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Milano Moda Donna 2016. Milan Fashion Week, dal 24 al 29 febbraio 2016: Fall–Winter 2016-2017.

Si apre Mercoledì 24 febbraio 2016, per concludersi Lunedì 29 febbraio prossimo, il più importante evento italiano di Moda internazionale e nazionale: Milano Moda Donna 2016.

sfilate-di-moda-2015-luglioMilano e l’Italia, tornano così protagonista della Moda con la sua fashion week invernale più importante e nota al Mondo, che prevede 73 sfilate, 98 presentazioni, 16 presentazioni al Fashion Hub Market, 9 presentazioni su appuntamento e 19 eventi, per un totale di 184 collezioni.

Sfilano per la prima volta in calendario Diesel Black Gold, Atsushi Nakashima, Ujoh, designer ospite di Giorgio Armani, oltre che Lucio Vanotti e Piccione.

Piccione, brand della new wave della moda italiana, insieme a Arthur Arbesser, Vivetta e San Andres Milano, già in calendario nella precedente edizione, chiuderanno la fashion week l’ultimo giorno all’insegna dell’innovazione.

Oltre ai brand precedentemente citati, saranno presenti gli stilisti e i brand più celebri del Mondo, che presenteranno a-buyers, ospiti e fashion addicted.

L’edizione Primavera-Estate 2016 ha lasciato un ottimo segno e si è caratterizzata per il gran numero di eventi e di Star di livello internazionale. L’Evento “Milano Moda Donna 2016. Milan Fashion Week” ci farà scoprire i trend e le ispirazioni che segneranno la moda della prossima stagione autunno-inverno, ma anche make up e acconciature all’ultimo grido.

Renzo Rosso_03Una settimana della moda dall’appeal internazionale che sarà inaugurata dal Premier Matteo Renzi, il 24 febbraio 2016, con un pranzo che avrà luogo nella Sala Cariatidi di Palazzo Reale.

Lunedì 29 febbraio si svolgerà il closing eventA sustainable drink for a sustainable fashion“, durante il quale CNMI presenterà la propria strategia sulla sostenibilità, che parte dall’utilizzo delle sostanze chimiche, fino ad arrivare all’environment, alla tracciabilità e alla sostenibilità sociale.

Per i nuovi talenti sarà presentata la seconda edizione del Fashion Hub Market, progetto a sostegno di nuovi brand di abbigliamento ed accessori italiani ed internazionali.

Stampa e buyer potranno scoprire per tutta la settimana le collezioni dei 16 brand selezionati, ai quali CNMI offre un’occasione di networking, business e visibilità.

Questo Evento si caratterizzerà anche per la palette di colori protagonista del prossimo inverno, ci saranno anche il Rose Qhartz e il Blue Serenity, eletti colori dell’anno dall’Istituto Pantone, che come sanno di certo tutti coloro che lavorano nel mondo della Moda e dello Stylist, è l’autorità di fama mondiale sul colore ed è fornitore di sistemi di colore e di tecnologia leader internazionale per la selezione e la comunicazione accurata del colore attraverso una grande varietà di industrie. Il nome “PANTONE®” – www.pantone.com – è conosciuto in tutto il mondo come il linguaggio standard per la comunicazione del colore: dal progettista, al produttore, al dettagliante, al cliente.

Nella settimana della “Milano Moda Donna 2016. Milan Fashion Week“, non mancheranno gli streetstyle: che i fotografi di moda più audaci immortaleranno, come sempre, nei loro blog e nei loro siti-web.

Giorgio ArmaniUno degli eventi più attesi dell’edizione di Milano Moda Donna 2016, è la sfilata di Giorgio Armani che ospiterà, negli spazi dell’Armani/Teatro, la sfilata di Ujoh, il marchio giapponese che a settembre 2015 ha partecipato alla prima edizione del Fashion Hub Market di Camera Nazionale della Moda Italiana. Ujoh è il marchio fondato nel 2009 dallo stilista giapponese Mitsuru Nishizaki. Il brand si distingue per le creazioni dal design razionale, che combinano tessuti di pregio e un approccio sartoriale essenziale a un taglio audace. Nel 2015 Mitsuru Nishizaki ha partecipato come finalista al concorso Who’s on Next Dubai.

A proposito di Ujoh, Giorgio Armani ha dichiarato: “Sostengo i giovani designer da ormai dodici edizioni, ma il loro entusiasmo, la loro dedizione e la creatività continuano ogni volta a sorprendermi. La mia volontà è di mantenere una prospettiva internazionale: per questa stagione ho quindi scelto il giapponese Ujoh, a cui auguro una lunga e brillante carriera”.

