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Le Iene: la seconda parte del reportage sulla morte di Mario Paciolla, in missione di pace con ONU

Le Iene: la seconda parte del reportage sulla morte di Mario Paciolla

Stasera, martedì 30 novembre, a “Le Iene”, in prima serata su Italia1, continua il reportage di Gaston Zama, án, un piccolo paesino dell’Amazzonia, dove partecipava a una missione di Pace per conto dell’Onu. Girata tra la Colombia e Napoli, l’inchiesta racconta la vita del ragazzo, attraverso le testimonianze e i ricordi di chi l’ha conosciuto. Nel precedente servizio andato in onda, la famiglia, gli amici e le persone con cui il 33enne era entrato in contatto in Colombia hanno ricostruito l’immagine del ragazzo e i suoi ultimi giorni di vita, descrivendo quelle che loro ritengono delle anomalie, con l’amarezza di chi è ancora in cerca di una verità plausibile e con la certezza che Mario non si sarebbe mai tolto la vita.

Attualmente, con le indagini ancora in corso, non è stato stabilito se si sia trattato di un suicidio o di un omicidio: le Nazioni Unite, al rinvenimento del cadavere, hanno classificato la morte come suicidio ma la Procura di Roma ha avanzato un’ipotesi di omicidio, ritenendo che il cappio di Mario sarebbe stato stretto intorno al collo quando il ragazzo era già morto, per simulare un gesto volontario.

Stasera si darà spazio alle presunte criticità che atterrebbero all’indagine dell’Onu, nella fase immediatamente successiva al ritrovamento del cadavere di Mario. “Quando l’hanno trovato, i primi due ad arrivare sono stati i funzionari dell’Onu”, dice Stefan Kroener, reporter colombiano che si è occupato del caso Paciolla. Il racconto – che ricostruisce la giornata in cui il nostro connazionale ha perso la vita – si sviluppa attraverso importanti testimonianze raccolte dall’autore del reportage e con gli interventi di alcuni giornalisti, italiani ed esteri, che in questi 16 mesi hanno documentato la vicenda. Tra loro, Valerio Cataldi, giornalista Rai, che con Gaston Zama ripercorre la scena che gli inquirenti si sono trovati davanti.

Quel giorno furono scattate delle foto di tutto ciò che c’era nell’appartamento, e chi ha potuto vederle, tra cui Cataldi, le descrive come degne di ulteriori approfondimenti. Sembrerebbero tante, infatti, le apparenti incongruenze che, oggi più che mai, meriterebbero delle risposte. E, ad anticiparle il contenuto della perizia medico legale italiana, con alcuni elementi in netto contrasto con quella effettuata in Colombia.