Home Cinema Maria Guerriero, attrice e sceneggiatrice, bellissima e talentuosa, racconta la sua vita...

Maria Guerriero, attrice e sceneggiatrice, bellissima e talentuosa, racconta la sua vita di artista a “ilprofumodelladolcevita.com”.

Il Profumo della dolce vita” ha incontrato Maria Guerriero, attrice, sceneggiatrice, talentuosa, bellissima e affascinante donna del mondo del cinema italiano, che ha raggiunto una buona notorietà con ormai svariati progetti cinematografici quali “Nuovo ordine mondiale”, “Uno sbaglio ben riuscito”, “Righthousness”, “Corpo e anima”, “Red Toniht”, “La rosa e la spina” e tanti altri lavori.

Ciao Maria, Come Stai?

Ciao Andrea e ciao a tutti i lettori de “Il Profumo della Dolce Vita”. Sto bene, anche se sto attraversando un periodo un po’ caotico perché da poco mi sono trasferita a Roma e sono ancora in fase di “assestamento” fra le vecchie abitudini e le nuove.

Il nostro magazine online, “ilprofumodelladolcevita.com”, è molto giovane ed è letto da giovani artisti del mondo del cinema, della TV e dello spettacolo in genere. Quale giovane magazine, di recente, abbiamo avuto l’idea di dare visibilità, attraverso le nostre interviste, non solo ai grandi artisti di fama internazionale e italiana – che abbiamo intervistato più volte – ma anche a giovani e giovanissimi artisti. Non è certamente il Tuo caso Maria, visto che sei molto conosciuta, anche dalla gente comune per i tuoi ultimi bei lavori. Ma cosa diresti di te in poche righe ai nostri lettori che volessero conoscerti meglio e non solo attraverso lo schermo?

Maria Guerriero 0608

Andrea, la ringrazio per la molta stima che mi dimostra in queste sue belle parole e devo dire che un po’ di persone (fortunatamente) mi seguono, ma di strada per affermare il mio percorso artistico ne devo fare ancora molta. Detto ciò, posso dire che sono una ragazza semplicissima, ho bisogno di una carezza da mio padre, sapere che mia mamma è sempre lì per me per potermi confidare, chiedere consigli o solo stringerla a me per sentirmi più sicura. Assicurarmi che la mia sorellina stia bene e non farle mancare mai una ramanzina da sorella rompiscatole che sono…haha… e sentire sempre le mie vere prime fan da quando sono nata che sono le mie zie e mia cugina, nonché mia omonima…hahah. Con queste parole credo che si sia ben capito che amo molto la mia famiglia, che viene prima di ogni cosa, prima del mio lavoro.

Maria, vorresti raccontare ai nostri lettori come è iniziata la tua carriera artistica e soprattutto la tua importante carriera di attrice? Quali difficoltà hai incontrato nel tuo percorso professionale che vuoi raccontarci?

I miei primi passi nel mondo artistico li ho fatti sul palco di svariati concorsi di bellezza dai quali sono passata calcando le passerelle della moda per vari anni. Poi mi sono imbattuta involontariamente nella recitazione, ma dal primo ciak casuale ho iniziato lo studio per far sì che il cinema diventasse il mio mondo artistico.

Se volessi elencare tutte le difficoltà riscontrate fino ad oggi ci vorrebbero giorni, so che ne dovrò affrontare e superare ancora molte. Ma posso dire che sono state tante e che ho saputo superarle con la determinazione che credo di avere. Ma si sa che il mondo dello spettacolo, in genere, è pienissimo di insidie da affrontare e superare. Se non sei in grado di affrontare le difficoltà che ti si presentano in questo mondo, devi lasciar perdere e fare altro nella vita.

Quali scuole di recitazione hai frequentato per raggiungere il livello professionale che oggi, in un certo qual modo, ti ha consacrato come un’eccellente attrice italiana?

Mi sono diplomata presso la “CiackAccademy”, accademia di recitazione, ma per consacrarmi nel vero senso della parola sto ancora aspettando il regista che creda realmente in me e mi consacri a livello Nazionale. Con la parola “aspettando” non voglio di certo dire che sono a casa seduta ad aspettare una telefonata, anzi, sto in giro tutti i giorni a fare casting, provini su provini su parte, proponendomi sempre senza demordere e arrendermi mai. Di attrici ce ne sono tante, ognuna di noi si deve far strada sfruttando le varie occasioni che si presentano, ma con estrema tenacia e determinazione.

