In Sicilia, nel sito archeologico di Noto Antica, Patrimonio dell’UNESCO, un gruppo di giovani ricercatori universitari siciliani e di professori universitari di architettura di chiara fama nazionale ed internazionale (dell’Università degli Studi di Palermo e dell’Università degli Studi di Catania) e di giovani professionisti siciliani di società private, con le nuove tecnologie di ricostruzione di realtà aumentata e con l’utilizzo di moderni strumenti di installazioni virtuali di nuovissima generazione, stanno realizzando un’Opera unica in Sicilia: la ricostruzione virtuale di quattro aree di una città potentissima e bellissima distrutta dal terribile terremoto dell’11 gennaio 1963.

10472816_342289115954769_2827338919819421535_oIl progetto, chiamato “EFIAN: Experimental Fruition Ingenious Ancient Noto, finanziato dal M.I.U.R. (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), all’interno dell’Avviso Pubblico “PAC. Avviso D.D.n. 436 del 13 marzo 2013 – Codice identificativo PAC0L2_00147”, consiste sostanzialmente, come accennavamo prima, nel ricostruire virtualmente 4 aree di una città siciliana importantissima e molto potente nel ‘600.

L’Opera prevede la ricostruzione virtuale di quello che oggi è in immenso Parco archeologico, quello di Noto Antica appunto, dove ancora oggi si vedono chiaramente i resti dell’antica città di Noto dell’11 gennaio 1693.

A conclusione dell’Opera, il visitatore con il proprio Cell o Ipod, ovvero con uno strumento che sarà dato in dotazione dagli organizzatori quando l’Opera sarà conclusa (30 novembre 2016), potrà andare sul sito archeologico, vedere ad occhio nudo i ruderi, ma con il suo strumento elettronico sarà proiettato temporalmente nel tempo passato, il giorno 10 gennaio 1693, un attimo prima del terremoto. Tutto avverrà come se il visitatore guardasse attraverso una finestra virtuale che lo proietterà istantaneamente e virtualmente nel lontano 1693!

Oggi mi è venuto in mente di scrivere questo articolo perché si sappia che anche in Sicilia si fanno cose bellissime che spesso non vengono rese note dai mezzi di comunicazione di massa ne, talvolta, dalle riviste specializzate del settore, e nessuno in Italia conosce questa bellissima Opera che si sta realizzando in Sicilia, che è arrivata a metà del suo percorso ricostruttivo e costruttivo da un punto di vista di realtà aumentata e realtà virtuale.

Alla fine dell’articolo, il lettore potrà trovare dei link attraverso i quali, se vorrà, potrà seguire quasi quotidianamente l’evolversi dei lavori e lo stato di avanzamento degli stessi. L’Opera di Realtà Aumentata, è stata progettata e la stanno realizzando un folto gruppo di giovani ricercatori, di professori universitari e di giovani professionisti siciliani di organizzazioni private. I partner della compagine societaria sono quattro – ne scriverò un po’ più approfonditamente a seguire – che include le due più importanti Università Siciliane, quella di Palermo e quella di Catania. Insieme hanno presentato la loro poroposta progettuale EFIAN al MIUR, all’interno dell’Avviso Publico “PAC. Avviso D.D.n. 436 del 13 marzo 2013”, che è stato valutata dalla Commissione Valutatrice del MIUR, come la migliore su questa misura, “Linea 2 – Cultura ad impatto aumentato – Spazi della Cultura 2.0″, classificandosi al primo posto tra tutti i progetti presentati in Italia.

Ed anche questo risultato, per i giovani ricercatori e per tutti i siciliani che amano l’Arte e la Cultura, deve essere letto con grandissimo orgoglio e soddisfazione professionale ed intellettuale.

Questo per dire che anche in Sicilia si progettanio Opere di altissimo profilo qualitativo, bellissime da un punto di vista Artistico, Architettonico e Creativo, che raggiungono livelli altissimi e di importanza internazionali, e posseggono uno spessore culturale e storico che è certamente di rilievo mondiale.

Noi siciliani – ed io che scrivo lo sono orgogliosamente – dovremmo avere sempre il “coraggio”, la “forza” e la “sfrontatezza” di raccontare le cose belle che fanno l’orgoglio di una terra, di un’isola, la Sicilia, spesso identificata, negli ultimi quarant’anni, sempre e soltanto con fenomeni ed eventi negativi!

