Milo Infante conduce "Senza Peccato" Ph. Sabina Filice

Milo Infante conduce “Senza Peccato”
Ph. Sabina Filice

“Senza peccato”, sì i giovani lo sono. “Il motivo principale per cui tanti giovani cadono nelle trappole della droga, della prostituzione o delle rapine è la solitudine…”, spiega Milo Infante, alla presentazione della nuova stagione di “Senza peccato” in onda, in seconda serata su Rai Due, dal 17 aprile 2015. “Hanno 1500 amici sui social, ma in realtà sono soli. Spesso poco ascoltati dai genitori, o con la mancanza di esempi adeguati…”, queste per Milo le cause delle tante storie che racconterà nel corso delle otto puntate dell’edizione 2105 di “Senza peccato”, di cui è già prevista una terza serie.

Il successo e la forza del programma risiedono nella autenticità delle storie raccontate e, soprattutto, nel sostegno concreto ai protagonisti. Non è un caso, infatti, che grazie alle inchieste sul campo, un pedofilo sia stato arrestato (al momento si trova nel carcere di Poggioreale) e, addirittura, in un altro caso, che verrà raccontato nelle prossime settimane, è stata la stessa redazione di “Senza peccato” che ha denunciato un uomo che cercava di adescare una minorenne via chat, mostrando per la prima volta in diretta l’arresto del presunto pedofilo.

Dal bullismo al “sexting”, dalle sette sataniche alla pedofilia, dalle stragi del sabato sera alla voglia di bruciare le tappe, il programma offre al pubblico un vero esempio di giornalismo d’inchiesta e di servizio pubblico insieme.

Tra le inchieste che vedremo in questo ciclo di “Senza peccato”, una incursione nel mondo del disagio giovanile con un’intervista ad un ragazzino di 16 anni della “Roma bene” che si prostituisce non per denaro, ma per la noia e per ricevere quelle attenzioni che, a suo dire, i genitori gli fanno mancare. Un disagio condiviso da altre due protagoniste delle storie raccontate dal programma, appena diciottenni che hanno cominciato a prostituirsi.

di Sabina Filice

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