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“Lolo – Giù le mani da mia madre” (2015), di Julie Delpy, Francia, nelle sale cinematografiche italiane dal 1 settembre 2016 – presentazione trailer.

Lolo_001Lolo – Giù le mani da mia madre”, è una divertente commedia di Julie Delpy, che ne è anche la scrittrice, sceneggiatrice, protagonista e regista.

La produzione è francese, la durata del film di 99 minuti, distribuito in Italia dalla M2Pictures, uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 1 settembre 2016.

E’ un Film divertente e ricco di umorismo e sarcasmo sulle incertezze dell’amore e sulle relazioni genitori–figli.

Il film segue le vicende dei quarantenni Violette e Jean-René che pur vivendo agli antipodi, lui è un ingenuo programmatore di provincia e lei una donna di classe che lavora nella moda a Parigi, scoprono di essere fatti l’uno per l’altra.

A minare un equilibrio già precario, fatto di abitudini diametralmente opposte, psicosi varie ed equivoci, ci si mette anche Lolo, il figlio di Violette, un giovane artista viziato, egocentrico e che non ha nessuna voglia di emanciparsi dalla madre. Incapace di accettare che Violette abbia altri uomini nella sua vita e deciso ad allontanare l’intruso.

Lolo cercherà in tutti i modi di fare leva sui punti deboli della donna per farle capire quanto Jean-René non sia adatto a lei.

Lolo – Giù le mani da mia madre” è già stato presentato in anteprima mondiale nella “Sezione Ufficiale” della 12^ Edizione delle “Giornate degli Autori, tenuta durante la “72sima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2015”, e al “Toronto International Film Festival 2015”.

Il Film è scritto, sceneggiato, diretto e interpretato da Julie Delpy, iconica protagonista degli acclamati Before Sunset” (“Prima del Tramonto”) del 2004, e “Before Midnight” del 2013, dove recitava al fianco di Ethan Hawke e per i quali è stata anche candidata agli Oscar per la miglior sceneggiatura non originale.

Questo è il sesto film che l’attrice e regista francese scrive e dirige, tornando a indagare con umorismo e un pizzico di cattiveria i mutamenti delle relazioni umane, tracciando un quadro veritiero dei timori, delle ansie e delle paure dell’essere umano alle prese con la complessità dell’amore.

Nel Cast, oltre alla Delpy, troviamo alcuni degli attori più importanti del cinema francese contemporaneo come Dany Boon, creatore del fenomeno “Giù al Nord” del 2008, ed interprete di molte altre commedie di successo, Karin Viard, reduce dal grande successo de “La famiglia Belier” del 2014, e il giovane Vincent Lacoste, protagonista di “Asterix & Obelix al servizio di Sua Maestà” del 2012.

Lolo – Giù le mani da mia madre”, attraverso personaggi un po’ sopra le righe, situazioni divertenti e tanti equivoci, racconta con acume e leggerezza, come l’amore debba superare apparenze e pregiudizi, e come spesso la felicità sia appesa a… un figlio!

Lolo_008SINOSSI:

Durante una vacanza nel sud della Francia, la sofisticata e chic Violette incontra Jean-René, un informatico un po’ imbranato ma amante della vita. Contro ogni previsione i due sono subito in sintonia e alla fine dell’estate Jean-René non vede l’ora di raggiungere la sua amata a Parigi. Ma la loro diversa estrazione sociale e Lolo, il figlio diciannovenne di Violette, non renderanno le cose facili.

Regia e Protagonista femminile: Julie Delpy ;

Cast: Dany Boon, Vincent Lacoste, Karin Viard.

Sceneggiatura: Julie Delpy e Eugénie Grandval ;

Fotografia: Thierry Arbogast ;

montaggio: Virginie Bruant ;

musica: Mathieu Lamboley ;

suono: Pierre Excoffier ;

scenografia: Emmanuelle Duplay ;

costumi: Pierre-Yves Gayraud ;

produttore: Michaël Gentile ;

produzione: The Film ;

co-produttori : France 2 Cinéma, Mars Films, Wild Bunch, Tempête Sous Un Crâne ;

Montaggio: Virginie Bruant .