Il fatto è che delle cose belle che vengono realizzate in Sicilia – e vi posso assicurare che ce ne sono tantissime! Quello di Noto Antica è solo uno dei tantissimi esempi di cui pochissimi sanno, e di cui in Sicilia nessuno parla attraverso i mezzi di comunicazione di massa – realizzate e create da giovani ricercatori, da giovani professionisti, da artisti talentuosi e appassionati visceralmente d’arte e di cultura. Di tutte le Bellezze realizzate e create in Sicilia, è difficilissimo che se ne senta parlare: i mezzi di comunicazione di massa spesso li snobbano e non ne parla mai nessuno!

Come scrivevo prima, paradossalmente, anche i mass media siciliani, che dovrebbero essere i primi a dare il via e ad iniziare un processo culturale di cambiamento, di sano sviluppo etico e morale, per promuovere e per scrollarci di dosso questa “pessima eticheta” che la Sicilia e i siciliani hanno appiccicato addotto da quasi quarant’anni, preferiscono aprire i loro Giornali, i loro Magazine online, con i soliti delitti, i soliti misfatti e le solite notizie di cui la gente non ne può più! E’ ovvio e lapalissiano, infatti, che i Mass Media più venduti e più popolari – sia della carta stampata che quelli online – “cercano sempre la notizia” che deve creare nel lettore “interesse”, “terrore”, “paura”, “sgomento”, “schifo per i politici che rubano”, “vomito per i truffatori che si trovano dappertutto”; non si occupano mai seriamente ed ampiamente del talento e dell’innovatività che i giovani di oggi sanno esprimere. Giovani talentuosi e appassionati che vengono “soffocati” perché nessuno li prende mai sul serio e perché nessuno si occupa di loro seriamente dando visibilità alla loro Arte, al loro Talento, alle loro capacità Creative e Costruttive, in grado di esprimersi creando delle Opere uniche al Mondo!

12301634_481486985368314_5996870005828137771_nE’ vero che le notizie stampate in prima pagina dai maggiori giornali sono quelle “notizie” che fanno cassetta, che fanno vendere insomma. Ma è anche vero che alla Cultura, all’Arte e alla Bellezza viene sempre riservato l’ultimo posto e spazi risicati e spesso invisibili!

Io penso che se vogliamo veramente salvare questo mondo, e non solo la Sicilia e la nostra naziona, l’Italia, dobbiamo puntare solo ed esclusivamente sulla Cultura, sulla Bellezza, sull’Arte nelle sue varie e molteplici espressioni artistiche, sulla Speranza e sulla Fede nelle capacità dell’Uomo e della Donna che posseggono talento e creatività, sulla Fiducia nell’Uomo e nella Donna che amano e sono nati con i loro talenti e la loro determinazione per “Creare e Costruire dal noto il nuovo“, come direbbe benissimo “Umberto Eco“; e non più – adesso basta! – sulla mediocrità e sul profondissimo analfabetismo culturale del “nuovo sapere” posseduto, spesso con arroganza e supponenza, da chi deteniene, ed ha detenuto il potere temporale, della nostra nazione e della nostra isola negli ultimi quarant’anni!

Ed allora, a voi affezionati ed attenti lettori del nostro Magazine, “ilprofumodelladolcevita.com“, vi chiediamo di mettere il vostro “mi piace” sulla pagina Fb dell’Opera che si sta realizzando nel sito archeologico di Noto Antica, che troverete alla fine dell’articolo. In questo modo potrete seguire – quando vorrete e semplicemente online – lo stato di avanzamento dei lavori e la realizzazione di un’Opera veramente straordinaria ed unica nel suo genere, della quale adesso vi scriverò, sinteticamente, il substrato storico-architettonico, la parte tecnica e la componente tecnologica per avere una visione più completa dell’Opera EFIAN-NOTO ANTICA.

Alcuni dati istituzionali-burocratici per identificare l’Opera finanziata dal MIUR:

Il titolo del progetto è: “EFIAN. Experimental Fruition Ingenious Ancient Noto”.

