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Lady Lu Ye, Bellissima, Soprano, Attrice, Grandissimo Talento e Big Star della lirica internazionale. – Intervista Esclusiva.

Lu Ye 0010di Andrea Giostra.

“Il Profumo della Dolce Vita” ha incontrato Lady Lu Ye, Bellissima, Soprano, Attrice, Grandissimo Talento della lirica internazionale, di origini cino-canadesi e con una fama mondiale, ambasciatrice della cultura italiana nel mondo, che ha calcato i palchi più prestigiosi e importanti del pianeta ricevendo sempre critiche entusiaste e positive che ne hanno fatto un vero Mito della lirica internazionale. Tra le sue più importanti esibizioni, può vantare l’onore di essere stata la prima artista asiatica, la prima canadese e la prima cinese nella storia della Santa Sede, ad esibirsi artisticamente per il Concerto di Natale, in occasione del compleanno di Papa Francesco del 20 dicembre 2013, come “Una voce per Papa Francesco” presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma.

Lady Lu Ye, a ventun anni si è laureata in Musica presso la “Hangzhou Academy of Music”, in Cina. Si è poi perfezionata studiando tecnica vocale e interpretazione, storia della musica italiana, storia dell’arte italiana e storia della letteratura, facendone un’Artista completa, raffinata e molto colta, oltre che di talento cristallino e di grandissima professionalità e bravura. La sua carriera artistica è stracolma di successi e di grandissimi riconoscimenti, sia da parte del suo grandissimo pubblico che da parte di tutta la più competente critica internazionale. Oggi è qui con noi in esclusiva per “ilprofumodelladolcevita.com”, e racconterà ad Andrea Giostra la sua storia di Artista di grandissimo talento e di Donna tenace e determinata che ha raggiunto le vette più alte del successo e della notorietà internazionale.

Lady Lu Ye, benvenuta presso la nostra Redazione de “Il Profumo della Dolce Vita”, e Ti ringraziamo moltissimo per essere qui con noi. Tu sei un’Attrice e una cantante lirica, un soprano, definita da “La Presse” “Voce d’Angelo, magica…“: questo per dire che il tuo grandissimo talento e la tua notorietà sono da anni di livello planetario. Oggi iniziamo questa che sarà una bellissima conversazione, chiedendoti di presentarti ai nostri lettori come Donna, prima che come Artista. Cosa diresti di te come Donna ai nostri lettori?

Buongiorno a tutti. Prima di tutto, grazie Andrea di avermi invitato presso il vostro Magazine, e grazie alla Redazione del vostro interessamento per me.

Adesso rispondo alla domanda!

Come Donna mi piacciono le cose semplici o cerco di semplificare le cose complicate; amo vivere la vita pienamente quanto e quando possibile; sono curiosa, la curiosità mi porta sempre ad imparare cose nuove, a fare nuove esperienze, a conoscere le diverse culture attraverso il mondo che ho il privilegio di girare spessissimo per il lavoro di Artista che faccio!

Lady Lu Ye, sai che dalla prima risposta spesso si riesce a capire la qualità e la personalità di un’Artista, Uomo o Donna che sia? Ecco, quello che ho percepito dalla Tua risposta, è che la tua direttrice artistica è l’“Umiltà”: la dote più grande e più importante che deve possedere una Big Star quale sei tu! Chiaramente poi ci sono altre qualità delle quali sicuramente parleremo durante l’intervista, quali il Talento, la Passione, la Determinazione, la Disciplina, la Tenacia, lo Studio, la Fatica, il Sudore, i Sacrifici spesso dolorosi, la Personalità dell’Artista: tutte componenti che fanno di un artista un Grande Artista, una Big Star, come dicono ad Hollywood! Ed io credo, Lady Lu Ye, che tu le possegga tutte in modo innato!

Ti ricordi, Lady Lu Ye, che età avevi quando hai scoperto la tua passione per l’Arte, per la Musica, per il Canto, per la Lirica, per la Recitazione?

Già all’età di 3 anni mi piaceva cantare. Potevo cantare un’Opera di Pechino intera quando avevo 5 anni. A 9 anni, quando la gente mi chiedeva cosa volevo diventare quando sarei stata grande, rispondevo: «Voglio essere un’Artista», invece di rispondere: «Voglio diventare una cantante, una attrice, una pittrice, una architetto come i miei, etc…», mi raccontano ancora adesso gli amici dei miei, come se fosse una cosa buffa …! (Lu Ye sorride!)

Vado sempre pazza per il cinema, però ho cominciato a studiare seriamente la recitazione solo alla fine dei anni ’90; la Lirica mi ha colpito solo negli ultimi anni.

Lu Ye 0015Tu, Lady Lu Ye, sei molto apprezzata anche per la tua classe e raffinatezza innate, per il grande gusto del bello e della bellezza, che ti caratterizzano come Artista di altissimo livello. Qual è la tua idea in proposito? Pensi che abbiano ragione a definirti con tutte queste qualità artistiche e professionali, ma al contempo anche umane?

Ti ringrazio Andrea, e grazie anche al mio pubblico con tutto il cuore: mi stimano così tanto, soprattutto in Italia; qui mi fanno battere il cuore sempre, dove ho sempre vissuto le più belle e forti emozioni. L’Italia è anche il Paese dove ho ricevuto tantissime vibranti-emozioni e tanti onori ufficiali. Posso solo dire: «Cerco di fare sempre del mio meglio in tutti campi, come Essere Umano, come Madre, come Donna, come Artista.»

