“ Le Grand Bal “, un inno senza tempo alla magia del ballo

Succede in Francia, ogni anno, da oltre venti anni: affascinate e rapite dalla magia del ballo oltre duemila persone si riuniscono a Gennetines, paesino dell’Auvergne, per vivere insieme una esperienza che ha dello straordinario: ballano insieme per sette giorni ed otto notti consecutive ogni genere di danza, da quelle antiche e popolari a quelle moderne, senza discernere le singole qualità, senza preferenze, tutti immersi in un fascino tanto irreale quanto, se non lo avessimo

visto in questo film di Laetitia Carton, documentato con i nostri occhi.

Provengono da ogni parte d’Europa a simboleggiare una forma di unione messa in pratica sulla base delle semplici sensazioni che nascono non da una fonte di genere politico ( che ancora non c’è ) ma dalla musica e dal fascino di poter ballare accoppiati o singolarmente in maniera tale da poter esprimere ciò che ognuno dei partecipanti sente dentro di se, sensazioni di comunione di sentimenti, di intenti, di modi di esprimersi evidenziando in tal modo, liberamente, ciò che sentono nell’intimo i loro cuori e le loro anime.

  Una grande area attrezzata a campeggio per duemila persone di generi ed estrazioni diverse ma rese uguali dalla pura gioia di condividere la comune ed innata passione per la danza, senza far troppo caso alle differenze di ceto, di modo di ballare, finanche di sesso: un flusso ininterrotto di danze e di musiche di genere e tradizione diverse ma sostanzialmente tutte tendenti ad un unico scopo: evitare l’isolamento al quale la società attuale ci costringe obbligandoci a vivere ognuno per se, al di fuori di ciò che dovrebbe invece essere un comune sentimento carico di gioia, di sensazioni amichevoli, di comune collaborazione.

Parliamo di una “ cerimonia “ alquanto particolare, una riunione annuale di duemila persone che riescono, forti dei loro principi per come sopra espressi, a nemmeno stancarsi fisicamente, riposando appena qualche ora, giusto il tempo di rifornire le loro macchine umane di quel poco di cibo che dà loro la spinta per sostenere quella grande fatica fisica che l’entusiasmo che provano riesce a non far sentire.

Ritmi aggraziati, nessuna esagerazione esibizionistica, soltanto gioia pura che genera felicità, concerti, amicizie che nascono e si fondono insieme nel comune sentimento dell’amicizia pura e disinteressata che trovano fondamento nella comune felicità di danzare insieme al ritmo di passi che, generati anche in forma spontanea ma sempre in grado di superare insieme anche la fisica fatica attraverso la libera creatività di ogni partecipante che, al termine della lunga ed emozionante kermesse  fatta di emozioni, di spontanee coreografie e di tanta, tanta musica rinnovano sentimenti di amicizia in grado di introdurre una particolare, pura dimensione conviviale.

E’ questo il soggetto de “ Le Grand Bal “, un inno senza tempo alla magia del ballo e dell’armonia di anime e di corpi seppure nella più grande diversità, una particolare pellicola di genere documentaristico che la regista, anch’essa appassionatasi al ballo, ha girato in loco nell’estate del 2016 filmando la quasi totalità dell’evento per ascoltare il proprio corpo, la propria fatica, senza perdere un attimo di quella felicità che sorge spontanea dal potersi liberamente esprimere.

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