L’Avviso Pubblico del MIUR: PAC. Avviso D.D.n. 436 del 13 marzo 2013 – Codice identificativo PAC0”L2_00147.

I Soggetti Attuatori: L’Università degli Studi di Palermo; l’Università degli Studi di Catania; la società SIQUILLIYA s.r.l. Di Barcellona Pozzo di Gozzo; la società Service & Advice s.r.l di Palermo.

L’ambito tecnologico di intervento: Linea 2 – Cultura ad impatto aumentato – Spazi della Cultura 2.0.

I settori di sviluppo tecnologico: Sviluppo di soluzioni tecnologiche digitali per la valorizzazione del sito culturale della “Città di Noto Antica” attraverso un nuovo modello di fruizione visiva di realtà aumentata ed installazioni virtuali:

  1. Ricostruzione digitale di scenari architettonici (non più esistenti) interattivi, inseriti all’interno di percorsi didattici e culturali finalizzati alla promozione turistica del territorio;

  2. Nuovi modelli di musealizzazione attraverso esposizioni digitali multimediali.

Una breve Sintesi del progetto EFIAN-NOTO ANTICA:

12805676_505494052967607_3021268299592733750_nIl progetto “EFIAN: Experimental Fruition Ingenious Ancient Noto”, è finalizzato – attraverso l’ausilio delle nuove e più moderne tecnologie digitali multimediali e di realtà aumentata – alla valorizzazione turistica, didattica e culturale di Noto Antica, città distrutta dal violento terremoto dell’11 gennaio 1693 e lentamente abbandonata sino a divenire un maestoso sito archeologico, sicuramente tra i più estesi e importanti della Sicilia (circa 40 ha).

Per valorizzare al massimo il sito archeologico, il progetto ha previsto la creazione di due sistemi espositivi complementari:

  1. Percorso multimediale interattivo nel sito archeologico di Noto Antica, grazie al quale si ricostruiranno virtualmente le principali architetture scomparse nei luoghi in cui sorgevano e i relativi contesti urbani. La fruizione del sito, supportata da un’attenta strategia didattica, si articolerà quindi in diverse postazioni interattive (postazioni tracciate con dei basolati fatti di pietra locale) dedicate alle aree ritenute più significative, dove sarà possibile “immergersi” con la tecnologia 3D in scenari architettonici non più esistenti.

  2. Esposizione multimediale interattiva, nella “sezione medievale” del Museo Civico di Noto Barocca, la città che nacque dalle ceneri di Noto Antica distrutta dal terremoto del 1693, e che oggi tutto il mondo conosce come una delle più belle espressioni dell’architettura Barocca di fine XVII secolo ed inizio XVIII secolo, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Quest’area del Museo Civico di Noto Barocca, è ormai fruibile da diversi anni, e custodisce un’importante raccolta di elementi scultorei e architettonici provenienti dalla città di Noto Antica. La sala che sarà dedicata ad EFIAN, costituisce la prima fase attuativa di un più ampio progetto di musealizzazione dove l’esposizione degli esiti della ricerca EFIAN-NOTO ANTICA, potrà costituire un fondamentale completamento teso a guidare il visitatore alla scoperta del patrimonio storico-artistico di Noto Antica e del suo maestoso contesto storico.

L’attività progettuale risponde ad innovativi bisogni di valorizzazione e fruizione del patrimonio artistico ed architettonico siciliano, orientati sull’utilizzo di nuovissimi e modernissimi strumenti tecnologici digitali al fine di migliorarne, con l’impiego dei sistemi multimediali interattivi e virtuali, la fruizione di queste Bellezze, nei diversi aspetti didattici e scientifici del progetto architettonico, incrementandone l’attrattività e l’interesse turistico, professionale, e degli appassionati di arte e di architettura.

Lo scopo del progetto è anche quello di adeguare il messaggio storico-architettonico alle esigenze delle giovani generazioni che dei nuovi strumenti multimediali di accesso alla conoscenza ed alle informazioni ne hanno fatto un elemento essenziale ed imprescindibile della loro vita quotidiana.