Maria Guerriero 06

Maria, il lavoro di artista, e di attrice in particolare, lo sai bene, è un lavoro difficile e pieno di incertezze economiche, soprattutto all’inizio della carriera quando non guadagni abbastanza e devi arrangiarti con altri lavori per vivere e continuare il tuo sogno e la tua passione (tranne per i figli d’arte per i quali è tutto molto più semplice, almeno da un punto di vista economico!). Tu hai fatto altre esperienze lavorative prima di dedicarti a tempo pieno alla recitazione, alla tua professione attuale di attrice? Anche per arricchire il tuo bagaglio professionale di artista e la tua esperienza umana: una brava attrice, si dice infatti, non è solamente chi sa recitare bene! Ci sono altre qualità che sono molto importanti in questo lavoro. Cosa ci vuoi dire in merito?

Maria Guerriero 01

Il cinema, per adesso, non è un lavoro fisso con un’entrata base sulla quale puoi fare affidamento. Io lavoro nella moda fra servizi fotografici, spot, video, testimonial, eventi, etc…, che sono quell’extra che mensilmente mi fa guadagnare abbastanza per vivere.

Quali vere difficoltà hai incontrato fino ad adesso nella tua carriera di attrice, di sceneggiatrice, e di artista in genere? E qual è stata l’esperienza che hai fatto nella tua professione che non vorresti ti fosse mai accaduta?

Di vere difficoltà ne ho incontrate tante, troppe. E’ impossibile evitare di fare errori, anche perché, pensandoci bene, fa tutto parte di quell’esperienza che nel bene e nel male ho acquisito nella mia vita artistica. Quello che so di certo è che non smetterò mai di fare errori, piccoli o grandi che siano, e quindi ne farò ancora, ma forse questo è un bene perché così non smetterò mai di imparare dalla mia esperienza di vita e di artista.

In uno dei suoi romanzi più conosciuti e più belli, “Memorie dal sottosuolo” pubblicato nel 1864, Fëdor Michajlovič Dostoevskij parla, tra le righe, della “Teoria dell’Umiliazione”. A partire dagli anni ’90, alcuni scienziati e psicologi americani, ne hanno fatto una vera e propria teoria psicodinamica, un modello psicologico che parte dal presupposto che sono più le umiliazioni che subiamo nella nostra vita ad insegnarci a vivere meglio e a sbagliare sempre meno: si impara dalla propria esperienza e dai propri errori, soprattutto quando sono gli altri a farceli notare e magari ridono di noi! Maria, hai mai subito delle umiliazioni professionali che ti hanno lasciato il segno ma che al contempo ti hanno fatto crescere professionalmente e ti hanno dato più carica e più forza per continuare nella tua carriera?

Le umiliazioni vengono servite da chi senza avere umiltà è professionalità passa davanti ad altri artisti che magari hanno più talento. Sono personaggi che riescono a fare carriera più in fretta e magari ottengono pure il successo… e con questo mi fermo perché non mi va di dire altro!

Quello che invece posso dire è che fortunatamente non tutti gli artisti sono così, in molti conservano l’umiltà e la voglia di aiutarti e di incoraggiarti nella tua professione. E questo è molto bello.

Maria Guerriero 07

Lavori nel mondo del cinema d’autore e dello spettacolo oramai da molti anni e di gavetta ne hai fatta tanta. Prima di arrivare al successo nazionale con le opere che abbiamo citato prima. Ti è venuto mai in mente di mollare tutto improvvisamente per dedicarti ad un’altra attività professionale?

Parole grosse Andrea. Io penso che tutto questo per me deve ancora arrivare. Non mi sento affatto un’artista affermata a livello nazionale. So bene che devo lavorare tantissimo, imparare tante cose di quest’arte e lottare moltissimo. Ma io non mi arrendo perché questa è la mia passione.

Di mollare ci ho pensato tante volte, fra un sacrificio e l’altro, mi sono spesso detta “Ma chi me lo fa fare? Magari faccio un lavoro più tranquillo, meno stress e meno preoccupazioni”. Ma poi penso a tutto quello che ho fatto, a tutti i sacrifici, al lavoro e alla passione che ho dedicato a quest’arte, e questi pensieri positivi che faccio prendono il sopravvento sulla mia paura e sull’incertezza del momento. Ed è a quel punto che non mi danno alcuna scelta se non quella di continuare su questa strada, che è la mia strada, che non mi permette di mollare mai neanche nei periodi più duri.