Mitsuru Nishizaki_01In risposta all’invito di Giorgio Armani, Mitsuru Nishizaki ha dichiarato: “Sono onorato e molto riconoscente a Giorgio Armani per l’opportunità concessami di presentare la mia collezione all’Armani/Teatro. Sono determinato a fare del mio meglio per trarre beneficio da questa opportunità unica, e attendo con entusiasmo le nuove sfide che il futuro mi riserverà“.

Diesel Black Gold, la linea contemporary di Diesel, presenterà le proprie collezioni donna durante le sfilate di Milano Moda Donna 2016-2017. Renzo Rosso, presidente e fondatore di OTB, ha commentato così:Diesel Black Gold è cresciuta con ottimi risultati, ed è ora matura per il prossimo capitolo della sua storia. Milano è il posto giusto nel momento giusto, in primis per il suo forte orientamento al business; oltre a questo, ha dimostrato nelle ultime stagioni di essere aperta a dare opportunità a nomi freschi, oltre ai grandi brand della moda. Credo molto nel sistema moda italiano, e nella promozione dell’eccellenza del nostro paese, come dimostro anche con il mio impegno nel board di Camera della Moda”. Alle sue parole si aggiungono quelle di Andreas Melbostad, direttore creativo di Diesel Black Gold: Per una linea italiana, sfilare a Milano è un po’ come tornare a casa”.

 

Pedro Lourenço_01La Perla ha annunciato la nomina di Pedro Lourenço a nuovo Direttore Creativo del marchio. La collezione d’esordio sarà proprio la Milan Fashion Week del 24–29 febbraio 2016, Fall–Winter 2016-2017. Pedro Lourenço è un giovane visionario – come lo definiscono in molti – e con un senso molto contemporaneo dello stile; è conosciuto per l’eleganza senza tempo e la precisione architettonica delle sue creazioni che si basano su un profondo interesse per le tecniche sartoriali. Il suo gusto per l’artigianalità e la sua percezione moderna della femminilità lo rendono particolarmente affine ai valori del brand “La Perla“. Pedro Lourenço sarà responsabile delle linee di lingerie, sleepwear, beachwear, loungewear, accessori, menswear così come della collezione Atelier, l’espressione più esclusiva dello stile La Perla. Lourenço guiderà il team stilistico interno nella costruzione di un lifestyle globale, basato sul concetto di Extended Intimacy. A tal proposito Pedro Lourenço si esprime con queste belle parole: “Ho sempre ammirato La Perla. Sono affascinato dagli esordi del marchio: un piccolo atelier specializzato in corsetteria realizzata secondo i più alti standard e pensata per esaltare la bellezza delle donne. La fondatrice, Ada Masotti, era una donna visionaria, consapevole che la moda evolveva continuamente e che la lingerie dovesse restare al passo con i tempi. Nel suo universo, la modernità affiancava la femminilità e la funzionalità non precludeva la creatività. Ha cambiato il modo in cui il mondo pensa alla lingerie. Sono colpito dalla filosofia che ha creato e la voglio far rivivere oggi nella mia esperienza all’interno del brand, a Milano 2016“. Pedro Lourenço è figlio d’arte e ha lanciato la collezione che porta il suo nome all’età sorprendente di quindici anni. Nel Marzo 2010 ha presentato la propria collezione di prêt-à-porter donna, per la prima volta, alla Fashion Week di Parigi, riscuotendo ottimi consensi.

annarita-mattei_05Parteciperà alla settimana di Milano Moda Donna 2016, la giovane creativa e bellissima Stylist Annarita Mattei, che si distingue per i suoi disegni innovativi ma al contempo di alta classe e di design moderno, che riprendono lo stile Vintage rivisitato con gusto, modernità e freschezza!