Breve descrizione degli obiettivi generali del progetto

Il sito archeologico di Noto Antica costituisce di fatto un formidabile campo di applicazione per una ricerca che associ abilità diverse e che ha messo insieme istituzioni ed organizzazioni con un altissimo livello di competenza e professionalità: Il Comune di Noto (partner esterno e proprietario del sito archeologico, che sta investendo anche con fondi propri, da un punto di vista economico, per migliorare l’Opera, al di là del finanziamento del MIUR); I ricercatori specialisti delle due Università partner; la Regione Siciliana Assessorato ai Beni Culturali (partner esterno patrocinante esclusivamente a titolo gratuito).

Quello che si sta realizzando, dopo più di un anno di lavoro – il progetto ha avuto inizio ufficialmente il 1 maggio 2014, ma di fatto ha preso il via verso la metà del mese di ottobre 2014 per motivi burocratici ministeriali – investendo e utilizzando al meglio le competenze degli operatori di tutta la compagine societaria composta da oltre cinquanta tra professionisti del settore, professori universitari dei Dipartimenti di Architettura dei due Atenei, e giovanissimi ricercatori specialisti anhe di organizzazioni private, è di realizzare un’Opera spettacolare che sappia realmente valorizzare e rendere visibile, seppur virtualmente, una città potente e bellissima qual era quella di Noto Antica.

1915317_505494296300916_4782663139199174184_nUna grande città distrutta da un terrificante terremoto, abbandonata per quarant’anni sino a divenire un maestoso sito archeologico dotato di una forte carica paesaggistica. Oggi, con il progetto EFIAN-NOTO ANTICA, si pone come luogo ideale per mettere a frutto gli strumenti conoscitivi delle tecnologie digitali a realtà aumentata più innovativi, recuperando nel circuito turistico un patrimonio fin oggi abbandonato al pascolo e alla noncuranza, trascurato e misconosciuto dalla politica, ma dotato di immense potenzialità attrattive, sia da un punto di vista architetonico, che artistico, che turistico, che di appassionati di arte e cultura medioevale.

Lo stato dell’arte del progetto EFIAN-NOTO ANTICA:

Il Val di Noto è giustamente famoso per le scenografiche città tardobarocche che hanno goduto del prestigioso inserimento nella World Heritage List dell’UNESCO. Meno conosciuto, o affidato solo a ricerche specialistiche, è il fatto che questa straordinaria stagione avesse una “preistoria”, oggi ricostruibile solo per frammenti, scomparsa in seguito a eventi catastrofici.

La città di Noto Antica custodisce, tra migliaia di metri cubi di macerie, frammenti di storia costituiti da prestigiosi elementi di architetture che giacciono spesso negli stessi punti in cui rovinarono la sera dell’11 gennaio 1693. Potrebbe dirsi quasi che la città stessa è un immenso museo a cielo aperto e sicuramente uno dei siti archeologici tra i più estesi della Sicilia (circa 40 ha). Un consistente numero di elementi lapidei, rinvenuti durante le campagne di scavo, fanno parte della raccolta del Museo Civico realizzato nell’attuale e arcinota Noto Barocca; pur se decontestualizzati dagli edifici e dalle architetture di provenienza, rappresentano una delle fonti materiali disponibili per ricostruire un’immagine della civiltà architettonica insieme alla cartografia antica, a una serie di descrizioni di cronisti (V. Littara, F. Tortora, R. Pirri) e a documenti archivistici.

Scavi mirati e scoperte episodiche continuano ad offrire plurimi indizi di una produzione secolare, di altissima qualità: dal medioevo all’età moderna. Non si tratta solo di porzioni di architettura o di scultura, talora bastano frammenti, apparentemente insignificanti, per comprendere come Noto costituisse un luogo ideale per apprendere il segreto della costruzione in pietra a vista. Un complesso concio di gradino è stato sufficiente per accertare l’esistenza di una vis de Saint-Gilles, cioè di una scala a chiocciola con copertura a botte elicoidale. Il rischio che molte tra queste importanti scoperte siano relegate all’interno di una stretta cerchia di esperti e di conoscitori è alto. Le ricostruzioni ipotetiche e i rendering contribuiranno alla loro riscoperta collettiva.

