Nero a Metà: Claudio Amendole e Miguel Gobbo Diaz

“Nero a metà”, il crime arriva su Rai Uno con Claudio Amendola. “Nero a Metà” il primo crime di Rai Uno che, dal 19 novembre,  arriva sulla rete ammiraglia con una  serie in sei serate. “Nero a Metà” racconta di un commissariato romano, il commissariato Rione Monti. Protagonisti due poliziotti che più diversi di così non potrebbero essere, che si ritrovano a dover lavorare insieme, uno a fianco all’altro. Sono il sarcastico e stimato
Carlo Guerrini (Claudio Amendola) e il giovane e ambizioso Malik Soprani (Miguel Gobbo Diaz). Uno romano fino al midollo per nascita e l’altro per adozione. Due mondi agli antipodi che saranno chiamati ad essere più uniti che mai nella ricerca della verità e della giustizia in un crime – poliziesco in cui le indagini si intrecciano con il vissuto dei protagonisti e con le scelte morali che di volta in volta questi sono chiamati a fare, sia nel lavoro che nella vitaprivata.

Nero a Metà il cast

Molti gli elementi di novità introdotti per la serie Tv, Rai prodotta in collaborazione con Netflix, a cominciare dalla scelta dei protagonisti (che potrebbero ricordare, lontanamente la coppia di Arma Letale), per arrivare alla dottoressa della scientifica. Un modo di affrontare le indagini che si ispira alle tante serie americane di successo e anche più “moderne”, dal momento che molte delle indagini dei scasi più complessi si affidno sempre di più ad elementi scientifici, non solo come punto di riferimento per le prove, ma proprio per la collaborazione alle indagini sempre più complese e, a vlte veloci, grazie alla stretta collaborazione tra Polizia e scientifica.

Claudio Amendola Nero a Metà

Nero a Metà: Miguel Gobbo Diaz

I Protagonisti: al centro della storia due poliziotti che più diversi non si può. Carlo Guerrieri (Claudio Amendola) e Malik Soprani (Miguel Gobbo Diaz), due uomini di età e carattere diversi. A dividerli oltre  al carattere, gli studi, la provenienza e un altro, trascurabile,
particolare… il colore della pelle. Carlo all’Esquilino ci è nato e ci vive da sempre. Anche se adesso -fra tutti quei volti esotici che affollano i dintorni di Piazza Vittorio- si sente straniero a casa sua. Malik invece è nero, ma italiano di adozione: è cresciuto in una famiglia italiana, ha studiato qui, Roma è casa sua adesso. Le differenze fra i due però non finiscono qui: Carlo è un po’ ciancicato e viene dalla strada, è un bravo poliziotto ma a causa del suo carattere testardo e ribelle non ha fatto la carriera che meritava. Malik di anni ne ha  30 ed è fresco di accademia (anzi: era proprio il primo del suo corso), perfettino, modaiolo, gli piacciono i gingilli elettronici che al contrario Carlo detesta.
È chiaro che due così non possono andare d’accordo, ma il caso (e il dirigente del commissariato) vuole che siano costretti a lavorare
insieme. Caso dopo caso il loro modo di indagare si completa e si integra: diventano una fantastica coppia ‘operativa’, spalleggiata da
una squadra affiatata e da un giovane medico legale: Alba (Rosa Diletta Rossi), la figlia che Carlo ha cresciuto da solo, senza una
moglie, scomparsa misteriosamente un giorno di tanti anni fa. Una giovane donna che sta prendendo la propria strada, sia professionale
che personale. Alba sta andando a convivere con il fidanzato Riccardo (Giulio Cristini): un momento delicato per padre e figlia, che rischia di essere messo ulteriormente in crisi dalla possibile attrazione fra lei e quello sciupafemmine di Malik.

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