È proprio questo, Lady Lu Ye, che fa di Te una Grandissima Donna e una Grandissima Artista insieme. Le due cose non sono mai scisse e separate. Solo chi è grande nell’Umiltà, nel Talento, nella Passione, nel Sacrificio che lo attende può diventare veramente Grande, può raggiungere i risultati di indiscutibile rilievo mondiale che hai raggiunto Tu, Lady Lu Ye! E tutto questo ti fa onore e sono le principali qualità perché il Tuo pubblico ti ama così tanto!

Chi sono stati i tuoi “Maestri d’Arte” Lady Lu Ye? Quali percorsi formativi hai frequentato per diventare una professionista di altissimo livello quale sei oggi, conosciuta in tutto il mondo? Quali Scuole hai frequentato che ti hanno lasciato gli strumenti per diventare quella che oggi conosciamo tutti come una delle più grandi Artiste della lirica internazionale?

Sabatini 001Devo dire che ho avuto la grande fortuna di aver studiato il canto con il Maestro Renato Sabatini, che mi ha guidato dalla voce di Pop star cinese, alla Musica Sacra, alla Musica da Camera, alla Musica Lirica. Il Maestro Renato Sabatini mi diceva sempre: «Lei deve studiare e Lei deve cantare …» È stato lui che mi ha riacceso la passione per la musica, invece di continuare a studiare economia e finanza!

La cosa più commovente è stata che il Maestro Sabatini mi ha fatto studiare senza aver preso mai un soldo.

Poi, la scuola “No.7“ (quasi come 007! – sorride Lady Lu Ye!): è una scuola media/liceo speciale; specializzata soprattutto in danza, poi anche in teatro, spettacolo e circo. Si trova a Wenzhou, la mia città natale, in Cina. Su di me ha avuto una grande influenza artistica e di vita. In particolare quello che mi ha segnato artisticamente è stato lo spirito di come studiare e di come prepararsi.

È bellissimo quello che hai appena raccontato Lady Lu Ye: trovare una persona così, come il tuo Maestro Renato Sabatini che ti ha trasmesso il suo sapere e ti ha forgiata come artista per il piacere indescrivibile di veder nascere una Grande Artista, quale saresti stata da lì a pochi anni. Credo che per un Vero Maestro d’Arte, sia il piacere e la gioia più grande che possa provare in questo ruolo artistico di Insegnante! E se mi permetti, è proprio questo quello che fa la differenza tra i “Veri Maestri d’Arte” e i “Maestri d’Arte per il solo vile danaro”! In Italia, purtroppo, di questi “Maestri d’Arte che amano il denaro più dell’Arte” ce ne sono proprio tanti, e spesso sono stati anche dei Grandi Artisti. Ma questo chiaramente è un’altra questione che approfondirò in un altro contesto!

E poi la “Disciplina” e il “Sacrificio”: sono probabilmente i segni artistici che ti hanno segnato frequentando la scuola di Wenzhou.

Molto, ma molto interessante quello che hai raccontato in due parole Lady Lu Ye: serve alle nuove generazioni di artisti che leggeranno questa intervista che per diventare Grandi Artisti si può, ma se hai Talento, Passione e fame di imparare con tutte le tue forze!

Il mondo dell’Arte, Lady Lu Ye, della Musica, della Recitazione, dello Spettacolo, è molto ambito soprattutto da tutte le ragazze del mondo. Cosa ti senti di consigliare loro dopo la tua straordinaria e irripetibile esperienza sempre in crescita e in evoluzione? Cosa diresti di questo mondo se volessi metterle in guardia da qualcosa? E da cosa principalmente?

Principalmente devono possedere la Passione per quello che fanno. Una volta che hanno deciso di fare quello che vogliono nel mondo dell’Arte, allora possono sentirsi felici di poter seguire il proprio sogno. Poi devono avere fiducia in loro stessi, ascoltare il loro cuore e seguire la loro strada con tenacità.

Ma adesso passiamo ad altro, Lady Lu Ye. Tu quando hai iniziato questa professione quali difficoltà hai trovato che hai dovuto affrontare e superare con tutte le tue forze? Cosa avresti evitato volentieri che ti è accaduto quando hai iniziato il tuo percorso artistico?

Quando io ho cominciato ad andare in giro per fare audizioni, per esempio al conservatorio di Pechino, i miei genitori erano i primi a mettersi contro questo mio sogno! Anche quando andavo per fare la danza nella mia scuola media o al liceo, mi sarebbe piaciuto tantissimo aver i miei genitori che mi seguivano, che mi davano i primi applausi di incoraggiamento, che mi urlavano per i primi: “Brava”; che ascoltsssero con più sensibilità la mia volontà, la volontà dei giovani figli in genere. È molto importante, quando si è giovanissimi, che i propri genitori si prendano più tempo per capire e scoprire le capacità, il talento, la passione dei propri figli. Poi è molto importante sostenere moralmente i sogni dei figli, aiutarli e guidarli verso la loro strada. Solo così questi ragazzi avranno più forza e più determinazione, essendo consapevoli del conforto morale, dell’incoraggiamento e della forza («Perdonami Papà…», per un solo battito di ciglia Lady Lu Ye abbassa lo sguardo!) che viene trasmessa loro dai propri genitori.