Dal punto di vista della storia, la ricerca applicata (usando strumenti tradizionali e di indagine, insieme a innovativi sistemi di rappresentazione) a un caso legato a una città scomparsa, avrà ricadute nel campo delle conoscenze del territorio e delle sue relazioni con il dopo 1693 – la grande ricostruzione tardobarocca – e con altre aree del Mediterraneo, per esempio Malta.

L’introduzione di strumenti per la rappresentazione digitale, legata al diffondersi dei personal computer ed alla rapida implementazione delle loro capacità computazionali, ha profondamente modificato il rapporto tra disegno e architettura, alterando codici e prassi codificati da una pratica plurisecolare. Le tecnologie digitali hanno altresì modificato le procedure per la misurazione e la restituzione grafica dell’architettura; l’introduzione dei sistemi laser scanning e la rapida evoluzione della fotogrammetria digitale consentono di documentare in modo puntuale la morfologia degli edifici e dei siti, attraverso la generazione automatica o semiautomatica di nuvole di punti. Le nuvole di punti sono assimilabili a simulacri digitali dei contesti rilevati, che offrono agli studiosi nuove possibilità per l’analisi delle matrici geometriche e cromatiche dei manufatti.

12375313_481487185368294_8824211604781805409_oNel campo della documentazione dei beni culturali finalizzata alla loro divulgazione di massa, le prime interessanti applicazioni sono state condotte alla fine degli anni ’90 del secolo scorso dal gruppo ARC (Architecture, Representation and Computing) guidato da Takehiko Nagakura presso il MIT di Cambridge; la ricerca, focalizzata su progetti di architettura mai realizzati – Unbuilt Monuments – ha condotto alla produzione di modelli digitali e animazioni video particolarmente raffinate dei progetti di Terragni e Lingeri per il Danteum, di Tatlin per il Monumento per la Terza Internazionale e di Le Corbusier per il Palazzo dei Soviet; Franco Vairani, allievo di Nagakura, ha condotto analoghe applicazioni per i progetti di Le Corbusier per la Chiesa di Firminy e di Alvar Aalto per la chiesa di Alstetten; in questi ultimi lavori viene introdotta la caratterizzazione materica delle superfici, con effetti foto realistici di grande effetto.

Agli inizi del nostro secolo la diffusione dei sistemi laser scanner per il rilievo dell’architettura ha offerto nuove potenzialità per la ricostruzione di manufatti parzialmente diruti e per la ricontestualizzazione di frammenti erratici; fra le esperienze di maggiore interesse si segnalano la ricollocazione virtuale “in situ” dei marmi del Partenone, documentata dal video “The Parthenon: film” prodotto nel 2004 sotto la direzione di Paul Debevec dalla University of Southern California – Institute for Creative Technologieshttp://gl.ict.usc.edu/Films/Parthenon/film.php e la ricostruzione della Cattedrale di Cluny da un gruppo di ricercatori della Scuola “Arts et Metiers ParisTech” e del CNRS nell’ambito di un progetto europeo denominato “Gunzo” – http://cluny-numerique.fr/gunzo .

In quest’ultima applicazione, i cui primi esiti sono stati pubblicati a partire dal 2009, è stata testata con successo l’introduzione di tecniche di Augmented Reality per la fruizione dei Beni Culturali, attraverso la realizzazione di monitor basculanti che consentono la visualizzazione di immagini equirettangolari che combinano il rilievo delle parti esistenti con la ricostruzione di quelle mancanti.

L’uso di immagini equirettangolari per la visualizzazione di modelli ricostruttivi ha offerto nuove possibilità alla loro divulgazione, poiché tali immagini richiedono un carico computazionale notevolmente inferiore a quello necessario per la visualizzazione dei modelli 3D. Il loro utilizzo è stato pertanto indirizzato a quelle piattaforme nelle quali la “leggerezza” dei dati costituisce un requisito fondamentale, ovvero il Web e i dispositivi portatili (smartphone, Tablet, etc…). Alle immagini equirettangolari possono inoltre essere collegate informazioni aggiuntive che consentono ai fruitori una conoscenza non solo percettiva dei contesti. Fra le applicazioni in questo settore si segnalano le ricostruzioni di Roma Antica accessibili dai seguenti siti:

  1. http://romereborn.frischerconsulting.com/about.php ;
  2. http://romearcheomedia.fub.it/aventino/vrn.html .

