“Il Profumo della Dolce Vita” ha incontrato Lucina Lanzara, bellissima donna palermitana, compositrice, cantante, cantautrice, musicista, concertista, donna di spettacolo musicale che si distingue per la grande bravura e il grandissimo talento, e che possiede una voce unica e brillante che durante i suoi concerti riesce ad incantare i suoi ascoltatori-spettatori trasmettendo emozioni intense e forte pathos. Il 9 settembre scorso è stata selezionata dal Club Tenco quale candidata al premio Tenco 2015 categoria “disco di interprete”.Ciao Lucina, Come Stai?

Molto emozionata… Contenta! Grazie per tutti questi complimenti!

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Il nostro magazine online, “ilprofumodelladolcevita.com, è un magazine molto giovane ed è letto sia da giovani artisti dello spettacolo, della TV, del cinema, che da artisti di fama e di successo nazionale ed internazionale che spesso sono stati nostri ospiti e che abbiamo intervistato. Tu sei una musicista e compositrice molto conosciuta al pubblico siciliano ma poco conosciuta al pubblico nazionale ed internazionale malgrado il tuo grandissimo talento musicale e malgrado la tua immensa bravura di cantante e compositrice. Cosa ci diresti di te se volessi farti conoscere in poche parole? E cosa diresti ai nostri lettori per convincerli ad ascoltare e comprare la tua musica?

Io cerco di trasmettere emozioni. Se “emozionarti” è quello che cerchi, non puoi non venire ai miei spettacoli e comprare i miei dischi.

Hai da pochi giorni prodotto e pubblicato un nuovo CD dal titolo “Lucina canta e racconta De André”. Come nasce questa tua nuova opera musicale che, come mi hai anticipato tu stessa, è frutto di diversi anni di lavoro? E perché l’hai prodotta e fatta uscire proprio adesso?

Era il 2007. Andai ad ascoltare un concerto di musiche del Sud Italia, ai flauti traversi Benedetto Basile ed alla chitarra battente Davide Polizzotto. Fu una folgorazione. Cominciarono a ronzarmi per la testa tutte queste sonorità tra Medioevo e Rinascimento, tra musica popolare e sapore sperimentale, che sentivo sottese a tutta la poetica deandreiana. Ero tornata da poco da Genova e là tutto era pervaso dalla presenza silente di Fabrizio De Andrè. Da cantautrice, quale sono, non ho mai fatto cover, infatti questa è una mia reinterpretazione. Il disco nasce oggi, dopo circa otto anni di tour e una maturazione di questa rielaborazione in chiave femminile e mediterranea. E’ stato un lavoro bello ma duro che ha richiesto impegno e dedizione, anni e anni di ricerche e di sperimentazioni. Cantare De Andrè è sempre molto coinvolgente, una grande responsabilità!

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Il 9 settembre 2015 il Sito Web ufficiale del Club Tenco, pubblica i nomi dei candidati selezionati per l’attribuzione delle Targhe Tenco 2015. Tu, Lucina, sei stata selezionata nella categoria “disco di interprete” per il tuo nuovo CD “Lucina canta e racconta De André”. Come hai preso questa bellissima notizia?

Mi tremano ancora le gambe! Anche se dovessi arrivare ultima, sarei la 21^ tra le migliori interpreti del 2015, accanto a grandissimi artisti ed interpreti quali Tosca, Alice, Petra Magoni, Mariangela d’Abbraccio, Gianna Nannini! Confesso che sono emozionatissima e molto felice!

Lucina, raccontaci come è iniziata la tua carriera di poliedrica artista, musicista e compositrice. Quali difficoltà hai incontrato che ti sono rimaste nella memoria all’inizio della tua bella carriera?

A 6 anni facevo le sfilate nel giardino della nonna a Mondello (è una località marina a pochissimi chilometri dal centro città di Palermo, dove il mare trasparente e la spiaggia fine e dorata non hanno nulla da invidiare a quelli dei Caraibi!). Venivo applaudita con gioia e ammirazione da un nuvolo di deliziose prozie, trasformavo lenzuoli in abiti imperiali, ora romani, ora greci, ora modernissimi. E le prozie non facevano che dirmi come io fossi brava e bella, come fossi una vera artista! Andavo in brodo di giuggiole, ed ancora ora ci vado quando incontro qualcuno che me lo dice, pensandolo sul serio! Ho studiato pianoforte, chitarra classica, ho sempre cantato, mi sono dedicata ai Cori Polifonici, ai Musical.

