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“Lucina Lanzara One Woman Show”: splendida interpretazione dello spettacolo di “Lucina Canta e Racconta De Andrè” di Martedì 01 dicembre 2015 al Teatro Golden di Palermo.

Lucina Lanzara One Woman Show“, si potrebbe intitolare così il magnifico spettacolo di Lucina, di Martedì 1 dicembre 2015 delle 20:30, che ha riempito il Teatro Golden di Palermo di suoi fan e appassionati di buona musica, per interpretare col suo stile originalissimo l’opera poetica e musicale di Fabrizio de André. Recital di De André che rappresenta da otto anni e che l’ha portata, il 9 settembre scorso, ad essere selezionata dal Club Tenco quale candidata al premio Tenco 2015 categoria “disco di interprete”.

lucina lanzara duneLo spettacolo, perché di questo dobbiamo parlare, e certamente non di un semplice concerto musicale, è stato in una parola Fantastico: bellissimi gli arrangiamenti e le interpretazioni delle Cover dei brani-poetici di De André scelti da Lucina; bravissimi e talentuosi tutti i musicisti della band che l’hanno accompagnata per tutto lo spettacolo sul palco; incantevoli e straordinariamente ritmati i giovanissimi ragazzi (13-15 anni) dell’Orchestra di percussioni “SudOrff” diretta da Eliana Danzì;  Le delicate e sensibili “Voci Vicine” inventate e formate artisticamente da Lucina; I “SeiOttavi”, ospiti d’onore della serata, che hanno “semplicemente” incantato il pubblico proponendo, tra gli altri brani, “Vucciria”, racconto cantato dal Gruppo a cappella, che immerge l’ascoltatore in una favola surreale a più voci che incrocia l’alto e il profano, la Chiesa e la strada, la tradizione dei pupi e le più moderne animazioni di uno dei più antichi mercati del Mediterraneo: “A Vucciria”; e poi lei, unica, incisiva, penetrante, empatica e grandissima artista poliedrica e, perché no!, palermitana, Lucina Lanzara. Questa volta i sostenitori incalliti di “Nemo propheta in patria” dovranno mangiarsi le dita e soffrire intimamente di mortificazione artistica. Palermo ha una grandissima artista e ne deve andare fiera. Martedì scorso, qualora ce ne fosse stato bisogno, Lucina ha dato grande prova del suo talento emozionando con picchi di pathos travolgenti, un pubblico ipnotizzato dalla sua splendida voce che si è lasciato travolgere delicatamente e poeticamente per tre ore in uno spettacolo di classe cristallina.

Foto Lucina 15P.S. – per i prossimi appuntamenti degli Spettacoli di Lucina Lanzara, basta consultare il sito http://www.lucinalanzara.com/

N.B. – Questa è la recensione integrale di Andrea Giostra dello Spettacolo “Lucina Canta e Racconta De André” di Martedì 01 dicembre 2015 portato in scena al Teatro Golden di Palermo di cui uno stralcio è stato pubblicato da “LA REPUBBLICA” PALERMO, alla pag. XIII “Spettacoli, Cultura, Sport”, di Domenica 06 dicembre 2015.

Sono un appassionato di cinema, e come tale, quando guardo un film, mi lascio trascinare dalla narrazione e dalla successione delle scene. Guardo il film con ingenuità percettiva, non condizionata e non inquinata da sovrastrutture e preconcetti culturali, che non siano ovviamente quelle della mia personale esperienza di vita con i suoi vissuti e le emozioni (gioie e dolori) che hanno caratterizzato la mia storia e delle quali certamente non posso spogliarmi. Quello che a me interessa, quando guardo un film, sono solo le emozioni che ho provato. Quello che poi cerco di raccontare è il messaggio che mi è arrivato, le emozioni che ho vissuto e “subìto”, il pathos che mi è stato trasmesso durante la visione del film. Il cinema è l’espressione artistica contemporanea più completa e straordinaria che l’uomo potesse inventarsi. E se un film è in grado di suscitare emozioni, allora quel film non ha età. Come non ha età un brano musicale, come non ha età un dipinto importante, come non ha età una scultura straordinaria. Chi potrebbe, infatti, mai dire ascoltando un brano dei Beatles che quella è musica superata? Chi potrebbe mai dire guardando un quadro di Van Gogh che quello è un dipinto antiquato? Chi potrebbe mai dire guardando “La pietà” di Michelangelo che quella è una scultura anacronistica? Il cinema, così come qualsiasi vera arte, deve essere svestito dell’elemento tempo e della componente commerciale usa-e-getta che gli hanno appiccicato addosso i grandi produttori, le potenti lobby dei distributori internazionali, e talvolta anche alcuni registi che puntano più al business che alla qualità del prodotto. Il concetto commerciale di “consumismo” non appartiene e non può avere nulla a che fare con l’opera d’arte, e quindi neanche con il buon cinema. I film che io commento non tengono conto dell’anno di produzione e non tengono conto del tempo che è passato dalla sua prima proiezione. Il mio “sguardo” non è certamente quello dell’esperto critico cinematografico professionista che, essendo un grande conoscitore di film, registi, attori, tecniche di montaggio, fotografia, costumi, etc… etc…, ed avendo visto migliaia e migliaia di film, ha inesorabilmente perduto la spontaneità e l'innocenza osservativa ed emozionale dello spettatore comune che va al cinema, o vede un film a casa, con il solo intimo obiettivo di provare delle emozioni e distrarsi dalla sua quotidianità e dalle sue preoccupazioni. Il critico, con le sue complesse ed erudite sovrastrutture cinematografiche, ha perduto la componente più spontanea che un uomo, un osservatore/spettatore, deve possedere: l'innocenza dello sguardo e la libertà di lasciarsi trascinare dalle emozioni che si sprigionano da un’opera d’arte e ti colpiscono dritto al cuore ed alle membra. L’arte è qualcosa che sta tra l’oggetto e la persona. Non si trova né nell’oggetto, né nella persona: ma si materializza emozionalmente nel loro reciproco incontro. Da questo punto di vista, i critici cinematografici sono imprigionati in griglie di lettura che li costringono ad una amorfa parcellizzazione e settorializzazione dell'opera d'arte cinematografica e, pertanto, non sono più in grado di vedere la componente emozionale olistica e al contempo gestaltica del film. Quello che io penso è che non dobbiamo “fidarci” dei critici cinematografici professionisti, ma dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi, di quello che sentiamo quando vediamo un film. Ognuno di noi, che ama il cinema, dispone degli strumenti necessari per capire se un film è bello oppure no, se è un’opera d’arte oppure no. E lo strumento di cui disponiamo è la nostra mente e il nostro cuore: il film ci ha regalato delle emozioni forti e vivide? Se la risposta è sì, allora è arte cinematografica. Se la risposta è no, allora non è arte. E’ un’altra cosa. Andrea Giostra