Link di riferimento per maggiori informazioni sul Film:

Lolo – Giù le mani da mia madre” – Official Original Trailer:

https://youtu.be/p5nD6FQI3Zc ;

Lolo – Giù le mani da mia madre” – Official Original Trailer for Italy:

https://youtu.be/vi0_G3-oycY ;

Lolo – Giù le mani da mia madre” – Official Twitter Page for Photos and Stamps:

https://twitter.com/@M2Pictures ;

Lolo – Giù le mani da mia madre” – Giornata degli Autori “Venice Days 2015”:

http://www.venice-days.com/FILM.asp?id=9&id_dettaglio=571 .

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Sono un appassionato di cinema, e come tale, quando guardo un film, mi lascio trascinare dalla narrazione e dalla successione delle scene. Guardo il film con ingenuità percettiva, non condizionata e non inquinata da sovrastrutture e preconcetti culturali, che non siano ovviamente quelle della mia personale esperienza di vita con i suoi vissuti e le emozioni (gioie e dolori) che hanno caratterizzato la mia storia e delle quali certamente non posso spogliarmi. Quello che a me interessa, quando guardo un film, sono solo le emozioni che ho provato. Quello che poi cerco di raccontare è il messaggio che mi è arrivato, le emozioni che ho vissuto e “subìto”, il pathos che mi è stato trasmesso durante la visione del film. Il cinema è l’espressione artistica contemporanea più completa e straordinaria che l’uomo potesse inventarsi. E se un film è in grado di suscitare emozioni, allora quel film non ha età. Come non ha età un brano musicale, come non ha età un dipinto importante, come non ha età una scultura straordinaria. Chi potrebbe, infatti, mai dire ascoltando un brano dei Beatles che quella è musica superata? Chi potrebbe mai dire guardando un quadro di Van Gogh che quello è un dipinto antiquato? Chi potrebbe mai dire guardando “La pietà” di Michelangelo che quella è una scultura anacronistica? Il cinema, così come qualsiasi vera arte, deve essere svestito dell’elemento tempo e della componente commerciale usa-e-getta che gli hanno appiccicato addosso i grandi produttori, le potenti lobby dei distributori internazionali, e talvolta anche alcuni registi che puntano più al business che alla qualità del prodotto. Il concetto commerciale di “consumismo” non appartiene e non può avere nulla a che fare con l’opera d’arte, e quindi neanche con il buon cinema. I film che io commento non tengono conto dell’anno di produzione e non tengono conto del tempo che è passato dalla sua prima proiezione. Il mio “sguardo” non è certamente quello dell’esperto critico cinematografico professionista che, essendo un grande conoscitore di film, registi, attori, tecniche di montaggio, fotografia, costumi, etc… etc…, ed avendo visto migliaia e migliaia di film, ha inesorabilmente perduto la spontaneità e l'innocenza osservativa ed emozionale dello spettatore comune che va al cinema, o vede un film a casa, con il solo intimo obiettivo di provare delle emozioni e distrarsi dalla sua quotidianità e dalle sue preoccupazioni. Il critico, con le sue complesse ed erudite sovrastrutture cinematografiche, ha perduto la componente più spontanea che un uomo, un osservatore/spettatore, deve possedere: l'innocenza dello sguardo e la libertà di lasciarsi trascinare dalle emozioni che si sprigionano da un’opera d’arte e ti colpiscono dritto al cuore ed alle membra. L’arte è qualcosa che sta tra l’oggetto e la persona. Non si trova né nell’oggetto, né nella persona: ma si materializza emozionalmente nel loro reciproco incontro. Da questo punto di vista, i critici cinematografici sono imprigionati in griglie di lettura che li costringono ad una amorfa parcellizzazione e settorializzazione dell'opera d'arte cinematografica e, pertanto, non sono più in grado di vedere la componente emozionale olistica e al contempo gestaltica del film. Quello che io penso è che non dobbiamo “fidarci” dei critici cinematografici professionisti, ma dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi, di quello che sentiamo quando vediamo un film. Ognuno di noi, che ama il cinema, dispone degli strumenti necessari per capire se un film è bello oppure no, se è un’opera d’arte oppure no. E lo strumento di cui disponiamo è la nostra mente e il nostro cuore: il film ci ha regalato delle emozioni forti e vivide? Se la risposta è sì, allora è arte cinematografica. Se la risposta è no, allora non è arte. E’ un’altra cosa. Andrea Giostra