A 25 anni, il momento della maturazione di una donna, ho capito che volevo trovare la mia cifra artistica.Ho cominciato a scrivere musica e testi, ad esibirmi come cantautrice. E’ nato De Mare (il mio disco cantautorale), Il Canto del Sole – un concerto per la Pace; VoXaS – il grano l’Alba, storia di un’Alba che si innamora di un campo di grano (tra jazz e new-age). Poi l’opera Mons Regalis prodotta dalla Sonzogno, poi la colonna sonora del documentario “il resto dell’anno”, di Michele Di Salle e Luca Papaleo della Faralgon, in cui rappresento la voce dell’isola di Salina, una delle isole Eolie. Con questo documentario siamo stati ospiti dei più importanti Festival Internazionali: Shanghai, Belgrado, San Francisco. Recentemente ho elaborato il FORMAT delle Voci Vicine, per le quali ho scritto tre lavori, ma di questo vi racconterò in un’altra intervista, se Andrea Giostra e ilprofumodelladolcevita.com me la concederanno! Ah Ah! Ed infine ho cantato e raccontato De André a modo mio. La strada non è stata in salita, molto ma molto di più: è stato come scalare il Monte Bianco con una sacca sulle spalle da settanta chili. Soffro molto del “Nemo profeta in Patria”, da sempre, mi fa un male quasi fisico. Odio le pacche sulla spalla: “brava, tu il tuo concertino lo hai fatto! Adesso che vuoi?”oppure “tanto a cantare ti diverti” sono parole che mi sono sentita ripetere diverse volte da chi detiene il potere istituzionale pro tempore e gestisce il danaro pubblico, senza comprendere minimamente l’impegno che richieda svolgere adeguatamente un’attività artistica. Io canto il Mediterraneo, mi sento portavoce della mia amata terra, ma… nemo profeta in patria! 

Sappiamo tutti che vivere nel mondo dell’arte e dello spettacolo, soprattutto all’inizio della carriera, non è facile per nessuno e spesso bisogna fare altri lavori. Tu, Lucina, hai fatto altre esperienze lavorative prima di dedicarti a tempo pieno all’arte musicale e di interprete molto apprezzata?

A 23 anni mi sono trasferita a Genova proprio per potere avere una totale autonomia e potermi pagare gli studi che desideravo intraprendere: un canto non convenzionale, non lirico, non accademico. Volevo imparare a “cantare” nella misura in cui la mia voce potesse sfiorare le corde del cuore dei miei spettatori/ascoltatori. Ho studiato con un insegnante norvegese, Kjerstin Enjoe Pronzato: tecnica vocale integrata al corpo. Da 7 anni mi perfeziono periodicamente con la newyorkese Mary Setrakian, in actor Singing. Lei è l’insegnate di Nicole Kidman e Kate Winslet. 

Ci sono voluti quasi venti anni di impegno mirato per riuscire a fare quello che faccio oggi con naturalezza: comporre quello che desidero, coprire quattro ottave di estensione vocale, cercare di trasmettere emozioni, aver elaborato un metodo di insegnamento che apra a tutti il mondo del Canto.

Ho lavorato cinque anni per il Comune di Genova e dieci per il Ministero della Giustizia. Mi sono occupata di tutte le aree sociali, diversamente abili, anziani, minori in stato d’abbandono, detenuti, tossicodipendenti, etc… Sono stata Consulente Familiare, Assistente Sociale, Coordinatore, Responsabile Gruppi di Educatori e Coordinatrice di Operatori di Strada, Referente di Gruppi di Affido Familiare. Ho lavorati in diverse Carceri, anche per il Tribunale per i Minorenni, senza mai smettere di dedicarmi alla Musica, alla mia più grande passione, alla mia arte. Adesso, da circa dieci anni, mi occupo solo di questo: della musica, dell’arte del cantare ed interpretare, di composizione, di concerti e di realizzare le mie opere artistico-musicali.

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Quali vere difficoltà hai incontrato che ricordi con tristezza nella tua carriera di artista? E qual è stata l’esperienza che hai fatto nella tua professione che non vorresti fosse mai accaduta?

