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Per Lucio, Pietro Marcello racconta Lucio Dalla

Per Lucio di Pietro Marcello

 

Dopo essere stato presentato in anteprima alla settantunesima edizione della Berlinale, Per Lucio arriva finalmente in sala per tre giorni, dal 5 al 7 luglio.

Raccontare il cantautore bolognese, bisogna dirlo, non era un compito facile. Lucio Dalla era così amato che sono stati in molti a rendergli omaggio. Dagli innumerevoli documentari trasmessi in televisione, si passa per Il genio di Bologna di Giancarlo Governi fino al film Caro Lucio ti scrivo di Riccardo Marchesini, in cui vengono presentati i personaggi che hanno ispirato alcune sue canzoni. Cosa altro poteva essere utile oggi per raccontare Lucio Dalla?

Cominciamo con il sottolineare che il film Per Lucio, scritto e diretto dal pluripremiato regista Pietro Marcello (Bella e perduta e Martin Eden) non sarebbe stato possibile senza il contributo del poeta Umberto Righi, detto Tobia, che è stato manager di Dalla fin dagli inizi e di Stefano Bonaga, uno dei suoi più cari amici di infanzia.

Attraverso queste testimonianze, le immagini ci raccontano una società in trasformazione: un’Italia che a cavallo tra gli anni ’50 e gli anni ’80, iniziava a perdere la sua identità contadina per avviarsi verso l’era informatica che conosciamo oggi.

Il viaggio non poteva che partire da Bologna. Nel manifesto del film il protagonista è seduto su una panchina della stazione centrale, in attesa di un treno che lo avrebbe condotto in giro per il mondo. Un punto di arrivo preciso non era previsto. Come era per Ulisse nell’Odissea, anche Lucio tornava costantemente a casa per raccontare le sue esperienze e regalare un’emozione a chi aveva il piacere di ascoltare. A questo proposito, il film ci mostra una sua esecuzione di Itaca dal vivo. Lucio spiegava che in questo brano, il riferimento non andava soltanto ad Ulisse ma anche ai compagni, che rendendosi protagonisti di un pericoloso quanto affascinante viaggio, erano degli eroi.

La grande trovata di questo film, è aver reso ancora più interessanti canzoni non molto conosciute, attraverso filmati che potremmo quasi definire videoclip. Dalla ci ha raccontato la crisi dell’uomo moderno usando un linguaggio prettamente giornalistico. Di esempi ce ne sono tanti: la corsa automobilistica Mille Miglia del 1947, che ha preso forma grazie al repertorio dei cinegiornali; l’incontro con Sonni Boi, un personaggio all’apparenza trasgressivo, ma dotato allo stesso tempo di personalità e sentimento (Il parco della luna); la ragazza simbolo dell’avvenire che danza meravigliosamente con i pattini a rotelle sulle note di Futura.

Per chiudere questo excursus, non esiterei a citare per ultima, una storia che ci riguarda tutti: quella delle persone che nel corso della loro esistenza, fingono costantemente di essere felici nonostante le delusioni. Il brano si chiama Quale allegria ed è sicuramente di grande impatto a causa del triste periodo storico che stiamo vivendo. Una canzone leopardiana, in cui i concetti di identità, sogno e fantasia, si contrappongono alla monotonia, l’illusione e la rabbia. Tante domande e un unico argomento per mettere insieme tutto: di cosa si ha bisogno per essere felici?

Anche Lucio, non ha mancato di cercare una sua risposta. E forse l’ha trovata attraverso un altro quesito che spesso gli ponevano. Alla domanda “Chi è Lucio Dalla?” Lui altrettanto semplicemente rispondeva sempre “Io”.

Lucio Dalla era un personaggio dalle mille sfaccettature, capace di essere buffo, scherzoso e divertente, ma anche serio e profondo. Un personaggio sempre cordiale e disponibile con tutti, ma anche capace di non rivelare segreti personali. Un personaggio curioso come Ulisse, che ha esplorato numerosi itinerari, senza dimenticare però il grande amore per Bologna, la sua Itaca. E questo è solo un assaggio di ciò che descrive e racconta, l’omaggio di Pietro Marcello Per Lucio. Di certo vale la pena vederlo.

Eugenio Bonardi