Lo “ Spazio Diamante “ manda in scena, tratto un’altra opera del drammaturgo e regista teatrale catalano Josep Maria Mirò, “Nerium Park” con la quale la storia viene narrata e descritta all’interno di un complesso abitativo ubicato appena fuori città e circondato da alti oleandri.

Una giovane coppia, Bruno e Marta ( Alessandro Palladino e Chiara Baffi, bravissimi ) che sta vivendo un momento della loro vita professionale e personale particolarmente fiorente,decide di acquistare  un prestigioso appartamento di nuova costruzione, che appare come un’oasi di felicità immersa tra i nerium, un arbusto con foglie sempreverdi lisce e larghe che produce fiori rosa o bianchi molto abbondanti e aromatici.

La novità della casa non può che rafforzare il loro legame ma col passare dei mesi, però, i due si accorgono di essere gli unici abitanti del parco, nascosto all’ombra di quel fiore, che ora non appare più così incantevole, ma quasi ossessivo.

Il racconto si incentra su dodici mesi della vita della coppia, durante i quali i due vorrebbero, ma non ci riescono, vendere la casa: nessuno la vuole. Nel frattempo Bruno viene licenziato ed i rapporti all’interno della coppia si fanno via via sempre più tesi.

Non solo, a creare una maggiore distanza tra Bruno e Marta si aggiunge la cupa presenza di uno strano individuo che li ossessiona, quasi un fantasma delle loro coscienze; lo strano individuo fa emergere tra loro profonde discrepanze emotive e quella che sembrava una storia d’amore, allietata anche dalla notizia dell’arrivo di un figlio, si trasforma così in un crescendo di tensioni e suspense.

C’è di più: “Il Nerium Oleander è tossico per il suo contenuto di glicosidi cardiotossici”. Dunque quello che all’inizio sembrava un invito accogliente, una promessa di felicità che conduceva verso la nuova abitazione diventa un’erba infestante, che toglie aria e luce, forse anche serenità.

Mario Gelardi, il regista, racconta di aver lavorato sul tema dell’attesa, l’attesa che la vita cambi, che la persona amata torni a casa, l’attesa di un lavoro. L’attesa regina: quella di un figlio. Dodici mesi e dodici inizi, come quadri e spaccati di vita. Una vita che comincia sempre lontana dagli occhi dello spettatore, che in questo caso più che mai è un intruso.

“ Ho immaginato un ambiente che da elegantemente essenziale diventa freddo e ostile, un interno che perde bellezza, a mano a mano che i suoi abitanti perdono l’amore. Quello che emerge dal testo e che ho cercato di trasporre in scena è la progressiva perdita di intimità, che corrisponde a un affondo sempre più diretto del pubblico nella vita privata della coppia. In fondo accade sempre così: quando due persone si allontanano c’è sempre qualcuno che assiste alla cosa, più o meno volontariamente. C’è sempre un vicino di casa che ascolta parole dolorose nascosto dietro il muro dell’appartamento accanto o che vede ciò che non dovrebbe con una fugace occhiata dalla finestra di fronte. Nel caso di Bruno e Marta non ci sono vicini. Sono da soli in quel grande caseggiato, isolati. Questa condizione d’isolamento amplifica l’idea di un privato nel quale il pubblico affonda lo sguardo, come se la scena fosse un enorme buco della serratura. Il mondo resta fuori il bellissimo appartamento di Marta e Bruno. Appartamento che diventa tutto il mondo per loro. Un mondo dai contorni inquietanti, a tratti neri come un thriller. Velenosi come il nerium “.

Musiche Tommy Grieco, Costumi Alessandra Gaudioso, Scene Michele Lubrano Lavadera

 SPAZIO DIAMANTE, Via Prenestina 230/b dal 21al 24 marzo, da giovedì a sabato ore 21, domenica ore 17 – tel:+390627858101 – info@spaziodiamante.it Biglietto 18€

( Foto di Alessandro Palladino )

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