Maria, è risaputo che il mondo dello spettacolo e del cinema in particolare, è un mondo pieno di insidie, di ipocrisie, di compromessi, di cose che non sempre sono belle. A questo spesso si aggiunge che non sempre chi entra nel mondo della cinema, della TV e dello spettacolo, almeno all’inizio, come dicevamo prima, riesce a guadagnare abbastanza per vivere e crearsi una famiglia, tranne se non diventi famosa e hai successo nella tua arte, come adesso è accaduto a te. Ma da giovanissima, quando hai comunicato ai tuoi genitori che avresti voluto fare questo lavoro, cosa ti hanno detto? Certamente anche loro sanno quali sono le insidie e i rischi di questa realtà professionale!

Tempo al tempo per definire accaduto un qualcosa che è ancora al di sopra di me. Io non mi sento arrivata al successo nazionale, come ho già detto prima. Di strada ne devo fare ancora tante e ne sono consapevole, anche se ho ottenuto qualche bella soddisfazione professionale.

I miei genitori hanno molta fiducia in me e nelle mie possibilità. Mio padre soprattutto, all’inizio del mio percorso artistico era preoccupato, mi diceva sempre di non fidarmi mai di nessuno, di stare sempre attenta e per qualsiasi cosa di tornare a casa dove avrei trovato sempre la mia famiglia. E questa è stata, ed è da sempre, la mia più grande forza. Sapere che ho una famiglia che è sempre pronta ad abbracciarmi qualsiasi difficoltà io possa incontrare nella mia vita artistica e nella vita quotidiana.

Maria, una delle domande che facciamo sempre agli artisti che intervistiamo perché li rende più simpatici, è di raccontarci la cosa più buffa e divertente che è accaduta loro nell’esercizio della loro professione: durante le prove, durante le riprese, nel backstage, etc.. Anche agli artisti famosi possono capitare delle cose divertenti o imbarazzanti ma che poi nel raccontarle diventano simpatiche. Tu cosa ricordi di bello e divertente che ti è accaduto e che ci vuoi raccontare?

Una cosa buffa che posso raccontare è di una scena girata a San Benedetto Del Tronto dove in compagnia dell’attore Corrado Taranto siamo stati lasciati di notte in mezzo al mare a circa 600 metri dalla riva, senza luci e con il mare che pian piano si agitava. Dopo un po’ che nessuno si prendeva cura di noi e cominciavamo a pensare che si erano scordati che eravamo ancora lì, cominciammo ad avere un po’ di paura, allora dissi a Corrado Taranto “Speriamo vada tutto bene!”. Lui mi rispose: “Ora che si avvicina la barca della guardia costiera (dalla quale venivano fatte le riprese) guardiamo la faccia del regista per capire se va tutto bene”. Quando la barca si avvicinò scoprimmo che il regista era rimasto a riva impaurito e sulla barca c’era solo l’operatore che finalmente era venuto a prenderci. Aneddoto che ogni tanto con Corrado Taranto ricordiamo e ci fa ancora sorridere.

Maria, sai bene che oltre al Cinema, al Teatro, alla TV e alle fiction TV, esiste un nuovo mondo, un mondo completamento nuovo ma sommerso e sconosciuto alla maggioranza degli over ’50, che si compone di molteplici opportunità per sperimentarsi e lavorare come attore o come attrice, o come artista del mondo della filmografia: sono quelli delle web-fiction, dei web-movie, di YouYube, ed altri modelli ancora che utilizzano le nuove tecnologie informatiche e multimediali. Tu, Maria, come attrice e sceneggiatrice oramai affermata e riconosciuta per le tue qualità e per la tua bravura, come vedi questa nuova prospettiva che è divenuta così articolata ma che forse dà ai giovani artisti di oggi più opportunità di lavoro, di esperienza professionale e più possibilità che nel passato di farsi conoscere?

Maria Guerriero 04

La nuova tecnologia aiuta molto tutti, ma soprattutto chi inizia un percorso artistico perché permette a tutti gli artisti, soprattutto ai giovani, di essere visti in rete e magari aiuta i talent scout o i registi di scovare anche attori talentuosi che hanno meno possibilità di altri di fare 1000 provini per essere notati. Può anche essere la fortuna che può avere quell’artista che fa capitare, al momento giusto, un link nel pc di un regista che, proprio in quel periodo, sta cercando un attore o un’attrice per un determinato ruolo in un suo lavoro. Da questo punto di vista certamente il Web dà molte più possibilità di essere scoperti, che nel recente passato.

Oggi succede spesso che molti giovani artisti lasciano l’Italia per andare all’estero, imparare le lingue, migliorare la loro professionalità e la loro arte, frequentare scuole di recitazione importantissime, e quindi vivono all’estero per molti anni o lasciano definitivamente l’Italia per amore del proprio lavoro di attore, regista, sceneggiatrice, costumista, etc….Tu hai mai pensato di lasciare l’Italia e andare a vivere, per esempio, a Los Angeles (Hollywood) o a New York o in una città occidentale dove il cinema e la televisione danno molte più opportunità ai giovani e bravi artisti?

