Paolo Zucca, con una nutrita serie di film e cortometraggi alle spalle, dirige un film che è tutto un inno alla Sardegna, come isola e come isolani, evidenziando il carattere forte ma bonario dei suoi abitanti, i suoi luoghi affascinati, le abitudini ancor oggi basate su antiche tradizioni.

Trattandosi di pellicola con argomento la luna appare il caso di definire questa pellicola come “stralunata”, perché tratta sia pure indirettamente di un argomento che già da tempo è all’attenzione dell’opinione pubblica: quello della avvenuta ( o forse? ) conquista del nostro unico pianeta: due agenti segreti italiani in contatto con i colleghi americani, Stefano Fresi e Francesco Pannofino, vengono informati che qualcuno, in Sardegna, avrebbe acquisito il diritto di proprietà della Luna e starebbe per lottizzarne il suolo.

Poiché la cosa metterebbe a rischio la credibilità americana in materia di conquista del suolo lunare, I due iniziano a condurre alcune indagini giungendo alla conclusione che per arrivare a capire chi sarebbe il proprietario dell’affascinante pianeta che ci gira intorno sarebbe utile utilizzare un infiltrato nell’isola che, nascondendo la sua origine sarda, li conduca al titolare del diritto di proprietà della Luna.

Per farlo, ingaggiano un soldato di antiche origini isolane residente a Milano al quale, per ricordargli le abitudini dei sardi e guadagnarne la fiducia, fanno impartire lezioni di “ sardità “ da un originalissimo personaggio che lo condurrà verso la riscoperta e la riappropriazione di una cultura, di una storia e di valori intrinseci nella popolazione dell’isola.

Lo svolgimento del film è tutto un inno alla “ sardità “ intesa come abitudini, usi antichi, forti caratterizzazioni di personaggi abituati a forme oggi retrive di costumi che appaiono forse un tantino viziate da una apparente comicità ambientata peraltro in un’area geografica dell’isola molto simile al vero suolo lunare.

Il finale del film è un vero e proprio trionfo di interpretazioni di norme di diritto internazionale alla maniera forte e determinata dei sardi con l’evidenziazione della loro sagacia ed anche, in fondo, della loro inventiva che porterà ad una conclusione assai “ strana “ e fors’anche in polemica con coloro i quali ancor oggi sostengono che l’uomo non abbia veramente ancora raggiunto il suolo lunare ma che ci sia arrivato soltanto con macchinari ad altissima efficienza scientifica.

Il film è venato da una sottile comicità, tale da porre in particolare evidenza personaggi ed abitudini apparentemente superati ma che ancor oggi esistono, quasi a caratterizzare ancor più l’indomabile carattere sardo, somarelli compresi: in particolare evidenza l’onore del sardo che quando promette, mantiene.

Molto efficace la fotografia di Ramiro Civita che si accoppia ad una bella scelta delle scenografie e delle ambientazioni con panorami stupendi propri della bellezza della Sardegna.

Altri interpreti: Jacopo Cullin nella parte del milanese infiltrato, Benito Urgu che interpreta la parte dell’insegnate di usi e costumi sardi, Lazar Ristovski ( il “ padrone “ della Luna ) ed Angela Molina nella parte di sua moglie Teresa, donna ampiamente dotata del forte fascino femminile sardo.

Il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma e sarà in sala dal prossimo 2 maggio.

 

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