Home Cinema NON C’E’ PIU’ RELIGIONE, SECONDO LUCA MINIERO

NON C’E’ PIU’ RELIGIONE, SECONDO LUCA MINIERO

locandinaPartendo dall’assioma che in Italia l’incremento delle nascite porta la media dei figli a 0,63 a testa ( ma a 2,83 cellulari pro capite ) Luca Miniero prova a dimostrare che l’unica possibilità perché nel nostro paese riprenda quota la demografia è quella che dagli emigranti arriva un notevole aiuto per far salire le medie matematiche.

E così, presa ad esempio una stupenda isola del Mediterraneo dal convenzionale nome di Porto Buio ( il nome è tutto un programma ), mette insieme Claudio Bisio, Alessandro Gassman ed Angela Finocchiaro rispettivamente nelle parti del sindaco, di una suora e di un furbacchione che per amore di una ragazza musulmana si finge convertito all’Islam, ed intesse una storia basata sulla assenza nel presepe, che ogni anno gli isolani preparano, del “ bambinello “: nell’isola non c’è più un neonato, il bambino più piccolo ha almeno dieci anni e pesa settanta chili.

download2 L’idea risolutrice è del Sindaco: la comunità tunisina che abita una vicina isola offre un neonato, di origine musulmana, ma la suora ( vecchia fiamma del sindaco ) non accetta l’offerta e da questo particolare nascono una serie di avvenimenti, di vicende comiche e meno comiche, di equivoci anche divertenti se non andassero a toccare quelli che sono i rapporti tra le religioni; il messaggio che lancia la pellicola è quello del “ volemose bene “ tra le due comunità: quella cristiana che, fallito il tentativo di far sedere sulla mangiatoia il “ bebè “ di marca isolana ( che sfonda la sedia destinata ad ospitare Gesù bambino ) deve necessariamente accettare l’offerta, e quella musulmana che utilizza l’occasione per rafforzare la sua presenza sull’isola che, senza il presepe, perderebbe l’unica occasione rimastale per non scomparire nell’oblio dei dimenticati.

images1Strane vicende si intrecciano nel corso dello stanco svolgimento della non tanto assurda storiella: al posto del bue, un lama, al posto della Madonna una donna buddista, un sindaco che non capisce un cavolo ma che vuol fare politica con l’occasione ed altri eventi ancora come quello del vescovo in visita al paese per verificare l’idoneità del presepe alle regole della Chiesa, un vescovo che nell’imbarazzo suo e della popolazione acconsentirà incredulo alla fusione delle due religioni che, addirittura, si fonderanno in una unica cerimonia religiosa nell’unica chiesa dell’isola sperduta dove i musulmani chiedono da tempo una moschea.

Un barbiere, il “ grillo parlante “ del paese, scandisce e commenta lo svolgimento delle vicende e degli avvenimenti, ma alla fine è pace fatta tra le due comunità.

download3Si tratta di una pellicola al limite del paradosso, ma non tanto, dati i tempi che corrono: la figura del vescovo ci ricorda quella dell’attuale Papa Francesco che in ogni modo cerca di mediare accettando tante situazioni fino a poco tempo fa assolutamente tabù per la Chiesa cattolica, una tra tutte l’integrazione tra le religioni che qui viene neppure tanto simbolicamente sostenuta.

Di per se il film, che è in sala già dal 7 dicembre scorso, mostra quasi unicamente come dote particolare una straordinaria fotografia dovuta all’ambiente, all’isola, al mare ed ai suoi colori, come pure veramente molto bella è l’ambientazione generale del paese meravigliosamente bianco e dalle tante casette arroccate.