Paolo Vallesi

Paolo Vallesi, che ci fa ad “Ora o Mai Più”? Il programma condotto da Amadeus, in onda il sabato sera è l’ultima chance per rilanciare artisti un po’ dimenticati. Ma Paolo Vallesi non è mai stato realmente lontano dalla musica, come cantante ospite a Sanremo nel 2017, autore, compositore e arrangiatore… Un rientro che il pubblico ha molto apprezzato. A proposito di delusioni Paolo ci racconta, in esclusiva un aneddoto divertente che vi facciamo ascoltare raccontato dalla sua voce, rivelado la sua grande autoironia e la maturità raggiunta dopo un periodo difficile. 

E quindi gli chiediamo subito: perchè partecipare al programma?

Ci ho pensato bene se partecipare o meno. Pur vivendo in un piccolo centro, nessono mi fermava, dopo la partecipazione al programma “Ora o Mai Più” tutti mi fermano per chiedermi cosa sto facendo. E’ un modo per tornare al grande pubblico, con un programma che va in onda il sabato sera, mi ha fatto molto bene. 

Ti è mancato un po’ il rapporto con il pubblico? 

Il successo ottenuto così improvviso e forte è stato uno dei motivi per cui mi sono allotanato. Sono stato un po’ travolto da quel mondo. Dal ’91 al ’97, sono stati anni di inferno, perchè non sopportavo tutto quello che era intorno. Ogni dichiarazione era stravolta dai giornali, il contatto con il pubblico non mi infastidiva ma avevo bisogno dei miei spazi e mi sono trasferito da Firenze a un piccolo paesino in campagna. Più avevo successo, più ne volevo, non mi bastava mai…

Com’è adesso il rapporto con  fan?

All’inizio ero un ragazzino e avevo le ragazzine che mi inseguivano. Adesso ho delle signore che mi fermano per farmi i complmenti, è un approccio totalmente diverso. Questo fa bene a me e alla mia musica.

Il successo è arrivato troppo presto? o troppo mprovviso?

Non presto, avevo 25 anni, troppo tutto insieme sì. Mi ha fatto perdere un po’ il senso della ragione, dell’umiltà. Qualche errore l’ho fatto non per intenzione ma per mancanza di lucidità. Quando già al primo disco diventi il 1° in classivica pensi di essere un superuomo, in realtà non è così.

Uno dei motivi del tuo allontanamento è stato anche l’arrivo di tuo figlio?

Dopo essermi separato dalla mia compagna di allora, non avevo più la possibilità di vedere tanto mio figlio e questo mi ha dato un dolore enorme. Così mi sono dedicato a lui mettendo un po’ da parte le mie ambizioni musicali, cercando di dare il massimo in ogni occasione. Oggi mio figlio ha 21 anni e abbiamo un rapporto bellissimo. 

Anche tuo figlio è un musicista?

No, gli piace ascoltare la musica ma non ha il “sacro fuoco” per la musica, vorrebbe diventare giornalista. Io studiavo otto ore al giorno, forse ha visto me e ha capito ce la musica non è solo Jovanotti o Ligabue…è sacrificio e impegno e non sempre si riesce ad emergere.

Quale è stata la delusione più grande che hai avuto?

 

Qual è stata la tua responsabilità, l’errore che ti rimproveri, per l’allontanamento dal grande pubblico?

Quello di essermi fidato di una Major (una multinazionale che offtriva mri e monti) che aveva un modo di promuovere la musica che non era nelle mie corde, con molta meno attenzione al progetto musicale. Ho lasciato una grande manager, Caterina Caselli, che mi ha voluto un gran bene ed ho sbagliato. Dopo ho voluto produrre i miei dischi da solo, con un po’ di presunzione, ma un prodotto che non è stato poi ascoltato da molti. 

Con Baglioni ho letto che vi siete premiati a vicenda…?

Sono “baglionofilo” da sempre. Ho scoperto la musica italiana con la sua “Tu come stai?”, lì è scattata la scintilla della magia delle parole italiane in musica. Nei confronti di Claudio ho sempre avuto un senzo di soggezione. Al punto che la prima volta che me l’hanno presentato, dopo un suo concerto, invece di dirgli ciao gli dissi “Ao”. Lui carinamente mi disse che sapeva che facevo musica (dovevo partecipare al mio primo Sanremo) e lui mi disse ti faccio un grande in boca al lupo! E io risposi grazie, mi riprese dicendomi che in questi casi si dice “Crepi il lupo!”, e io risposi ancora:”ah grazie!” e mi congedai dicendo “Ao”. 

Non hai pensato di partecipare a Sanremo in queste ultime edizioni?

Dovevo partecipare con Amara, nell’ultima edizione di Carlo Conti, avevamo un bella canzone poi all’ultimo minuto ci hanno sostiutuiti, la composizione degli artisti a Sanremo è più difficile della composizione del Governo. 

A “Ora o Mai Più” sei in coppia con Ornella Vanoni, com’è il vostro rapporto?

Quando ci siamo presentati ero emozionato, credo che Ornella sia la persona più Rock&Roll che abbia mai conosciuto. E’ una persona veramente matta, nel senso buono del termine. Dice quello che pensa e non ha paura di nulla, ma è ance una persona di una dolcezza incredibile. Ci sentiamo due volte al giorno e ci confrontiamo sulle canzoni che faremo. C’è un’ intesa che si vede anche nei duetti. 

Quando uscirà l’album che stai preparando? 

Il 2 marzo in concomitanza con la fine di “Ora o Mai Più”, sarà disponibile su Spotify, e 500 vinili, il primo singolo. A maggio il secondo singolo mentre l’album uscirà a settembre. Un po’ alla volta, troppo Vallesi tutto insieme farebbe male (ride).

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