Io capisco benissimo i genitori. Vogliono soltanto il bene ed il meglio per i propri figli.

Però è anche vero che non è giusto trasferire sui propri figli i loro sogni di ragazzi, nel mio caso quello di diventare una grande architetto, come sono i miei genitori!

Io ho sempre avuto dei sogni artistici, ed è per quelli che ho lottato con tutte le mie forze, sempre!

Paris 2016 #12Caspita!, Lady Lu Ye, ma tu sei sempre stata fin dalla nascita una vera “tosta”, come diciamo in Italia! Avevi da sempre chiaro qual era la tua passione e il tuo talento, e malgrado tutte le difficoltà – e quella di non avere alleati i propri genitori è certamente la più grande in assoluto! – le hai affrontate, combattute e vinte! I tuoi fan, i tuoi ammiratori, i tuoi follower, quando leggeranno questa intervista ti ameranno ancora di più di quanto ti amino adesso che (forse!) non conoscono il difficile percorso che hai seguito per diventare quella Grande Artista che sei oggi.

Quando eri una giovane promessa del mondo della lirica e della recitazione, ed eri impegnata nello studio – come ci hai raccontato prima – che ha comportato grandi sacrifici e grande impegno, quali esperienze ami ricordare con piacere e quali, invece, vorresti dimenticare?

Di esperienze piacevoli e belle ce ne sono state tante nella mia vita artistica: Per esempio quando ho scoperto una novità, una nuova collaborazione, etc …

Le esperienze da dimenticare, fortunatamente, sono già state dimenticate. 

La domanda che ti ho appena fatto, Lady Lu Ye, è stata una sorta di preludio ad una domanda più impegnativa (sorrido!).

Sai, Lady Lu Ye, io sono un appassionato di Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Praticamente ho letto tutte le sue opere più di una volta. In uno dei suoi romanzi più conosciuti e più belli, Memorie dal sottosuolo”, pubblicato nel 1864, Dostoevskij parla tra le righe della Teoria dell’Umiliazione. Negli anni ’90, alcuni scienziati e psicologi americani, ne hanno fatto una vera e propria teoria psicodinamica, un modello psicologico che sostanzialmente si può sintetizzare in queste parole: «Sono più le umiliazioni che subiamo nella nostra vita ad insegnarci a vivere meglio e a sbagliare sempre meno: si impara dalla propria esperienza e dai propri errori, soprattutto quando sono gli altri a farceli notare e magari ridono di noi!» Tu, Lady Lu Ye, nella tua carriera artistica o nella tua vita privata, quali umiliazioni hai subìto che ti hanno lasciato il segno ma che al contempo ti hanno dato la forza di andare avanti per la tua strada e di diventare quella che sei oggi, un’Artista apprezzata in tutto il mondo, in fortissima ascesa, con un talento immenso?

L’umiliazione più grande per me è sempre stata quella legata a quando qualcuno dimentica (o fa finta di dimenticare! Lady Lu Ye sorride…) che una Donna ha una testa sulle spalle uguale a quella di un Uomo. Il nostro Creatore ha fatto la Donna simile all’Uomo: con gli stessi occhi per guardare, le stesse orecchie per ascoltare, lo stesso naso per godere dei profumi della Natura, la parola per esprimere il proprio pensiero, la mente per pensare.

Solo quando mi sono accorta di aver perso la mia essenza di essere umano, di Donna, di vivere la mia vita prima da “brava ragazza!”, poi da “brava donna!“, per tutti gli altri, solo allora ho cominciato a pormi delle domande, a farmi delle domande nuove e che mai mi ero posta prima.

È stato allora che ho capito tante cose dentro la mia mente. Ho capito che potevo contare solo sul mio coraggio, sulla mia forza e sulla mia determinazione per rilanciare la mia carriera artistica; che dovevo farlo con tutta la forza che avevo dentro il mio corpo e dentro il mio spirito. Ho imparato che dovevo essere solo e soltanto “ME STESSA”! Dovevo lasciarmi andare alle emozioni e alle vibrazioni fortissime che solo l’Arte sa donarti; dovevo accettare me stessa per quello che ero e che sono; di accogliere me stessa con le mie grandi braccia aperte, di amarmi e di donare il mio amore; di condividere la mia grande passione per la Vita e per l’Arte.

È poetico quello che hai appena detto Lady Lu Ye, non so se questo lo sai! Sagge parole. Ma anche parole molto profonde e vere, di chi sa cos’è la vita perché l’ha vissuta con tutte le sue forze! Queste parole, Lady Lu Ye, mi hanno molto colpito: Te lo confesso subito! (sorrido felice dentro di me, ma le mie labbra lasciano trasparire la gioia di stare intervistando una Donna straordinaria ed unica, ed insieme, un’Artista straordinaria e unica!).

Lady Lu Ye, mi piacerebbe conoscere il tuo pensiero rispetto ad una bellissima frase incisa nel grande Frontale del Teatro Massimo di Palermo, famoso perché costruito da due dei più grandi architetti del XIX secolo, Giovan Battista Filippo Basile e il figlio Ernesto Basile. Il Teatro Massimo di Palermo, lo saprai certamente perché probabilmente ti sarai esibita pure lì, è il secondo più grande d’Europa per grandezza e capienza di spettatori e possiede una qualità acustica terza in Europa solo dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. La frase incisa sul Frontale è questa: «L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire». Tu, Lady Lu Ye, leggendo questa frase cosa ti viene in mente? Cosa ti ispira che vuoi dirci d’istinto adesso?

