Massimo Troisi, oggi avrebbe compiuto 66 anni. A Roma il tributo a 25 anni dalla scomparsa.

Attore , regista e poeta, Massimo Troisi è scomparso a soli 4 anni, il giorno dopo aver terminato le riprese de “Il Postino”, a Ostia . A Roma il primo tributo nel 25 mo anniversaro della scomparsa con lo spettaclo “Mo me lo segno”, tipica espressione di Troisi. Lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Geppi Di Stasio racconta un ideale incontro tra Toisi e Pablo Neruda.

Un incontro immaginario nell’aldilà con Pablo Neruda. In scena al Teatro delle Muse “Mo me lo segno”,  Geppi Di Stasio, racconta il pensiero di Massimo, l’eterno conflitto tra nord e sud, tra razionalità e sentimento, l’amore per il mare. I tratti comuni tra il Poeta e l’Artista si snodano scena dopo scena accompagnati dal sottofondo musicale di Pino Daniele, in un percorso narrativo che rimanda ai film di Massimo, fino ad arrivare  a “Il Postino”.

Entrambi figli di ferrovieri, ironizza sulla bicicletta che aveva chiesto in dono alla befana, dono che non ha mai ricevuto, in cambio ogni anno arrivava il trenino elettrico, “…la Befana è cattiva o non sa leggere…”, deduce Troisi-Di Stasio.  Neruda e Troisi hanno molto in comune compresa la sensibilità al fascino femminile, entrano così in scena le donne di Troisi, comprese le sorelle. Il momento forse più commovente dello spettacolo, quello in cui le due sorelle si interrogano sul senso della morte, divise tra fede e razionalità. E’ lo stesso Troisi con la sua battuta “Mo me lo segno”, a sottolineare che la morte è inevitabile, ne prende nota, come se in realtà non fosse mai morto. In fondo il genio e le sue opere restano eterne, un segno indelebile del suo passaggio nonostante la brevità della vita che gli è sfuggita. Una scelta, sottolinea Di Stasio: “Il Postino voglio farlo con il mio cuore, e se poi non sono più lo stesso?” si interroga, rifiutando di fare il Trapianto programmato prima d finire le riprese del suo ultimo film. Lo spettacolo è un omaggio commovente e divertente, che lascia un sorriso malinconico come lo era Massimo, capace di ironizzare su tutto, che ha creduto nella sua Arte fino alla fine, con la generosità di chi ama il prossimo più di se stesso, vittima solo di un destino infausto.

Alla prima di “Mo me lo segno”, non a caso andata in scena il 14 febbraio (in scena fino al 3 marzo), molti amici del mondo dello spettacolo. In rappresentanza della famiglia solo la nipote acquisita, Laura Sorel, moglie del nipote Lello Veneruso, che ha “prestato” al regista la sciarpa  appartenuta a Troisi, come se Lui fosse lì ringraziare per questo piccolo grande omaggio . La presenza del direttore artistico del Festival di Troisi, Antonio Parciasepe, lascia presagire che questo sia solo il primo di una serie di eventi per ricordarlo a 25 anni dalla sua scomparsa.

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