No Place Like Rome, Cecilia Miniucchi omaggia la capitale con una storia d’amore
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Era l’ultimo giorno alla Festa del Cinema. Oltre alle repliche di film che in questi giorni hanno riscosso un certo successo, citiamo in particolare Nino di Paoline Loqués; Good boy di Jan Komasa; Left Hunded girl di Shih-Ching Tsou vincitore del premio in palio per il miglior prodotto e Carlo Verdone, in sala Sinopoli per presentare Vita da Carlo, non è mancato il tempo per presentare un’anteprima: No place like Rome di Cecilia Miniucchi. Per la sua ultima prova, la regista si è avvalsa della preziosa partecipazione di attori quali Cristiana Capotondi, l’americano Stephen Dorff e l’australiana Radha Mitchell.
Protagonisti della vicenda, Connor un fotografo americano e Scintilla, una ragazza italiana con un importante impiego presso il museo Maxxi di Roma. Ognuno di loro ha un diverso modo di interpretare la vita: lui incapace di rompere con un passato di certo non roseo. Un divorzio alle spalle e un figlio che nonostante i rapporti cordiali, tende a mantenersi a distanza. Lei estroversa e bella, ma disillusa verso l’amore.
A metterli insieme ci pensa la capitale. Connor ha bisogno di un aiuto per realizzare un servizio per la rivista in cui lavora: raccontare attraverso gli scatti della sua macchina fotografica il modo in cui i cittadini romani vivono tradizionalmente una Festa come il Natale. L’incontro innesca la miccia. Scintilla darà a Connor l’occasione per una rinascita interiore.
In questo contesto, la cornice di Roma si presta perfettamente. Il contrasto tra la bellezza dei monumenti e l’atmosfera caotica vissuta da cittadini e turisti, è vissuto allo stesso modo dai protagonisti. Scintilla e Connor, avranno occasione per riflettere sul loro percorso di vita. Poco alla volta si guarderanno dentro se stessi, immortalando la loro fotografia.
Cecilia Miniucchi non nasconde che in No place like Rome c’è anche qualcosa di autobiografico. Dopo lunghi anni trascorsi a Los Angeles, riesplorare la città di Roma alla ricerca di location suggestive per girare, è stato come rispolverare un passato pieno di ricordi belli legati alla giovinezza. Nel film non poteva mancare un riferimento anche alla sua regione: l’Umbria, con le immagini di Terni, di Cesi e dei resti romani di Carsulae. Ed è quindi sorta spontanea la domanda legata alla terra che l’appartiene. Se una parte di lei si sente italiana, l’altra opta per il continente oltre oceano. Una sensazione comune, che provano tante persone costrette a vivere in luoghi lontani dalla propria terra, come i protagonisti di questa affascinante storia.
La dichiarazione è pienamente condivisa anche dall’attrice Radha Mitchell, impegnata nell’interpretare il divertente ruolo di una persona che pur di arrangiarsi, svolge qualsiasi tipo di lavoro come la veggente, la scrittrice, la libraia o la guida turistica.
Obiettivo principale di No place like Rome è realizzare un film leggero che, a detta della regista, è stato concepito come un’occasione per prendersi una pausa dal tran tran quotidiano, per lasciarsi scappare un sorriso, dimenticando gli orrori di questo periodo storico, ricordando che l’unica cosa che conta davvero è l’amore. L’amore inteso non soltanto dal punto di vista sentimentale ma anche contemplativo, come dimostrano le numerose inquadrature dall’alto ed i primi piani sui monumenti.
Eugenio Bonardi


