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“Moda mia” di Marco Pollini. Tra sogno e realtà. Recensione

Moda mia Marco e Pino Ammendola
Moda mia Marco e Pino Ammendola

“Moda mia” di Marco Pollini. Nord est della Sardegna, un paesaggio immerso nel verde, un’acqua marina color cristallino e un paese sperduto abitato da pastori. Si vive tra un campo da arare e un branco di pecore da pascolare. La sublime fotografia di Moda mia, curata da Alessandro Zonin ci mostra, attraverso un percorso in macchina, tutto questo: contadini condannati a restare nella monotonia. In mezzo a questa realtà, appare l’unico sognatore del paese: Giovanni è un bambino di circa dodici anni, che si nasconde per realizzare vestiti. Parla a bassa voce e pensa a tutti i passaggi necessari per raggiungere l’obiettivo. A scuola tutti lo sollecitano a coltivare questa passione, ma a casa, un padre depresso e abbandonato dalla moglie, svolge il ruolo di antagonista. Con loro, la sorella minore di Giovanni, triste a rassegnata per le scelte della madre, che ha deciso di lasciare casa in cerca di fortuna, abbandonando i figli nelle mani di un ex marito fin troppo severo.
Un’ambientazione che ricorda l’atmosfera del capolavoro di Luigi Comencini Un ragazzo di Calabria, concede al regista Marco Pollini di ottenere un prodotto di buon livello. Peccato solo per alcune ingenuità, poco credibili sul piano del racconto.
Possiamo considerare più che valida la prova del promettente attore Davide Garau, che alla sua prima prova convince, eccome. E proprio parlando di lui, ecco che il paragone con il film Un Ragazzo di Calabria, ritorna. Oltre alla somiglianza evidente con Santo Polimeno, nei panni del giovane Mimì del lavoro di Comencini, troviamo ancora immagini di un bambino che corre nei prati o scappa per le strade, dal padre che lo insegue in macchina. Entrambi i ruoli rappresentano una doppia vita. Una nella realtà, segnata dalla fatica e dalla monotonia di ogni giorno, l’altra nel sogno (l’atletica per Mimì e la moda per Giovanni). Da sottolineare anche che i due lungometraggi in questione, si chiudono in località diverse rispetto a quelle di partenza. In Un ragazzo di Calabria, il protagonista va a Roma per partecipare ai giochi della Gioventù. In “Moda mia”, una Milano industrializzata e moderna, ospita Giovanni per una sfilata. Entrambe le vicende non racconteranno il futuro di questi ragazzi. Il grande punto in comune tra loro è il sogno che si conclude quando la realtà sta iniziando.
Peccato però, lo ribadiamo ancora una volta, che il film nasconda qualche difetto e che la storia sia, in certi tratti, poco coinvolgente. Altrimenti ci sarebbero stati tutti i presupposti per realizzare un prodotto ancora migliore. Tuttavia, ci sentiamo di consigliarlo per i suoi evidenti punti di forza, tra cui una fotografia elegante e le buone prove degli attori, in primis il protagonista, ma anche Pino Amendola nel ruolo del padre.

“Moda mia” di Marco Pollini arriva nelle sale italiane il 23 marzo 2017.

Eugenio Bonardi