Una grande verità. La vita reale è l’ispirazione e la sorgente vitale dell’Arte. L’Arte è un patrimonio, è uno spirito superiore che si lascia per le generazioni che verranno.

Lu Ye 0052Lady Lu Ye, ha mai avuto la tentazione durante la tua carriera di mollare tutto e dedicarti ad un’altra attività, ad un altro tuo talento? Se sì, perché?

Sì, mi è capitato due volte!

La prima volta è successo perché ero ancora troppo giovane per capire e per saper apprezzare tutto ciò che avevo avuto nella mia vita artistica. Avevo lasciato tutto per andare nel Paese del mio sogno di adolescente, l’Italia, per studiare economia e finanza, per cambiare completamente la mia carriera, per diventare una business woman.

La seconda volta, invece, ho mollato tutto per seguire il mio amore, ho lasciato il Paese del mio cuore, l’Italia, la mia carriera artistica e i miei cari amici, per andare col mio amore di allora in un Paese dove fa talmente freddo d’inverno che non si può capire. Delle volte la temperatura arrivava anche a 45 gradi sotto zero.

L’inverno e lungo di sei mesi. È un Paese dove si parla prima Francese poi Inglese, ed io non conoscevo il francese per niente, e l’inglese malissimo.

Magari sono stata e sono capace di superare tutte le difficoltà: però il freddo, per una persona del sud come me, non sono riuscita, non potevo e non potrò mai sopportarlo per il resto della mia vita.

Quali sono i Registi più importanti che hai incontrato nella tua carriera e che ti hanno insegnato qualcosa di importante? 

Nel mio caso, direi che più che Registi sono stati i Maestri di recitazione, come il grande Warren Robertson, che ha lavorato con Marlon Brandon, Jassica Lange, e tanti altre Big Star, che mi ha insegnato come cercare, trovare e connettere l’emozione presente in me per potere entrare nel personaggio che dovevo recitare.

Il Maestro Tom Todoroff, che mi ha incoraggiato di continuare ad essere autentica, di personalizzare i materiali artistici di cui disponevo, di poter trasmettere il momento privato al pubblico che sarebbe stato davanti a me. Una volta presentai in pubblico un monologo, ed alla fine della performance il Maestro Tom Todoroff, guardando me ma rivolto verso il pubblico, disse: «Tu sei come un personaggio uscito da un film di Quentin Tarantino!”. Quello è stato il complimento più bello ed emozionante che io abbia mai ricevuto nella mia carriera di attrice!

Chi sono stati i tuoi “Modelli Artistici” con i quali ti sei identificata maggiormente, e ai quali hai cercato di rubare i segreti del loro mestiere di esprimere la loro Arte? Sia nel Mondo della Lirica, che nel Mondo della Recitazione. Vuoi farci qualche nome?

Nella musica lirica: Maria Callas, Mirella Freni, Renata Scotto, Anna Moffo, Barbara Hendrick; Pavarotti, Alfredo Kraus.

Nella recitazione: Jessica Lange, Diane Lane, Al Pacino, Jeremy Iron, Ralph Finnes.

Se non dovessi fare più questo lavoro, cosa faresti nella tua vita professionale? Cosa ti piacerebbe fare?

Mi sarebbe piaciuto diventare una psicologa, per conoscere meglio il mondo e le persone, per aiutare quelle che sono in difficoltà.

tangoPoi mi piacerebbe saper ballare meglio il tango argentino, ma questa è una cosa che posso ancora fare (sorride!), “Non è mai troppo tardi!”, non si dice forse così in Italia? (sorride!). Lo farei per divertirmi un po’ con il ballo, con la bella e sensuale musica tanguera argentina.

Lady Lu Ye, sappiamo tutti che vivere nel mondo dell’Arte, delle Scene della Lirica, del Cinema e del Teatro, dello Spettacolo in genere, non è affatto facile per nessuno e spesso all’inizio della carriera bisogna fare altri lavori per mantenersi e per guadagnare qualche soldo. Tu, Lady Lu Ye, hai fatto altre esperienze lavorative prima di dedicarti a tempo pieno alla professione che fai adesso?

Devo dire che quando ho cominciato a lavorare come cantante Pop è andato tutto oltre che bene. Lavoravo dieci mesi all’anno in giro per tournée. Facevamo i concerti negli Stadi con un pubblico che spesso arrivava a 10 o 20 mila spettatori. Quando facevamo i concerti nei Teatri, capitava che in un solo giorno dovevamo fare tre repliche per soddisfare la richiesta di biglietti venduti.

Poi quando mi sono trasferita in Canada, sono dovuta ripartire da zero! Ho dovuto studiare “Turismo” per potermi mantenere.

Poi ho anche studiato tantissimo per poter lavorare come “Charter Broker” nel settore degli immobili. In Canada, il primo livello è quello di “Agente Immobiliare”, il secondo livello è quello del “Charter Broker”, che in estrema sintesi vuol dire che con questa qualifica puoi aprire la tua agenzia, che nel mio caso potrebbe essere “LU YE IMMOBILIARE”: non suona molto bene Andrea? (e sorride soddisfatta!).