Andrea Giostra e Annarita Mattei

 

Per saperne di più sulla “Milano Moda Donna. Milan Fashion Week, dal 24 al 29 febbraio 2016: Fall–Winter 2016-2017”, ecco alcuni link da visitare:

Sito Ufficiale del “Milan Fashion Week. 24–29 febbraio 2016, Fall–Winter 2016-2017”:

www.milanomodadonna.it ;

Calendario degli eventi della settimana della Moda di Milano Fall-Winter 2016-2017:

http://bit.ly/1SVsZlz ;

Video di presentazione dell’Evento “Milan Fashion Week. 24–29 febbraio 2016, Fall–Winter 2016-2017”:

http://www.milanomodadonna.it/it/ ;

Slideshow Milan Fashion Week 2016:

https://youtu.be/r4OmXL5sryI ;

Giorgio Armani sito-web:

http://www.armani.com/it/giorgioarmani ;

Mitsuru Nishizaki sito-web:

http://www.japan-fashion.com/brand/Ujoh.html ;

Pedro Lourenço sito-web:

http://www.pedrolourenco.com/ ;

Diesel Black Gold sito-web:

http://store.diesel.com/it ;

Annarita Mattei sito-web:

http://www.annaritamattei.it/blog/ .

Sono un appassionato di cinema, e come tale, quando guardo un film, mi lascio trascinare dalla narrazione e dalla successione delle scene. Guardo il film con ingenuità percettiva, non condizionata e non inquinata da sovrastrutture e preconcetti culturali, che non siano ovviamente quelle della mia personale esperienza di vita con i suoi vissuti e le emozioni (gioie e dolori) che hanno caratterizzato la mia storia e delle quali certamente non posso spogliarmi. Quello che a me interessa, quando guardo un film, sono solo le emozioni che ho provato. Quello che poi cerco di raccontare è il messaggio che mi è arrivato, le emozioni che ho vissuto e “subìto”, il pathos che mi è stato trasmesso durante la visione del film. Il cinema è l’espressione artistica contemporanea più completa e straordinaria che l’uomo potesse inventarsi. E se un film è in grado di suscitare emozioni, allora quel film non ha età. Come non ha età un brano musicale, come non ha età un dipinto importante, come non ha età una scultura straordinaria. Chi potrebbe, infatti, mai dire ascoltando un brano dei Beatles che quella è musica superata? Chi potrebbe mai dire guardando un quadro di Van Gogh che quello è un dipinto antiquato? Chi potrebbe mai dire guardando “La pietà” di Michelangelo che quella è una scultura anacronistica? Il cinema, così come qualsiasi vera arte, deve essere svestito dell’elemento tempo e della componente commerciale usa-e-getta che gli hanno appiccicato addosso i grandi produttori, le potenti lobby dei distributori internazionali, e talvolta anche alcuni registi che puntano più al business che alla qualità del prodotto. Il concetto commerciale di “consumismo” non appartiene e non può avere nulla a che fare con l’opera d’arte, e quindi neanche con il buon cinema. I film che io commento non tengono conto dell’anno di produzione e non tengono conto del tempo che è passato dalla sua prima proiezione. Il mio “sguardo” non è certamente quello dell’esperto critico cinematografico professionista che, essendo un grande conoscitore di film, registi, attori, tecniche di montaggio, fotografia, costumi, etc… etc…, ed avendo visto migliaia e migliaia di film, ha inesorabilmente perduto la spontaneità e l'innocenza osservativa ed emozionale dello spettatore comune che va al cinema, o vede un film a casa, con il solo intimo obiettivo di provare delle emozioni e distrarsi dalla sua quotidianità e dalle sue preoccupazioni. Il critico, con le sue complesse ed erudite sovrastrutture cinematografiche, ha perduto la componente più spontanea che un uomo, un osservatore/spettatore, deve possedere: l'innocenza dello sguardo e la libertà di lasciarsi trascinare dalle emozioni che si sprigionano da un’opera d’arte e ti colpiscono dritto al cuore ed alle membra. L’arte è qualcosa che sta tra l’oggetto e la persona. Non si trova né nell’oggetto, né nella persona: ma si materializza emozionalmente nel loro reciproco incontro. Da questo punto di vista, i critici cinematografici sono imprigionati in griglie di lettura che li costringono ad una amorfa parcellizzazione e settorializzazione dell'opera d'arte cinematografica e, pertanto, non sono più in grado di vedere la componente emozionale olistica e al contempo gestaltica del film. Quello che io penso è che non dobbiamo “fidarci” dei critici cinematografici professionisti, ma dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi, di quello che sentiamo quando vediamo un film. Ognuno di noi, che ama il cinema, dispone degli strumenti necessari per capire se un film è bello oppure no, se è un’opera d’arte oppure no. E lo strumento di cui disponiamo è la nostra mente e il nostro cuore: il film ci ha regalato delle emozioni forti e vivide? Se la risposta è sì, allora è arte cinematografica. Se la risposta è no, allora non è arte. E’ un’altra cosa. Andrea Giostra