Per la ricostruzione di Noto Antica si è già proceduto al rilievo di alcune parti dell’esistente con tecniche integrate che combinano l’utilizzo di sistemi UAV (droni) e GPS per il rilievo fotogrammetrico del sito e di sistemi laser scanning e topografici per il rilievo di dettaglio dei resti monumentali.

Descrizione dell’obiettivo finale del progetto EFIAN-NOTO ANTICA:

Per raggiungere questi esiti è stato necessario predisporre un progetto in più fasi.

La prima parte della ricerca è legata a una indagine storica e iconografica, finalizzata alla ricostruzione virtuale dei siti preselezionati. In linea di massima e in relazione alle conoscenze attuali e al valore dei luoghi e delle architetture, si è pensato di concentrare gli studi su quattro aree di Noto Antica, ed in particolare: il Castello Reale, il Complesso dei Gesuiti, la Chiesa Madre, la Chiesa del Carmine.

I risultati raggiunti saranno esposti nel Museo Civico di Noto, ma si prestano soprattutto a una ricezione diretta in loco, dove l’ambientazione e i resti possono agevolare la corretta percezione del confronto dimensionale.

L’innovatività e l’originalità del progetto consistono proprio nel permettere ai visitatori, al turista, all’esperto, all’appassionato di cultura e di architettura, una doppia percezione visiva: quella del rudere e quella della realtà virtuale, ovvero, realtà aumentata.

Il sistema che è stato progettato e pensato, presenta una attrazione ed un’attrattività in grado di incrementare l’afflusso turistico nell’area e, indirettamente, di ampliare anche i tempi di permanenza nel territorio del turista o del visitatore di Noto Barocca. E’ per questo che si è pensato di realizzare percorsi facilitati, progettare una segnaletica ad hoc che guidi il visitatore nel sito archeologico, utilizzare i più innovativi strumenti di visualizzazione per ricostruzioni virtuali, mettere in sicurezza le aree archeologiche interessate dai tracciati turistici, curare la movimentazione e la messa in sicurezza dei reperti affioranti o che saranno ritrovati durante i lavori che si stanno realizzando. Quando l’Opera sarà conclusa, il 30 novembre 2016, il progetto EFIAN-NOTO ANTICA prevede già – da programmare e rendere pubblici – una lunghissima serie di eventi promozionali, basati principalmente sulla rappresentazione del luogo, sulla trasmissione del sapere storico ed architettonico del sito archeologico, sulla storia di Noto Antica e di tutto ciò che può interessare un turista appassionato di storia antica e di architettura medievale e tardo-barocca.

Intanto il progetto EFIAN-NOTO ANTICA, con tutti i suoi giovani ricercatori siciliani, i professionisti del settore e i professori delle due università di Palermo e Catania, ha iniziato dal mese di ottobre 2014 tutta l’attività promozionale dell’area: la progettazione e creazione di un portale informativo web multilingue; attività di web marketing; produzione di pubblicazioni audiovisivi scientifici; attività di PR e co-marketing

Chi sono i soggetti partner che stanno realizzando l’Opera EFIAN-NOTO ANTICA?

WP_20160225_12_03_47_ProCome ho già scritto sopra, la compagine societaria è composta da sei istituzioni, pubblico e privato: quattro sono partner interni al progetto EFIAN; due istituzioni sono partner esterni al progetto EFIAN. Nello specifico:

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PARTNER INTERNI:

UNIPA – Ateneo di Palermo Dipartimento di Architettura Sezione SfeRa.

Si occupa della consulenza storica ed elaborazione digitale delle ricostruzioni virtuali. La Sezione Sfera del Dipartimento di Architettura, costituita da docenti di “Storia dell’Architettura” e di “Rappresentazione”, ha già condotto diverse ricerche sulla ricostruzione virtuale di opere di architettura andate distrutte (crolli, demolizioni o alterazioni della configurazione originaria), recuperate integrando le tecniche digitali del rilevamento architettonico e della rappresentazione con gli studi di storia dell’architettura e la ricerca delle fonti documentarie ed iconografiche.

UNICTAteneo di Catania SDS (Struttura Didattica Speciale) di Architettura sede di Siracusa.

