Monet, l’impressionismo e il poliedrico volto dell’oggetto. In mostra al Vittoriano fino all’11 febbraio

Monet al Vittoriano Ninfee

Monet, l’impressionismo e il poliedrico volto dell’oggetto: “Il soggetto riveste per me un’importanza secondaria io voglio rappresentare ciò che vive tra l’oggetto e me” C.Monet.

Pubblico delle grandi occasioni all’inaugurazione della mostra dedicata a Claude Monet. Una mostra allestita con grande competenza ed eleganza, distribuendo le opere con l’intento di facilitare la comprensione di un percorso artistico che si è trasformato, evoluto e raffinato nel corso degli anni.Claude Monet è l’ impressionismo, è quello che rappresenta il movimento in tutta l’ innovazione o forse oserei chiamarla rivoluzione dell’arte in quel particolare periodo storico. L’artista e il suo osservare i mutamenti di un paesaggio, il raffigurare immagini e coglierne l’istante magico per fermarle con pennellate di colore sulla tela, è lui, Monet.


Weeping Willow, 1921-22 (oil on canvas)
Monet, Claude (1840-1926)
MUSEE MARMOTTAN MONET, PARIS, ,

Entrando al Vittoriano, è tempo di emozioni e non si fanno attendere.  All’ingresso prima di accedere alle sale, le immagini del suo “Glicine” vengono proiettate sul pavimento e sulle pareti. Sembra di essere parte del paesaggio, improvvisamente catapultati nel mondo fantastico e colorato di Monet.
È come annusare l’aria profumata del glicine, l’atmosfera delicata e dolce del paesaggio e camminare in punta di piedi quasi a temere di sciupare un tale capolavoro. Nella prima sala l’occhio è catturato dalla serie dei ritratti dei suoi bambini .
Un po’ come un album fotografico: un ritratto di un bimbo di pochi mesi, poi un ragazzino dai bellissimi e profondi occhi neri con un maglione blu che da risalto ad una pelle bianchissima e ad un viso da cui traspare una leggera malinconia.
Da una sala all’altra è un crescendo di sensazioni e suggestioni che vanno di pari passo con la sua crescita artistica .Colpisce nelle sue opere l’acqua, un elemento sempre presente.  Sull’acqua del Tamigi si proiettano le forme architettoniche del “Parlamento di Londra”.

MMT 155332
Parliament, Reflections on the Thames, 1905 (oil on canvas)
Monet, Claude (1840-1926)
MUSEE MARMOTTAN MONET, PARIS, ,

Il palazzo del parlamento è immerso in una nebbia sottile che fa da elemento di rifrazione della luce mettendone in risalto la molteplicità dei colori di cui si compone .
Ma non è tutto, questa policromia di luci si vanno a riflettere nelle acque del fiume e il pennello cattura i colori dando all’insieme un aspetto come di un sogno.
Di certo Monet fu per tutta la sua vita un impressionista e tutte le caratteristiche dell’ impressionismo ha la sua opera” Il Ponte Giapponese”: un semplice ponte immerso nel verde, l’acqua che scorre tranquilla, un bosco fitto, forse un po’ misterioso alle spalle. Si percepiscono atmosfere fantastiche, fiabesche, rarefatte, leggere.
I suoi dipinti sono vivi, niente è statico, luci, ombre e colore dominano nelle” Ninfee”. Le ninfee sembrano scivolare leggere sulla superficie, pezzi del paesaggio circostante si riflettono nell’acqua. Si fa fatica a distinguere il cielo quasi fosse risucchiato dall’oscurità dello stagno.
Pennellate di colore nello studio delle ninfee, quasi a giocare seguendo lo stato d’animo del momento, è come trovarsi di fronte ad una tavolozza di colori: ninfee rosa, bianche, blu, gialle, non ci sono confini che fermano lo sguardo, siamo a metà tra una dimensione reale e una dimensione onirica.
Una mostra quella presentata al Vittoriano che affascina, fa vivere le suggestioni dell’artista seguendo il suo viaggio alla ricerca dell’armonia e di quei motivi decorativi fatti per colpire, per affascinare e catturare immagini.

Julie Hegel

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