“L’Agenzia dei bugiardi”, quando il tradimento fa rima con divertimento.

Recensione di Giancarlo Salemi (nella foto con Gianpaolo Morelli all’anteprima romana)

Le bugie si sa hanno le gambe corte e, quando si dicono in amore anche a fin di bene, non portano mai fortuna. Per questo meglio affidarsi a dei professionisti delle menzogne per salvare i rapporti familiari ed evitare traumi che colpiscono soprattutto i più piccoli. È questo il succo del settimo film del regista Volfango De Biasi (campione d’incassi con Natale con il boss e Nessuno come noi) dal 17 gennaio distribuito in 400 sale con un parterre di attori tutto made in Italy anche se la commedia fa il verso ad un film francese Alibi.com di Philippe Laucheu Julien campione d’incassi d’oltralpe.

Il seducente Fred (Giampaolo Morelli), l’esperto di social network Diego (Herbert Ballerina) e l’apprendista Paolo (un magnifico narcolettico interpretato da Paolo Ruffini) sono i componenti di una geniale agenzia che fornisce alibi ai propri clienti e il cui motto è ” meglio una bella bugia che una brutta verità.” Fred – per cui vige la regola mai oltre trenta giorni con una donna altrimenti finisce la fase della gioia – si innamora di Clio (Alessandra Mastronardi, un po’ deludente nella parte), amante della sincerità a tutti i costi, alla quale non può svelare qual è il suo vero lavoro (mente dicendo che lavora per un agenzia di viaggi!). Ma la situazione si complica quando Fred scopre che il padre di Clio, Alberto (Massimo Ghini perfetto nel ruolo) è un suo cliente, che si è rivolto all’agenzia per nascondere alla moglie Irene (una strepitosa Carla Signoris) una scappatella con la sua giovane amante Cinzia (Diana del Bufalo, svampita quanto basta cantante sulla scia di Baby K). Accidentalmente, per una distrazione di Alberto, si ritroveranno in vacanza in Puglia (il film è girato nei dintorni di Lecce) tutti insieme: Carla, Clio, Alberto e Cinzia in una situazione esplosiva che dà il via alla classica commedia degli equivoci. Insomma, quando il tradimento fa rima con il divertimento.

Si sorride molto nel film soprattutto grazie ad una magistrale interpretazione di Paolo Calabresi nel ruolo di Maurizio, direttore di banca e amico di famiglia lasciato dalla moglie e segretamente innamorato – da oltre trent’anni – di Irene un magistrato del Consiglio di Stato tutto d’un pezzo. E non solo. Nel film appare – nel suo ruolo – anche Piero Pelù che regala un cameo per i suoi fans e maltratta a dovere Fred finto agente discografico.

“Questo è film per me è un ritorno alla commedia” – ha raccontato in conferenza stampa il regista De Blasi – “far ridere è sempre un compito arduo e in questi film c’è sia l’elemento amoroso unito ad una comicità surreale, un po’ cartoon che ha caratterizzato altri miei film. Una bugia confezionata ad arte può salvare la giornata, ma resta sempre una bugia”.

Il film si regge grazie alla bravura di Giampaolo Morelli nelle parti di Fred, cinico quanto basta ma anche molto divertente ricordando – seppur alla lontano – le gaffe del più noto commissario di polizia, Coliandro a cui l’attore napoletano presta il volto da oltre 13 anni. Ad esempio nel rocambolesco inseguimento con un rom – “e chi sei Hamilton?” gli urla – ricorda lo stralunato e avvincente protagonista dei Manetti Bros.

Insieme a Massimiliano Bruno con il suo Non ci resta che il crimine in testa al box office di questa settimana, anche lAgenzia dei bugiardi si candida ad essere una piacevole sorpresa cinematografica per questo inizio 2019. “Ce l’abbiamo messa tutta” – ricorda Paolo Ruffini dal palco. E’ vero? O è solo una bugia?

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