Certo che suona bene Lady Lu Ye. Da quello che mi racconti, sto pensando che nelle tua vita avresti potuto e potresti fare qualsiasi lavoro, e sempre ad altissimi livelli. La forza interiore, la volontà, la fame di sapere, il talento, e la determinazione non ti mancano certo! Potresti riempirci un Tir senza alcuna difficoltà! (sorrido!).

Quando hai deciso di dedicarti a questa professione e ne hai parlato ai tuoi genitori cosa ti hanno detto? Che età avevi? Ci hai già detto che non sono mai stati tuoi alleati! Ma cosa ti hanno detto, cosa hanno fatto realmente?

I miei non sono mai stati d’accordo con le mie scelte artistiche e di vita, non sono mai stati d’accordo con quello che volevo fare. Ricordo che avevo 15 anni quando chiesi loro di lasciarmi andare a Shanghai per fare un provino e diventare una doppiatrice dello “Shanghai Studio Cinematografico di Doppiaggio”. Allora era, e lo è tuttora, uno dei più importanti studi di doppiaggio di tutta la Cina. Io ero impazzita! Volevo fare la doppiatrice; il doppiaggio dei film occidentali in cinese.

Naturalmente i miei genitori non furono d’accordo e non mi vollero lasciare andare.

Allora io da sola presi il battello per fare un viaggio di 26 ore che mi portò a Shanghai, una città molto più grande, più internazionale della mia città natale, Wenzhou, nonostante abbia 9 milioni di abitanti. Shanghai ne aveva 23 milioni.

Ho lottato, come sempre, ma alla fine sono andata a Shanghai per fare quel provino divenuto storico…

Ma sei una temeraria e una guerriera nata insieme, Lady Lu Ye: Grande! (sorrido!).

Il tuo mondo, il mondo dell’Arte in generale, lo abbiamo già detto, è un mondo pieno di compromessi e di serpenti travestiti da agnellini. Spesso per fare carriera più velocemente molti artisti, molte attrici, molte cantanti, accettano compromessi che li portano al successo in tempi più rapidi, ma poi rischiano di prendere strade senza un ritorno felice e sperato qual era quello sognato. Tu, Lady Lu Ye, che indubbiamente sei una Donna di insuperabile bellezza, come hai gestito i compromessi che ti sono stati sottoposti, dando per scontato che tutto questo è una sorta di “must” che diversi servizi di giornalismo d’inchiesta hanno spesso svelato ai non addetti ai lavori e alla gente comune?

A dire il vero, la prima volta che decisi di cambiare professione, uno dei motivi più determinanti era stato proprio questo.

Quando in Cina sono arrivata ad un certo livello artistico, ho capito che non potevo andare più avanti nella mia carriera senza “restare sotto un grande albero”.

Fu allora che decisi di lasciare tutto, il mio Paese, i miei affetti, per ricominciare una nuova vita artistica in un mondo nuovo.

Purtroppo, Lady Lu Ye, questi fatti accadono dappertutto e in tutto il mondo dell’Arte. Ma non tutte le Artiste o gli Artisti hanno, ovvero hanno avuto, il coraggio e la determinazione che hai avuto tu. È questo il motivo per il quale molti talenti vengono spogliati della loro anima da squallidi personaggi che con l’Arte non hanno nulla a che vedere e che dovrebbero essere individuati uno per uno ed essere eliminati metaforicamente, ma non solo!, anche con delle leggi fatte ad hoc per salvaguardare l’Arte e gli Artisti! Ma stiamo parlando di fanta-politica a tutela dell’Arte Vera e dei tantissimi Talenti Puri che, per esempio, in Italia abbiamo!, ma che per questo motivo abbandonano i loro sogni, il loro talento, per fare altro!

Lu Ye 0027Ma adesso Lady Lu Ye, raccontaci una cosa buffa che ti ha messo in imbarazzo durante uno dei tuoi lavori e che oggi ricordi con il sorriso sulle labbra. Cosa ti è capitato che vuoi raccontare ai nostri lettori tanto da farli sorridere?

Stavo girando un lungometraggio in Canada. Il personaggio che recitavo era una vedova di 35 anni che viveva in un villaggio di vedove. Questa donna, sempre nel Film, ha avuto una storia con un giovane studente di 17 anni. Ad un certo punto il regista mi disse che dovevamo girare una scena che era stata aggiunta, nella quale io e questo ragazzo dovevamo baciarci appassionatamente. Ma tu lo sai Andrea che all’improvviso mi è venuto un grandissimo herpes sulle labbra, cosa che non mi era mai successa prima in tutta la mia vita? (Lady Lu Ye sorride da non potersi trattenere ed io insieme a lei…). È veramente incredibile come il tuo corpo sappia reagire a momenti di stress così forti!

Troppo forte questa scena Lady Lu Ye. Non riesco ad immaginare la faccia del Regista: sarà rimasto basito come minimo!

Chi sono oggi i tuoi esempi, i tuoi modelli da imitare? Quali sono le artiste, in generale del mondo dell’arte, del Cinema, della Lirica, del Teatro, che ti piacciono e che ammiri? Hai qualche Artista che ti ispira e alla quale ti piacerebbe “rubare” qualche qualità artistica che possiede?

Audrey Hepburn, Diane Lane.