Si occupa del progetto dei percorsi, dei luoghi di sosta e delle strutture connesse alla fruizione delle ricostruzioni digitali, rilievi ad esso connessi, cura esecutiva dei lavori. La Struttura Didattica Speciale di Architettura dell’Università degli Studi di Catania, sede di Siracusa (già Facoltà di Architettura), ha maturato un’esperienza pluriennale sul tema del rilievo e della progettazione con contributi scientifici di rilievo internazionale sia con partner universitari italiani (Venezia, Firenze, Milano) che con università europee (Madrid, Berlino, Barcellona, Atene). Il laboratorio di rilievo possiede una strumentazione “Laser-scan 3D” di ultima generazione che permette un lavoro di rilevamento veloce di altissima precisione.

Siquilliya S.r.l.:

E’ una società che opera nel settore degli interventi di valorizzazione dei beni culturali, specializzata negli interventi di recupero e restauro volti ad una fruizione innovativa attraverso rappresentazioni multimediali dei contenuti. All’interno del progetto EFIAN, Siquilliya si sta occupando, e di fatto si è già occupata, di realizzare tutti gli allestimenti relativi ai percorsi museali di Noto Antica all’interno del Museo Civico di Noto Barocca; sta realizzando e collocando l’apposita segnaletica informativa per la fruizione del sito archeologico di Noto Antica, si è già occupata di tutti gli interventi di carattere conservativo e di messa in sicurezza del sito archeologico e dei reperti di valore che possano prevedere una loro movimentazione, o addirittura una collocazione presso il Museo Civico di Noto Barocca.

Services & Advice s.r.l:

E’ giovane società di Palermo, nata nel 2010 e che si occupa di marketing culturale e sviluppo territoriale. Ha già realizzato diversi progetti equivalenti in collaborazione con le Università. A titolo esemplificativo, in collaborazione con il Dipartimento SfeRa dell’Ateneo di Palermo, ha realizzato la “Mostra Multimediale “La Sicilia dei vicerè”, della quale mostra, alla fine dell’articolo, troverete un link per visitarla virtualmente. La Bellissima Mostra è stata allestita all’interno di Palazzo Chiaramonte-Steri di Palermo, che agli inizi del XV secolo al 157 fu residenza dei Viceré spagnoli. Poi fu sede della Regia Dogana e dal 1600 al 1782 ospito il Tribunale dell’Inquisizione. Oggi è sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Palermo.

La Services & Advice s.r.l., in qualità di impresa destinataria delle azioni di START-UP, si sta occupando e di fatto si occupa, di tutte le attività relative a;

  1. rapporti istituzionali e amministrativo-burocratici col MIUR;

  2. Coordinamento di tutti i partner della compagine societaria;

  3. Direzione dei lavori per la realizzazione dell’Opera EFIAN;

  4. Attività di Marketing e Comunicazione, nonché dell’innovazione e la ricerca tecnologica, realizzando software di rappresentazione e modellazione virtuale specifici.

PARTNER ESTERNI:

Città di Noto Barocca (SR):

10806285_344019899115024_4083068638939062784_nLa Città di Noto, conosciuto il progetto EFIAN, ha messo immediatamente a disposizione, attraverso tutte le procedure previste per legge, il sito archeologico di Noto Antica per realizzare l’Opera che ho appena descritto. Anche se non era previsto negli accordi iniziali, ha pensato di apportare un suo contributo economico per migliorare l’opera e mettere insicurezza alcune aree del sito archeologico che rischiavano di crollare. E’ un partner affidabile ed estremamente interessato ad un’Opera che ha cercato di realizzare sin dal dopoguerra, senza mai trovare in Sicilia, una sponda politico-burocratica efficace e funzionale alla valorizzazione del Sito Archeologico di Noto Antica.

Regione Siciliana Assessorato ai Beni Culturali.

L’Assessorato Regionale ai Beni Culturali si è da subito appassionato al progetto ed ha dato quello che ha potuto: il patrocinio gratuito all’iniziativa escludendo qualsiasi forma di finanziamento anche ex-post. Il patrocinio gratuito, malgrado non prevede l’erogazione di nessun fondo per la realizzazione dell’Opera EFIAN, è comunque un risultato molto importante perché riconosce ufficialmente e pubblicamente il valore dell’Opera EFIAN che si sta realizzando, facendola anche propria e pubblicizzandone la fruibilità e la visitabilità quando sarà interamente realizzata ed i lavori saranno conclusi con il collaudo finale da parte del MIUR.