Con amarezza ricordo i Larsen (detto in gergo anche feedback acusticoper un Festino di Santa Rosalia, il 14 Luglio 2012 in cui ero protagonista. Sul Sagrato della Cattedrale di Palermo, ogni anni si tiene un grande spettacolo per l’apertura ufficiale del Festino, la festa della nostra Santa Patrona, Santa Rosalia, per i palermitani, “a Santuzza“. Ero l’unica voce femminile solista con l’orchestra e 50 maestri ballerini dietro di me, interpretavo “I Triunfi a Santa Rosalia” in una rilettura in chiave contemporanea di Alberto Maniaci.Poco dopo sarebbe partita la Processione che percorre il Cassaro di Palermo, l’antico e bellissimo corso principale del centro storico della città, che costeggia la Cattedrale e tutti gli straordinari palazzi nobiliari, molto affascinanti e per lo più intatti, del 400′, 500′ e 600′. Il Cassaro da Porta Nuova, affiancato al Palazzo Reale di Federico II, conduce a Porta Felice, l’antica porta che dà sul mare della città. Di fatto sono le due antichissime porte principali della Palermo medievale cinta dalle altissime mura che adesso non esistono più, se non qualche resto ben conservato. Durante quel Festino credo che ci fossero 20.000 persone davanti alla Cattedrale di Palermo e altre 190.000 lungo il Cassaro. Ecco, in questa occasione di massima espressione della Città, di esposizione internazionale, partirono, durante il concerto sul Sagrato della Cattedrale, diversi effetti Larsen: rumore assordante, un fischio fortissimo, che genera l’effetto di una potente e inaspettata padellata in faccia. Ci volle un po’ per riprendermi. Mi è sembrata una di quelle sciatterie alla palermitana, come diciamo noi qui: organizzi tutto per poter correre con la Ferrari e però poi la fai guidare al picciriddu (bambino) di turno perché raccomandato e che si è appena patentato. Insomma, un’indecenza artistica straordinaria, almeno ai miei occhi e soprattutto alle mie orecchie!

Un’altra occasione spiacevole accadde nel 1997: stavo lavorando al disco De Mare con un noto produttore, ci vedevamo periodicamente a Roma. Quindi io tornavo a Genova e ci aggiornavamo per i successivi incontri. Ricevetti un invito: “questa volta potremmo andare a lavorare e provare i pezzi nuovi nella mia casa in Svizzera, dove ho un bellissimo pianoforte a coda che ti piacerà tantissimo, e saremo soli …”. Non posso fare nomi. Ma decisi di restare a Genova, molto delusa, sia umanamente, che artisticamente. In quel periodo tastai con mano quanto “i letti facevano la carriera ed il successo delle belle artiste!”.

Lavori nel mondo dello spettacolo e dei concerti dal vivo (in teatro, negli stadi, nelle piazze, etc…) da tanti anni e di cosiddetta gavetta ne hai fatta tanta, soprattutto in una terra come la Sicilia dove tutto sembra essere sempre più difficile che in altre regioni o in altri paesi. Prima di arrivare al successo nazionale che ti ha dato la candidatura al Premio Tenco 2015, hai mai pensato di mollare tutto per dedicarti ad un altro lavoro, ad un’altra professione?

Mai. Prima di dedicarmi esclusivamente alla musica, ho sempre fatto un altro lavoro che mi consentisse di “produrre” la mia musica, vista la difficoltà di piazzamento sul mercato, a causa della contaminazione di generi che mi caratterizza.

Quando hai deciso di fare l’artista e di dedicare tutta la tua vita alla musica e al canto e ne hai parlato con i tuoi genitori, cosa ti hanno detto? Sappiamo tutti che il mondo dello spettacolo, della musica e della canzone in genere, sono mondi insidiosi che non possono garantirti un futuro sereno, quanto meno da un punto di vista economico, a meno che non diventi famosa e amata dal tuo pubblico come oggi succede a te.

Mio Padre non ha mai accettato le mie scelte musicali, per lui assolutamente sovversive. Io sfido, mi metto continuamente alla prova, sperimento, sempre, in ogni momento. Papà avrebbe preferito di gran lunga che cantassi la Traviata. Mia mamma, invece, mi ha sempre sostenuta ed incoraggiata e lo fa tutt’ora. Nel luglio del 2009 mio Papà è volato via. Io stavo producendo Mons Regalis, un’opera che racconta in musica il Duomo di Monreale, commissionata dalla Sonzogno. E’ un’opera per orchestra etnica, coro, voci recitanti in italiano, latino, arabo, greco e siciliano. Sono sicura che a mio Papà questa sarebbe piaciuta, mi avrebbe fatto una carezza sulla testa.

Lucina, ci piacerebbe che ci raccontassi la cosa più buffa e divertente che ti è capitata nella tua carriera di artista. Noi sappiamo che questo genere di racconti piacciono molto ai nostri lettori e spesso rendono molto più simpatica l’artista. Tu cosa ricordi di bello e divertente che ti è accaduto nel passato e che vorresti raccontarci?

Al concerto del 17 marzo 2015, al Teatro Golden di Palermo, quando abbiamo registrato il live del CD “Lucina canta e racconta De André”, l’ultimo abito che indossavo, di shantung, tutto giallo, aveva una cintina pericolosissima, che si chiudeva con un fragile gancetto automatico. Per la foga nel cantare il pezzo finale, “Il Pescatore”, a colpi di diaframma la cintina mi è saltata per ben due volte a scena aperta, e nel video integrale che abbiamo prodotto e che è in distribuzione, questa cosa buffissima si vede. Ci siamo fatti tutti, musicisti e spettatori, un sacco di risate! Potete vedere il video su YouTube clikkando qui:https://youtu.be/pACkFVGC-iU.