Lady Lu Ye, se dovessi spiegare ad una bambina di dieci anni cos’è l’Arte, cosa le diresti, con parole semplici, per farle capire questo mondo che visto da fuori è magico e fantastico?

Tutte le cose belle sono Arte!

Lady Lu Ye, hai dato una risposta concisa ma incisiva: è penso che sia proprio così!

Quali sono i lavori che ami ricordare ai nostri lettori, che hai fatto negli ultimi due/tre anni, che hanno riscosso un successo di pubblico e di critica importante? E quali sono i motivi per i quali sei legata professionalmente e affettivamente in modo particolare a questi lavori? 

Lu Ye Papa FrancescoSicuramente il concerto per il compleanno di Papa Francesco per il Natale del 2016, come hai già ricordato nella presentazione che mi hai fatto, Andrea.

Poi quando ho cantato l’inno canadese per la National Hockey League, nota anche con la sigla “NHL Hockey”. Chiaramente per chi non è canadese o americano, la NHL può voler dire poco o niente, considerato che in Italia lo sport nazionale è il Calcio. Ma in Canada e in U.S.A. la NHL è considerata la principale lega di Hockey su ghiaccio del Mondo e una delle maggiori leghe sportive professionistiche nordamericane. Un po’ come la vostra “Champions League” di Calcio! (sorride!)

Sono molto legata affettivamente e professionalmente ad entrambi gli eventi. Entrambi sono stati momenti storici della mia carriera artistica ed umana che ricorderò per sempre!

Il nostro, Lady Lu Ye, è un Magazine italiano letto principalmente da persone del mondo dello Spettacolo, del Cinema, del Teatro, della Musica. Tu che sei un’Artista affermata e molto conosciuta, cosa pensi del mondo della Lirica e del Cinema italiano degli ultimi cinque anni che ha un po’ sofferto il confronto commerciale e imprenditoriale con quello internazionale? E perché secondo te è accaduto questo

In Italia la situazione culturale sta scendendo sempre più verso il basso.

Devo però dire che l’Italia non è l’unico grande Paese dove tagliano i fondi per la cultura. Anche in Canada ultimamente sta succedendo la stessa cosa e mi dispiace davvero tanto vedere la sofferenza degli artisti che devono andare altrove per lavorare, per essere pagati, per sopravvivere.

Penso che per salvare la Cultura, bisognerebbe collaborare. È necessaria la collaborazione tra grandi industrie, grandi imprenditori e il mondo della cultura.

Lady Lu Ye, una artista come te, piena di impegni e di lavoro, conosciutissima in tutto il mondo artistico del quale sei parte integrante, essendone diventata una vera Big Star, come fa a gestire la sua vita relazionale e amorosa? Molti artisti, soprattutto quelli hollywoodiani, amano dire «to become a great artist you have to choose: either work or love!» (“per diventare una grandissima artista devi scegliere: o il lavoro o l’amore”). Pensi che i grandi attori americani, vincitori di Oscar e Golden Globe, che hanno fatto questa scelta di vita, abbiano torto o ragione? Qual è il tuo pensiero in merito?

Sicuramente è molto difficile gestire entrambe le cose. Soprattutto è molto difficile avere un compagno, una persona che condivide con te la tua vita e che ti sta accanto, che riesca a capirti fino in fondo per quello che fai come Artista; che non ti ostacoli o che non ti faccia sentire in colpa; un uomo che ti rispetti per quello che sei, per quello che fai, che ti apprezzi e che ti ammiri per le Opere che realizzi e per i successi che ottieni.

Mi ricordo ancora benissimo, perché rimasi shockata per quello che avevo sentito dire quando ho seguito il “Master Class” di Warren Robertson. La prima cosa che disse all’inizio del suo “Master Class” fu proprio quello che hai ricordato tu nella tua domanda: «Dovete fare una scelta secca: fare la Donna, fare l’Artista, o fare la Mamma!».

Ad Hollywood di casi di questo tipo, ambigui se vogliamo, ne abbiamo visti tanti. Sicuramente sei vuoi diventare una Big Star, la scelta non è più una scelta libera, ma diventa una scelta “obbligata”, “forzata”, che devi fare per forza di cose!

Dove dire che non sarebbe così facile per entrambi! Ci vuole un vero amore, mi sembra di essere un sciocca, pero ci credo ancora nell’amore vero! Anche perché senza l’amore, senza aver vissuto l’amore vero ed intenso, per una artista è come non possedere l’essenza dell’anima, non possedere la capacità di creare e di interpretare le opere d’arte.

A cosa stai lavorando adesso? Vuoi dirci qualcosa in anteprima? Dove potranno vederti i nostri lettori, i tuoi fan e i tuoi follower nei prossimi mesi e a quali Opere stai lavorando e collaborando?

Mi sembra che porti sfortuna quando annuncio qualcosa in anteprima! (sorride!)

Comunque, qualcosa la posso dire!

Nonostante il Gala Concerto in onore delle Olimpiade di Rio de Janeiro 2016 sia stato annullato per ragioni di sicurezza, dove dovevo esibirmi con una bellissima canzone cinese, insieme ad un’Aria d’Opera.

