Luca Barbareschi ha scelto uno dei più bei testi di David Hare per calcare, dopo venti anni, insieme a Lucrezia Lante della Rovere, il palcoscenico del Teatro Eliseo: “ Il cielo sopra il letto “ un lavoro che sonda la complessa e drammatica relazione tra Saverio, imprenditore benestante e vedovo, ed Elisabetta la sua ex-amante, insegnante in una scuola di periferia, che vive in una modestissima casa di un quartiere popolare.

Il lavoro, originariamente prodotto dal National Theatre nel 1995, prima del trasferimento al West End e a Broadway, ha vinto il Laurence Olivier Award come migliore nuova opera teatrale; nel 1997 con la produzione che mise il testo in scena a Broadway, “ Il cielo sopra il letto, Skylight “ si è aggiudicato anche il Tony Award al miglior revival di un’opera teatrale.

Elisabetta, che aveva vissuto per un periodo nella casa di lui, se n’era andata quando la moglie, ai tempi della loro relazione ancora in vita, aveva scoperto il legame tra la ragazza e il marito.

A un triennio di distanza dall’improvvisa e silenziosa fuga di lei, e un anno dopo la morte della moglie di lui, il divario tra i due sembra divenuto incolmabile: lei legge libri in autobus, lui è infelice padre di un figlio per cui spende i suoi soldi. Lei è impegnata nel recupero di giovani alunni precari, incarnando una certa sinistra militante, lui gira con l’autista, abita in una villa nel verde, è riuscito a farsi quotare in Borsa la propria catena di aziende di ristorazione, in breve riflette la tipologia più dinamica d’una nuova classe imprenditorial-conservatrice.

Fino a quando si presenta l’occasione per trascorrere una notte insieme, durante la quale tra i due si riaccendono sia la passione erotica di un tempo sia le differenze ideologiche, unite ad un senso di colpa schiacciante che li porterà ancora una volta ad una separazione lacerante e allo stesso tempo inevitabile, siglando l’insanabile dissidio tra i die che rappresentano ognuno un mondo a se stante per età, cultura, conformismo ed anticonformismo.

“ ……..E’ una bellissima storia che pur essendo una straordinaria introspezione di un rapporto uomo-donna, riesce a diventare mirabilmente uno statement politico su quello che è lo scontro psicologico tra politically correctness e pensiero razionale logico: lui è un uomo pratico, ma intellettualmente onesto, lei riflette l’anima di Hare, è il personaggio nel quale si identifica.Lo sguardo dell’autore su questi due personaggi non è di chi giudica. La saggezza vera sta nel comprendere i due personaggi “, dichiara il regista, lo stesso Barbareschi, che è anche autore della traduzione dall’originale e dell’adattamento teatrale.

Al figlio di Saverio il testo di Hare affida la missione di fare da tramite tra le solitudini di due ex intimi ora così concettualmente distanti e invocare una qualche solidarietà che, ai suoi occhi giovani, prescinde dalle barriere sorte tra il progressismo assistenziale di lei e il prototipo di una cultura affaristica rappresentata dalla figura paterna.

Skylight è stato originariamente prodotto dal National Theatre nel 1995, prima del trasferimento al West End e a Broadway, e ha vinto il Laurence Olivier Award come migliore nuova opera teatrale. Nel 1997 con la produzione che mise il testo in scena a Broadway, Skylight si è aggiudicato anche il Tony Award al miglior revival di un’opera teatrale.

La prima nazionale dello spettacolo, prodotto dal teatro Eliseo e con interpreti Lucrezia Lante della Rovere nei panni di Elisabetta, Luca Barbareschi che interpreta Saverio e Paolo Marconi nei panni del figlio di Saverio, è prevista per il prossimo 17 dicembre.

 

 

 

 

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