L'ultima parola

L’ultima parola

“L’ULTIMA PAROLA” – RITRATTO DI UN’AMERICA ANNI QUARANTA
Dalton Trumbo, uno sceneggiatore famosissimo nel mondo per aver redatto i testi di almeno due tra i grandi film degli anni ’40 ( Kitty Foyle – Ragazza Innamorata e Missione Segreta ) e per aver scritto i famosissimi “ Vacanze Romane “ e “ Spartacus “ viene accusato dal Comitato per le Attività Antiamericane per le sue attività sindacali e per il riconoscimento dei diritti civili: accusato di essere schierato con gli odiati comunisti viene, dopo essersi rifiutato di deporre di fronte alla HUAC ( una commissione che indaga sulla attività comuniste ) viene condannato ed imprigionato.
La sua attività di scrittore di testi per film viene ovviamente interrotta con gravi conseguenze economiche che si riflettono sulla sua famiglia: nessun produttore di films americano gli commissiona testi perché temono di dare l’impressione all’America di recepire le idee politiche ed allora ritenute estremistiche di Trumbo; nonostante le difficoltà economiche che si riflettono anche sulla educazione dei figli e sui suoi rapporti con loro ed alla presa di posizione della moglie che lo accusa di essersi troppo dedicato alla politica antigovernativa a scapito della educazione dei figli e del loro benessere, Dalton Trumbo continua a lottare, tra mille difficoltà, per le sue idee ed a lavorare intensissimamente coinvolgendo anche la sua famiglia nel suo lavoro di scrittore clandestino di testi che alcuni amici firmavano per lui, fino a quando attori e registi del calibro di Kirk Dougla e di Otto Preminger non inseriscono il suo nome nei rispettivi films.
Questa bellissima sortita delle due stars di allora, meravigliosamente narrata nel film ( che purtroppo abbiamo potuto visionare soltanto in versione sottotitolata e non doppiata in italiano come annunciato ), farà si che Trumbo riuscirà a riemergere dal fango nel quale lo avevano cacciato tanto la Commissione per le Attività Antigovernative che alcuni suoi amici ed attori che – fino a che non veniva accusato – lo circondavano per puro interesse economico e per perseguire successo nell’ambiente cinematografico: la storia ed il successo riconquistato dal coriaceo scrittore provocheranno di fatto il termine delle famigerate “ liste nere “ di proscrizione di chi non condivideva allora l’orientamento governativo.

L'ultima parola

L’ultima parola

La pellicola, diretta da Jay Roach e sceneggiato da John McNamara, descrive in maniera avvolgente ed accattivante un capitolo della storia americana del quale oggi nessuno più vuole parlare perché il suo sottofondo è nientemeno che il deterioramento, allora iniziato, dei rapporti tra Russia e Stati Uniti, un argomento questo che l’America intera recepì come una “ Minaccia Rossa “ alla nazione e che il governo combattè investigando e, spesso ingiustamente, accusando migliaia di americani di tutti i ceti sociali i quali, proprio a causa di tale attività, persero lavoro, casa, dignità: particolarmente colpito fu l’ambiente cinematografico holliwoodiano perché i comunisti ivi “ infiltratisi “ attraverso la loro ideologia posta in essere nelle produzioni potevano arrecare grave danno alla nazione.
Una storia vera con un finale positivo: questo è il succo del film, un film che avvince, attrae ed insegna, vista dal punto di osservazione apolitico, umano che rivela la natura patriottica di Dalton Trumbo, un comunista sui generis che non aveva nulla a che vedere con la Russia e che voleva soltanto, schierandosi a favore dei diritti civili degli afro americani, rendere ancora migliore la sua nazione.
Molto belle ed addirittura commoventi le parole pronunciate al momento della consegna dell’Oscar da Trumbo, un grande uomo che perdona ed insegna, un uomo fedele ai suoi principi che desidera trasmettere ai suoi connazionali per farli diventare più grandi attraverso questo film che non ha nulla di politico, è pieno di personaggi realmente esistiti e che rappresenta senz’alto la storia della libertà della parola all’interno di una grande nazione qual è l’America.
Molto appassionanti le interpretazioni dei protagonisti della storia narrata, da quella di Bryan Cranston ( Dalto Trumbo ) a quella della moglie Cleo ( Diane Lane ) passando attraverso quella della giornalista gossipara Hedda Hopper ( Helen Mirren ) e quella del “ traditore “ Edward G. Robinson ( Michael Stuhlbarg ) o quella di David James Elliot nei panni del controverso John Wayne; ma ognuno dei personaggi è grandioso, appassionante, enormemente in grado di insegnare al pubblico l’amore per la coerenza ai propri principi.
Il film, basato sul romanzo “ Dalton trumbo “ di Bruce Cook e che è candidato all’Oscar per il miglior attore protagonista ed a due Golden Globe per le migliori due attrici protagonista e non protagonista, sarà nelle sale a partire dal prossimo 11 febbraio ed è della durata due intensissime ore.

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