Devo dire che in un certo qual modo sono cresciuta con questa melodia cinese, quest’Aria d’Opera, che proviene dalla provincia d’origine del mio papà. E poi in Cina questa melodia è da sempre stata considerata come il secondo inno cinese. Poi c’è da aggiungere che ha una bella storia internazionale nel mondo della musica lirica: il vostro Grandissimo Giacomo Puccini la utilizzò nell’Opera Lirica “Turandot” del 1924. E poi Turandot, come voi italiani saprete certamente, è una principessa cinese. Ecco, vedi Andrea, in questa Melodia Cinese c’è un intreccio incredibile tra la cultura cinese e quella italiana, e per questo motivo, almeno per me, è una storia molto interessante da far conoscere a tutto il mondo. Mi piacerebbe presentare questa Melodia in Italia in anteprima, e poi esportarla in tutto il Mondo che ama la lirica e la buona musica.

Poi a settembre sarò in Cina per la “Wenzhou World Assembly”.

Infine, ad ottobre sarò a Miami (U.S.A.) per “The best of Italy gala night”. 

Lu Ye 0014Lady Lu Ye, tu sei l’“Ambasciatrice della via della seta del ventunesimo secolo” (“Embassator of the silk road of the twenty-first century”) in Cina, e al contempo l’”Ambasciatrice della cultura italiana nel mondo“. Che cosa significa essere Ambasciatrice di due “Culture-Tradizioni” così importati e conosciute in tutto il Mondo?

Significa che devo venire più spesso in Italia (sorride compiaciuta!).

Significa diffondere la “Cultura Italiana” nel mondo, come fece Marco Polo (1254-1324) nel XIII Secolo.

Anche l’altro riconoscimento che ho avuto più recentemente, “Ambasciatrice della via della seta del ventunesimo secolo”, che ha lo scopo di favorire e facilitare gli scambi economici e culturali tra la Cina e il resto del Mondo, è molto impegnativo e mi porterà a viaggiare tantissimo: cosa che amo moltissimo!

Lady Lu Ye, come abbiamo già detto nella tua presentazione, una delle esperienze professionali ed umane più belle che tu abbia fatto nella tua carriera di Artista, è stata senza dubbio alcuno quella di esibirti nel 2013 per Papa Francesco in occasione del suo compleanno. Papa Francesco oggi è sicuramente la personalità più conosciuta al mondo che ha un potere comunicativo straordinario e per certi versi geniale. Com’è stata questa tua esperienza? Ci vuoi raccontare come l’hai vissuta e quali emozioni hanno attraversato la tua sensibilità di Donna e di Artista?

Quando mi hanno confermato che avrei fatto parte degli Artisti per il concerto per Papa Francesco, sono saltata in aria dalla gioia. Non ho mai avuto alcun dubbio che sarei stata scelta, rispetto al fatto che io non sono cattolica. Ho accolto questa opportunità, questa benedizione, questa “life-time” (“occasione della propria vita”, come si dice in inglese!). È stata un’esperienza irripetibile e da non dimenticare mai. Devo ringraziare Dante Mariti, il produttore, che ha avuto molta fiducia in me.

Adesso, Lady Lu Ye, per finire la nostra bellissima conversazione, voglio farTi una domanda che io amo molto, perché ci riporta d’emblée nel passato, a quando eravamo bambini spensierati e felici, pieni di bei sogni da realizzare: Qual è il Tuo sogno nel cassetto che fin da bambina ti porti dentro e che oggi vorresti realizzare?

Diventare un’Artista, un’Artista a 360 gradi (sorride molto divertita!).

Lady Lu Ye, dimmi qualcosa di te che ti caratterizza e che nessuno sa, e che vuoi condividere con i nostri lettori.

Il mio nome e “AMORE”… Lu Ye = Loye = Love.

Bellissima questa conclusione Lady Lu Ye, bellissima davvero! È l’Amore che in fondo muove il mondo, insieme alla Passione che è una forma di amore verso qualcosa che amiamo con tutte le nostre forze e senza la quale non abbiamo vita vera e passionale.

Grazie Lady Lu Ye, per aver dedicato il tuo tempo al nostro Magazine, e grazie per essere stata con noi. Io e tutta la redazione de “Il Profumo della Dolce Vita” ti facciamo il nostro più grande…Break a leg! …per la tua splendida carriera di Artista poliedrica e completa, di grandissimo talento e di successo straordinario.

Io spero di riaverti qui tra noi, tra qualche tempo, per un’altra bellissima chiacchierata con la quale ci racconterai dei tuoi straordinari successi professionali e artistici.

Grazie ancora e a presto Lady Lu Ye! 

Grazie Andrea, grazie della vostra gradevole ospitalità, grazie alla Redazione, e spero di rivedervi presto!!! A voi!!!

