“ Ritratto di dama con pelliccia “ è il nome attribuito ad un dipinto che Leonardo realizzò durante il suo periodo  milanese, tra il 1495 ed il 1499 e che è rimasto nascosto ai più per quasi un secolo, dal 1921 ai giorni nostri.

Lunga e movimentata l’esistenza di questo dipinto dall’innegabile effetto emotivo perché richiama praticamente tutti gli elementi che contraddistinguono la pittura leonardesca: la dama, giovane, il suo malinconico sguardo che però sembra accennare ad un sorriso denso di malizia e, soprattutto, le mani la cui posa riprende e quasi copia quella raffigurata in altri suoi dipinti, la “ Dama con l’ermellino ” o la stessa ” Gioconda “, elementi tutti che da soli consentono di attribuire al genio toscano di Anchiano l’opera che, tenuta nascosta ai più dall’attuale proprietario – forse un ebreo tedesco – il Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali ed Ambientali presieduto dallo studioso e ricercatore Silvano Vinceti intende rilanciare allo scopo dichiarato di diffonderne l’esistenza e nel generoso tentativo di consentirne, in futuro, la visione generalizzata.

Allo scopo il Comitato ha indetto, presso la sede dell’Associazione Stampa Estera, una conferenza stampa rivelatasi particolarmente interessante stanti anche gli interventi di  giornalisti di livello internazionale e di esperti.

Nel corso della conferenza, il Prof. Vinceti ha esposto i motivi che hanno indotto il Comitato a focalizzare la sua attenzione sul piccolo, ma di grande impatto culturale, dipinto realizzato su un pannello di pioppo di circa cm. 61 x 54, una realizzazione che – è storicamente provato – risale al periodo durante il quale Leonardo era al servizio di Ludovico il Moro e che il pittore, artista e scienziato di Anchiano ( Lucca ) ritenne di portare con se nel corso del suo soggiorno romano, fino, sembra, alla sua morte avvenuta ad Ambois nel 1519.

Da tale data il dipinto subì diversi passaggi di proprietà: dalla sua collocazione nella collezione del Cardinale Luigi d’Aragona, a Papa Innocenzo XII, alla famiglia Pignatelli, al Vescovo di Strongoli Domenico Morelli per poi entrare nella collezione del milanese Marchese Moramarco che, da ultimo la cedette all’attuale proprietà.

Descrivendo le tappe di quello che è simile ad un viaggio dalle innumerevoli e nebulose tappe, Vincenti ha affermato che l’attribuzione dell’opera a Leonardo è attestata da numerosi studiosi di chiara fama internazionale quali il Prof. Venturi, il Prof. Fischer, il Prof. Zimmermann ed anche dal Prof. Carlo Pedretti direttore dell’Armand Hammer Centre for Leonardo Studies dell’UCLA University di Los Angeles, forse il più grande esperto  di opere leonardesche.

Molto interessante il tratteggio e l’accostamento del dipinto oggetto della conferenza con altre opere, leonardesche e non, quali la ben nota “ Gioconda “ o l’altrettanto nota “ Dama con ermellino “ oltre ad un’altra opera non di origine leonardesca, di Sebastiano del Piombo, conosciuta come “ La Dorotea” tutte caratterizzate dalla medesima struttura compositiva che Leonardo impresse alle sue opere, tutte dal profilo delicato e soave.

Coadiuvato nella sua opera di descrizione dell’importanza del dipinto proprio in occasione del cinquecentesimo dalla morte di Leonardo da Vinci dal Prof. Marco Castracane, il Prof. Vinceti ha affermato che l’interesse del Comitato da lui presieduto è esclusivamente concentrato nell’opera di diffondere la notizia dell’esistenza della pregevole opera che, ancor oggi, sembra essere custodita nel caveau di una non meglio conosciuta banca svizzera ( come d’altronde moltissime altre opere d’arte, anche sconosciute ai più ).

A margine della Conferenza di presentazione dell’evento, nel corso degli interventi susseguitisi alle chiare esposizioni dei due relatori, è stato, sia pure con la opportuna delicatezza e riservatezza, sollevato il problema se l’opera, attualmente non visibile che ad uno sparuto gruppo di persone e la cui esistenza è attualmente provata soltanto da una fotografia risalente ad alcuni anni fa oltre che dall’opera di un procuratore ( forse incaricato dal proprietario ) che ebbe a contattare a suo tempo il Prof. Vinceti, sia stata riportata in auge per motivi diversi da quelli che hanno formato oggetto della conferenza, adombrando motivi non esclusivamente culturali che il Prof.  Vincenti ha assolutamente escluso in quanto fuori dei compiti istituzionali del Comitato da lui presieduto.

( Nelle foto ” Dama con Pelliccia ” ed il Prof. Vinceti )

Commenti

commenti