Conclusioni:

10336818_341064459410568_5158315036298066303_nHo cercato di descrivere con chiarezza ed estrema sintesi un progetto molto importante per la Val di Noto e per la stessa città di Noto, proprio perché da più di quarant’anni si è cercato di valorizzare un sito archeologico di importanza straordinaria, tanto far parte del Patrimonio dell’UNESCO.

A conclusione dell’articolo, mi permetto di chiedere a tutti i lettori che saranno arrivati a leggermi fino a qui!, se chiaramente lo vorranno, di utilizzare i loro canali social e web, per dare la massima diffusione ad una bellissima iniziativa come quella che vi ho appena descritto, e che valorizza al massimo delle sue potenzialità i nostri beni culturali ed architettonici, spesso abbandonati e trascurati dalla negligenza ed noncuranza di chi ha detenuto il potere temporale in questi ultimi quarant’anni!

Detto questo, se volete farlo e vi sembra che l’Opera che si sta realizzando in Sicilia, a Noto, sia degna di essere conosciuta ad un pubblico molto esteso, fate girare il link ufficiale che troverete di seguito, tra i link di chi tra i lettori volesse approfondire la storia di Noto Antica e il progetto EFIAN-NOTO ANTICA.

Per i nostri lettori, ecco i link per saperne di più sul progetto relativo al sito archeologico e sull’avanzamento dei lavori dell’Opera EFIAN-NOTO ANTICA:

EFIAN-NOTO ANTICA – pagina Facebook ufficiale:

https://www.facebook.com/EFIAN-Experimental-Fruition-Ingenious-Ancient-Noto-340669962783351/ ;

EFIAN-NOTO ANTICA – slide-show lavori in corso:

https://youtu.be/l4SFSoZ_6JA ;

EFIAN-NOTO ANTICA – I terremoti nella Storia: Il catastrofico terremoto dell’11 gennaio 1693 nella Sicilia orientale, l’evento più forte della storia sismica italiana:

https://ingvterremoti.wordpress.com/2015/01/30/i-terremoti-nella-storia-il-catastrofico-terremoto-dell11-gennaio-1693-nella-sicilia-orientale-levento-piu-forte-della-storia-sismica-italiana/ ;

Noto Antica – “La ricostruzione necessaria” di Lucia Trigilia:

http://www.centrostudibarocco.it/ILIADE%20FUNESTA.htm ;

Noto Antica – Vincenzo La Rosa, “Archivio storico messinese”, Società messinese di Storia Patria Ed., Messina, 1987:

http://www.societamessinesedistoriapatria.it/archivio/50/larosa_50.pdf ;

NOTO ANTICA – pagina Wikipedia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Noto_Antica ;

NOTO ANTICA – List of UNESCO World Heritage Sites in Italy:

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_World_Heritage_Sites_in_Italy ;

The Parthenon: Film – USC Institute for Creative Technologies, SGGRAPH 2004 Eletronic Theater:

http://gl.ict.usc.edu/Films/Parthenon/film.php ;

Rome Reborn – A Digital Model of Ancient Rome, by Bernard Frischer, 2013:

http://romereborn.frischerconsulting.com/about.php ;

Aventino tra visibile e invisibile – di Giovan Battista Nolli, :

http://romearcheomedia.fub.it/aventino/vrn.html ;

“La Sicilia dei Vicerè nell’eta degli Asburgo” – Il neo-assessore Sgarlata visita la Mostra multimediale:

https://www.youtube.com/watch?v=cgIJnEM23wQ ;

10403170_344019755781705_3656719780613429628_nUniversità di Palermo – Allo Steri Mostra interattiva “La Sicilia dei Viceré nell’età degli Asburgo”:

https://www.youtube.com/watch?v=AwGjaZQJwRM ;

“La Sicilia dei Viceré nell’età degli Asburgo”:

https://www.youtube.com/watch?v=PCldgN69J18 ;

Palazzo Chiaramonte-Steri di Palermo – Sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Palermo:

https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Chiaramonte-Steri .

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