Per i nostri lettori che volessero conoscere qualcosa di più di Lady Lu Ye, ecco alcuni link che potrete facilmente visitare:

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Lady Lu Ye – Intervista de “ilprofumodelladolcevita.com”:

https://www.ilprofumodelladolcevita.com/lady-lu-ye-bellissima-soprano-attrice-grandissimo-talento-e-big-star-della-lirica-internazionale-intervista-esclusiva/  ;

Lady Lu Ye – slide-show photos by Andrea Giostra:

https://youtu.be/KIgkl5U65uQ ;

Lady Lu Ye – Official Web-Site:

http://luye.me/home.php ;

Lady Lu Ye – Official Facebook Page:

https://www.facebook.com/luyecanada/posts/529657637238155 ;

Lady Lu Ye – Official Twitter Page:

https://twitter.com/luyecanada ;

Lady Lu Ye – Official Pictaram Page:

http://www.pictaram.com/user/ladyluye/3083130981 ;

Lady Lu Ye – Official Webgram Page:

https://webgram.co/ladyluye ;

 

Lady Lu Ye – Official Imgrum Page:

http://www.imgrum.net/user/ladyluye/3083130981 ;

Lady Lu Ye – Official YouTube Channel:

https://www.youtube.com/user/luyecanada ;

Lady Lu Ye – “Ave Maria” LIVE – by Bach / Gounod for Pope Francis’ Birthday & Christmas Dec. 2013:

https://www.youtube.com/watch?v=YbNaBLu7gJ4 ;

Lady Lu Ye – “The best of Italy gala night”:

http://iacc-miami.com/iacc-gala-made-in-italy-night-in-downtown-miami-oct-22/ ;

Lady Lu Ye – “Embassador of the silk road of the twenty-first century”:

http://mp.weixin.qq.com/s?__biz=MjM5MjE3MzY2Mw%3D%3D&mid=2651211420&idx=2&sn=9b3ab9e8fa0bb03ab81e307ce3a39903&scene=5&srcid=0721y9mylQ6o6BgYZs9qqdnT#rd ;

I lettori che volessero conoscere l’autore dell’intervista, Andrea Giostra, possono consultare la sua “Official Facebook Page” e la sua “Personal Facebook Page”:

https://www.facebook.com/AndreaGiostraFilm/ ;

https://www.facebook.com/andrea.giostra.31 .

 

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Sono un appassionato di cinema, e come tale, quando guardo un film, mi lascio trascinare dalla narrazione e dalla successione delle scene. Guardo il film con ingenuità percettiva, non condizionata e non inquinata da sovrastrutture e preconcetti culturali, che non siano ovviamente quelle della mia personale esperienza di vita con i suoi vissuti e le emozioni (gioie e dolori) che hanno caratterizzato la mia storia e delle quali certamente non posso spogliarmi. Quello che a me interessa, quando guardo un film, sono solo le emozioni che ho provato. Quello che poi cerco di raccontare è il messaggio che mi è arrivato, le emozioni che ho vissuto e “subìto”, il pathos che mi è stato trasmesso durante la visione del film. Il cinema è l’espressione artistica contemporanea più completa e straordinaria che l’uomo potesse inventarsi. E se un film è in grado di suscitare emozioni, allora quel film non ha età. Come non ha età un brano musicale, come non ha età un dipinto importante, come non ha età una scultura straordinaria. Chi potrebbe, infatti, mai dire ascoltando un brano dei Beatles che quella è musica superata? Chi potrebbe mai dire guardando un quadro di Van Gogh che quello è un dipinto antiquato? Chi potrebbe mai dire guardando “La pietà” di Michelangelo che quella è una scultura anacronistica? Il cinema, così come qualsiasi vera arte, deve essere svestito dell’elemento tempo e della componente commerciale usa-e-getta che gli hanno appiccicato addosso i grandi produttori, le potenti lobby dei distributori internazionali, e talvolta anche alcuni registi che puntano più al business che alla qualità del prodotto. Il concetto commerciale di “consumismo” non appartiene e non può avere nulla a che fare con l’opera d’arte, e quindi neanche con il buon cinema. I film che io commento non tengono conto dell’anno di produzione e non tengono conto del tempo che è passato dalla sua prima proiezione. Il mio “sguardo” non è certamente quello dell’esperto critico cinematografico professionista che, essendo un grande conoscitore di film, registi, attori, tecniche di montaggio, fotografia, costumi, etc… etc…, ed avendo visto migliaia e migliaia di film, ha inesorabilmente perduto la spontaneità e l'innocenza osservativa ed emozionale dello spettatore comune che va al cinema, o vede un film a casa, con il solo intimo obiettivo di provare delle emozioni e distrarsi dalla sua quotidianità e dalle sue preoccupazioni. Il critico, con le sue complesse ed erudite sovrastrutture cinematografiche, ha perduto la componente più spontanea che un uomo, un osservatore/spettatore, deve possedere: l'innocenza dello sguardo e la libertà di lasciarsi trascinare dalle emozioni che si sprigionano da un’opera d’arte e ti colpiscono dritto al cuore ed alle membra. L’arte è qualcosa che sta tra l’oggetto e la persona. Non si trova né nell’oggetto, né nella persona: ma si materializza emozionalmente nel loro reciproco incontro. Da questo punto di vista, i critici cinematografici sono imprigionati in griglie di lettura che li costringono ad una amorfa parcellizzazione e settorializzazione dell'opera d'arte cinematografica e, pertanto, non sono più in grado di vedere la componente emozionale olistica e al contempo gestaltica del film. Quello che io penso è che non dobbiamo “fidarci” dei critici cinematografici professionisti, ma dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi, di quello che sentiamo quando vediamo un film. Ognuno di noi, che ama il cinema, dispone degli strumenti necessari per capire se un film è bello oppure no, se è un’opera d’arte oppure no. E lo strumento di cui disponiamo è la nostra mente e il nostro cuore: il film ci ha regalato delle emozioni forti e vivide? Se la risposta è sì, allora è arte cinematografica. Se la risposta è no, allora non è arte. E’ un’altra cosa. Andrea Giostra