Lucina, oggi esiste un nuovo mondo, quello multimediatico e internautico, che si compone di molteplici opportunità per sperimentarsi e lavorare come artista in senso lato, e nello specifico, se parliamo della tua professione, come cantante e musicista. Non a caso, negli ultimi anni, molti grandi nomi di grandissimo successo planetario vengono proprio dal Web e non dai grandi e rinomati Festival o dalla Televisione. Tu come artista, oggi affermata e di successo, che certamente hai dovuto percorrere altri canali per arrivare al punto nel quale sei arrivata, come vedi questa nuova prospettiva Web che è divenuta molto complessa ma che forse dà ai giovani artisti di oggi delle nuove opportunità di lavoro e di fare esperienza artistica che fino a pochi anni fa era solo fantascienza?

La trovo certamente una grande opportunità. Quando io ho iniziato, per trovare un bando di concorso canoro o per spedire una demo ad una produzione importante, dovevo acquistare le riviste specifiche in edicola, attendere l’uscita quindicinale o mensile per individuare anche solo un indirizzo o vedere il risultato di una selezione. Solo nel 1998 per registrare un buon disco ci volevamo 20.000.000 di Lire. Oggi lo puoi fare quasi con un Iphone! Io stessa godo dei vantaggi dell’era elettronica e per esempio, per il disco nuovo su De Andrè, abbiamo attivato un crowfunding con cui è possibile prenotare, entro il 26 ottobre, il disco o il DVD integrale del concerto, che si riceveranno direttamente a casa propria, oppure è possibile partecipare, in qualità di corista, al concerto di presentazione al Teatro Golden di Palermo del 1 Dicembre prossimo! Per chi fosse curioso questa è la piattaforma digitale internazionale di riferimento: http://www.musicraiser.com/projects/4227-lucina-canta-e-racconta-de-andre.

Quali sono i tuoi modelli di musicista e di cantante o cantautore/trice? E quali i tuoi maestri che sono riusciti a lasciarti un segno artistico-musicale indelebile?

Mozart, Bach, Fabrizio De Andrè, Joan Baez, Noa, Bjork, Enya, Mina.

Il mondo dello spettacolo, sai bene Lucina, non fa sconti a nessuno, soprattutto quando hai raggiunto la fama e il successo. Tu come riesci a gestire la tua famiglia e la tua vita affettivo/sentimentale con il lavoro che fai? Hai avuto in passato o anche di recente delle esperienze che ti hanno creato delle difficoltà?

La mia Famiglia è la mia priorità. In assoluto. Dunque ce la faccio, con una fatica veramente immane! Noi spesso andiamo a dormire alle due di notte, ma alle sei e quarantacinque la sveglia suona sempre per portare Teresa a scuola. Fare il mio mestiere, essere un artista e avere una famiglia unita, compatta, è difficile ma possibile, bisogna sceglierlo ed impegnarsi in questa direzione ogni giorno. Difficoltà? Sentite queste. I debutti, le anteprime, sono sempre momenti di grande tensione. Quando Vincenzo, mio figlio, aveva 10 mesi nel corrermi incontro perché stavo per uscire per andare alla Prima del Canto del Sole a San Saverio, ha battuto violentemente la testa contro il pilastro del corridoio e gli è venuto un “bombolone” quanto una mela sottocutanea in fronte. Vi immaginate con quale stato d’animo sono andata a cantare? Un’altra volta ho dovuto affidare Vincenzo alla baby sitter, Teresina, in preda ad una otite perforante, a causa di un debutto importante a Roma: fu lacerante, come l’otite! 

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Dopo questa bella esperienza che stai vivendo in questi giorni, con un’attesa che credo sia spasmodica e al contempo gioiosa (noi incrociamo le dita per te ovviamente!) qual è il tuo sogno nel cassetto che vorresti realizzare e al quale pensi spesso?

Rallentare… rallentare.. rallentare… Fare esattamente tutto quello che faccio oggi, ma con il doppio del tempo. Si, con tutto il tempo che mi serve… però andare a San Remo a cantare mi piacerebbe! Forse è questo il mio sogno nel cassetto.

Grazie Lucina per averci dedicato il tuo prezioso tempo e in bocca al lupo per la tua candidatura al Premio Tenco 2015 e al tuo futuro di artista poliedrica di successo che speriamo, noi de “ilprofumodelladolcevita.com, sia sempre più glorioso e ricco di belle soddisfazioni.

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