Sì, ci ho pensato spesso, ma sono molto legata alla mia terra, anche se, come è scritto nel Vangelo: “Nemo propheta in patria” (Un profeta non è disprezzato se non nella sua terra).

Qual è il tuo sogno nel cassetto che professionalmente vorresti si realizzasse?

Il mio sogno nel cassetto è di affermarmi realmente e solidamente come attrice

Grazie Maria per averci dedicato il tuo tempo e incrociamole dita per il tuo futuro di attrice e sceneggiatrice di successo che speriamo, noi de “ilprofumodelladolcevita.com”, sia sempre più glorioso.

Grazie a voi! Un saluto a tutti i lettori.

Sono un appassionato di cinema, e come tale, quando guardo un film, mi lascio trascinare dalla narrazione e dalla successione delle scene. Guardo il film con ingenuità percettiva, non condizionata e non inquinata da sovrastrutture e preconcetti culturali, che non siano ovviamente quelle della mia personale esperienza di vita con i suoi vissuti e le emozioni (gioie e dolori) che hanno caratterizzato la mia storia e delle quali certamente non posso spogliarmi. Quello che a me interessa, quando guardo un film, sono solo le emozioni che ho provato. Quello che poi cerco di raccontare è il messaggio che mi è arrivato, le emozioni che ho vissuto e “subìto”, il pathos che mi è stato trasmesso durante la visione del film. Il cinema è l’espressione artistica contemporanea più completa e straordinaria che l’uomo potesse inventarsi. E se un film è in grado di suscitare emozioni, allora quel film non ha età. Come non ha età un brano musicale, come non ha età un dipinto importante, come non ha età una scultura straordinaria. Chi potrebbe, infatti, mai dire ascoltando un brano dei Beatles che quella è musica superata? Chi potrebbe mai dire guardando un quadro di Van Gogh che quello è un dipinto antiquato? Chi potrebbe mai dire guardando “La pietà” di Michelangelo che quella è una scultura anacronistica? Il cinema, così come qualsiasi vera arte, deve essere svestito dell’elemento tempo e della componente commerciale usa-e-getta che gli hanno appiccicato addosso i grandi produttori, le potenti lobby dei distributori internazionali, e talvolta anche alcuni registi che puntano più al business che alla qualità del prodotto. Il concetto commerciale di “consumismo” non appartiene e non può avere nulla a che fare con l’opera d’arte, e quindi neanche con il buon cinema. I film che io commento non tengono conto dell’anno di produzione e non tengono conto del tempo che è passato dalla sua prima proiezione. Il mio “sguardo” non è certamente quello dell’esperto critico cinematografico professionista che, essendo un grande conoscitore di film, registi, attori, tecniche di montaggio, fotografia, costumi, etc… etc…, ed avendo visto migliaia e migliaia di film, ha inesorabilmente perduto la spontaneità e l'innocenza osservativa ed emozionale dello spettatore comune che va al cinema, o vede un film a casa, con il solo intimo obiettivo di provare delle emozioni e distrarsi dalla sua quotidianità e dalle sue preoccupazioni. Il critico, con le sue complesse ed erudite sovrastrutture cinematografiche, ha perduto la componente più spontanea che un uomo, un osservatore/spettatore, deve possedere: l'innocenza dello sguardo e la libertà di lasciarsi trascinare dalle emozioni che si sprigionano da un’opera d’arte e ti colpiscono dritto al cuore ed alle membra. L’arte è qualcosa che sta tra l’oggetto e la persona. Non si trova né nell’oggetto, né nella persona: ma si materializza emozionalmente nel loro reciproco incontro. Da questo punto di vista, i critici cinematografici sono imprigionati in griglie di lettura che li costringono ad una amorfa parcellizzazione e settorializzazione dell'opera d'arte cinematografica e, pertanto, non sono più in grado di vedere la componente emozionale olistica e al contempo gestaltica del film. Quello che io penso è che non dobbiamo “fidarci” dei critici cinematografici professionisti, ma dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi, di quello che sentiamo quando vediamo un film. Ognuno di noi, che ama il cinema, dispone degli strumenti necessari per capire se un film è bello oppure no, se è un’opera d’arte oppure no. E lo strumento di cui disponiamo è la nostra mente e il nostro cuore: il film ci ha regalato delle emozioni forti e vivide? Se la risposta è sì, allora è arte cinematografica. Se la risposta è no, allora non è arte. E’ un’altra cosa. Andrea Giostra