica superata? Chi potrebbe mai dire guardando un quadro di Van Gogh che quello è un dipinto antiquato? Chi potrebbe mai dire guardando “La pietà” di Michelangelo che quella è una scultura anacronistica? Il cinema, così come qualsiasi vera arte, deve essere svestito dell’elemento tempo e della componente commerciale usa-e-getta che gli hanno appiccicato addosso i grandi produttori, le potenti lobby dei distributori internazionali, e talvolta anche alcuni registi che puntano più al business che alla qualità del prodotto. Il concetto commerciale di “consumismo” non appartiene e non può avere nulla a che fare con l’opera d’arte, e quindi neanche con il buon cinema. I film che io commento non tengono conto dell’anno di produzione e non tengono conto del tempo che è passato dalla sua prima proiezione. Il mio “sguardo” non è certamente quello dell’esperto critico cinematografico professionista che, essendo un grande conoscitore di film, registi, attori, tecniche di montaggio, fotografia, costumi, etc… etc…, ed avendo visto migliaia e migliaia di film, ha inesorabilmente perduto la spontaneità e l'innocenza osservativa ed emozionale dello spettatore comune che va al cinema, o vede un film a casa, con il solo intimo obiettivo di provare delle emozioni e distrarsi dalla sua quotidianità e dalle sue preoccupazioni. Il critico, con le sue complesse ed erudite sovrastrutture cinematografiche, ha perduto la componente più spontanea che un uomo, un osservatore/spettatore, deve possedere: l'innocenza dello sguardo e la libertà di lasciarsi trascinare dalle emozioni che si sprigionano da un’opera d’arte e ti colpiscono dritto al cuore ed alle membra. L’arte è qualcosa che sta tra l’oggetto e la persona. Non si trova né nell’oggetto, né nella persona: ma si materializza emozionalmente nel loro reciproco incontro. Da questo punto di vista, i critici cinematografici sono imprigionati in griglie di lettura che li costringono ad una amorfa parcellizzazione e settorializzazione dell'opera d'arte cinematografica e, pertanto, non sono più in grado di vedere la componente emozionale olistica e al contempo gestaltica del film. Quello che io penso è che non dobbiamo “fidarci” dei critici cinematografici professionisti, ma dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi, di quello che sentiamo quando vediamo un film. Ognuno di noi, che ama il cinema, dispone degli strumenti necessari per capire se un film è bello oppure no, se è un’opera d’arte oppure no. E lo strumento di cui disponiamo è la nostra mente e il nostro cuore: il film ci ha regalato delle emozioni forti e vivide? Se la risposta è sì, allora è arte cinematografica. Se la risposta è no, allora non è arte. E’ un’altra cosa. Andrea Giostra