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Lino Bellegia con il suo “Nessun proiettile potrà mai cancellare” finalista al Premio Crimen Caffè

L’autore romano Lino Bellegia entra nella cinquina finale del Premio Crimen Caffè con il suo “ giallo “ “ Nessun proiettile potrà mai cancellare “, una spy story ambientata a Roma, in cui niente è quello che sembra

Prendendo ispirazione dalla sua città, Roma, ambienta nel quartiere Monti una storia avvincente, fatta di intrighi, coperture, segreti e tradimenti, l’autore descrive come dal ritrovamento di una vecchia Volvo V70, rubata per compiere una rapina culminata in una feroce sparatoria nel quartiere di Pietralata, perdono la vita due agenti di polizia; il Commissario Marco Paoluzzi si metterà ben presto sulle tracce dei criminali e scoprirà una realtà molto più complessa di quello che viene raccontato sui canali ufficiali della stampa, qualcosa che lo costringerà a ricercare la verità in diverse direzioni e con più gradi di complessità.

I personaggi, a partire dal protagonista del romanzo, Gabriele, lo sventurato professore di inglese a cui pare sia stata rubata la macchina per compiere la rapina di una banca, sono raccontati con dovizia di particolari, tanto che ne emerge un quadro particolareggiato ed una caratterizzazione che fa immedesimare subito il lettore nella storia, piena di colpi di scena e di flashback.

Una Roma descritta in modo cinematografico in cui i personaggi e i luoghi si intersecano, raccontando ognuno una propria versione della verità, così come avviene nelle leggende legate alla Città Eterna, che hanno mille sfaccettature provenienti dalle tante voci di chi la abita.

L’enigma ruota tutto intorno alla chiave ritrovata nel quadro del cruscotto della macchina di Gabriele, che continua a dirsi totalmente estraneo ai fatti, ma che forse non ha ben chiaro fino a che punto possa fidarsi di coloro che popolano la sua vita.

Una giostra di personaggi diversi diventano ben presto lo specchio di una serie di realtà complementari intorno a cui si svolge la vicenda.

Il lettore è da subito coinvolto e chiamato in prima persona nella risoluzione dei casi di omicidio che avvengono” dichiara l’Autore, che chiarisce l’intento di divertissement che lo ha ispirato nella scrittura del testo e sottolinea come siano presenti nel libro gli elementi utili alla risoluzione del caso, che non sfuggiranno di certo ad un lettore attento.

Un libro che si segue in modo scorrevole e coinvolge su più piani, quello della risoluzione del caso principale, come pure nel racconto e caratterizzazione dei personaggi, sullo sfondo di una Roma dalla bellezza ferita, che sembra voler aiutare a sbrogliare la matassa di una serie intricata di vicende, fino all’ultimo ambigue e pericolosamente ingannevoli.