Le “ Giornate degli Autori “, una sezione parallela al festival di Venezia curata dall’Anac (Associazione nazionale autori cinematografici) e dell’API (Autori produttori indipendenti) è una manifestazione che si ispira alla Quinzaine des Réalisateurs, omonima iniziativa del Festival di Cannes.

Le iniziative intraprese per la corrente stagione 2020 sono state presentate ieri alla casa del Cinema di Roma dal Presidente Andrea Purgatori e dal Delegato Generale Giorgio Gosetti che hanno illustrato le caratteristiche ed il programma della XVII edizione insieme alla responsabile artistica Gaia Furrer che per la prima volta firma come responsabile artistica la selezione ufficiale della sezione autonoma e indipendente promossa dalle associazioni italiane degli autori, ANAC e 100autori.

Novità introdotte per questa XVII edizione riguardano il carattere generale del programma, improntato al tema del coraggio e concepito come una risposta alla difficile stagione del cinema mondiale che proprio a Venezia vuole riaffermare la forza della creatività e degli autori posti di fronte a una tragedia collettiva senza precedenti.

Altra e non ultima novità risiede nell’idea di una collaborazione tra voci diverse che si riuniscono insieme in nome di una comune visione del valore del cinema, dell’impegno culturale, della volontà di reagire. Così si motiva la collaborazione con Bookciak, Azione! (ormai un appuntamento fisso alla vigilia della Mostra insieme a SNGCI), quella con Laguna Sud, che porta l’esperienza delle Giornate degli Autori e di ZaLab a Chioggia aspettando la Mostra “fuori dal palazzo” sotto le stelle d’agosto, quella del progetto Miu Miu Women’s Tales che conferma una speciale attenzione alla creatività femminile nell’ambito delle Giornate. E da quest’anno si realizza il progetto comune con Edipo Re (che da anni realizza l’evento Isola Edipo al Lido) per creare insieme un programma di incontri, visioni e iniziative sociali che si completa con lo spostamento delle Notti Veneziane alla nuovissima Isola degli Autori, con una scelta condivisa delle opere nel segno di un “cinema dell’inclusione” e del dialogo tra le arti che è da sempre l’elemento distintivo di Isola Edipo.

La terza novità consiste nell’assetto stesso delle Giornate degli Autori in cui il Delegato Generale continua a garantire la struttura operativa della rassegna a Venezia ma si impegna, insieme agli autori, in un più vasto disegno culturale nel corso dell’anno, mentre la selezione artistica trova una guida rinnovata e ringiovanita, grazie al lavoro di Gaia Furrer, affiancata da un comitato di selezione e da una importante squadra di consulenti e visionatori, giustificata dall’importante numero di film proposti, oltre 1.000 quest’anno. Dice Andrea Purgatori: “ In un anno oggettivamente difficile e che rimarrà irripetibile anche nella storia della Mostra Novità di questa edizione sono da identificarsi nella Selezione ufficiale, le Notti Veneziane – L’isola degli Autori in collaborazione con Isola Edipo, il progetto europeo 27 Times Cinema, i Miu Miu Women’s Tales 2020 ( un progetto di sostegno verso il cinema per le donne ) e gli incontri e le iniziative speciali per il cinema italiano”.

La rassegna nasce quindi con l’intenzione di focalizzare l’attenzione verso il cinema di qualità, senza restrizioni di sorta, con un occhio di riguardo per l’innovazione, la ricerca, l’originalità espressiva, l’indipendenza autonoma e produttiva; caratteristiche, queste, riversate sia nella selezione ufficiale che negli eventi speciali e negli incontri che si tengono durante le Giornate presso la Villa degli Autori, uno spazio alternativo ai luoghi ufficiali della Mostra dove autori, produttori, distributori e giornalisti hanno la possibilità di incontrarsi e scambiarsi idee e proposte.

I film della selezione ufficiale, oltre agli eventi collaterali e ad eventuali proiezioni speciali, sono invece presentati nelle sale messe a disposizione dalla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Dieci i film in concorso di cui 5 opere prime, 4 gli eventi speciali e 11 titoli selezionati nelle rinnovate Notti Veneziane – L’isola degli Autori per un totale di 26 nazionalità rappresentate e 11 donne dietro la macchina da presa (comprese le registe dei “Miu Miu Women’s Tales”).

Il film di chiusura è firmato con il consueto stile spiazzante e irriverente da un regista di casa alle Giornate degli Autori come Bruce LaBruce.

Per il terzo anno consecutivo, le Giornate degli Autori, in collaborazione con Isola Edipo, presentano “Il cinema dell’inclusione – Omaggio ai maestri e alle maestre del cinema internazionale” che quest’anno verrà dedicato alla regista Liliana Cavani.

Come da tradizione, i film della selezione ufficiale concorrono al Label di Europa Cinemas, al Premio del pubblico BNL – Gruppo BNP Paribas, al GdA Director’s Award assegnato dalla giuria ufficiale delle Giornate. Sono inoltre considerati per i premi collaterali della Mostra e per il Leone del Futuro riservato alle opere prime presenti in tutte le sezioni del festival.

Gaia Furrer ha così descritto questa sua grande impresa: “…é una grande avventura di viaggio quella proposta quest’anno dalla selezione delle Giornate degli Autori. Un viaggio che parte dalla Cina rurale degli anni Novanta (Mama, ieratico e già maturo esordio della cinese Li Dongmei), prosegue per la Palestina e i suoi orribili muri divisivi (200 Meters, co-produzione palestinese italiana per la regia di Ameen Nayfeh con Ali Suliman che si conferma uno dei migliori attori arabi contemporanei) e poi transita in Europa, soffermandosi in particolare nell’Europa dell’Est. Perché una delle grandi novità di questa edizione è l’attenzione data alle cinematografie dell’Europa orientale. Un’attenzione non programmatica o decisa a tavolino ma che si è formata e sviluppata davanti ai nostri occhi e della quale non potevamo non dare testimonianza. Dalla Russia siberiana, un po’ conquistata dal consumismo e un po’ resistente (The Whaler Boy, romanzo di formazione e di avventura dell’esordiente Philipp Yuryev, coprodotto da Marion Hänsel, la grande autrice che vogliamo ricordare) alla Russia di Mosca traumatizzata da segreti politici e drammi morali (Conference, terzo film di Ivan I. Tverdovskiy), all’Ungheria con gli amori ostinati (Preparations to Be Together for an Unknown Period of Time, sofisticato secondo film di Lili Horvát). E poi la Serbia, la Slovenia e la Bosnia Erzegovina unite da un singolo film, il commovente Oasis del regista serbo Ivan Ikić. E poi l’Italia, ovviamente, nello specifico la Puglia, con la tragedia familiare e umana di Spaccapietre dei fratelli De Serio, la Francia e le origini algerine in Honey Cigar (sensuale esordio di Kamir Aïnouz, sorella del noto regista brasiliano Karim Aïnouz). Immancabile, infine, un salto per superare l’oceano Atlantico e ritrovarsi tra il Canada (Saint-Narcisse di Bruce LaBruce) e gli Stati Uniti, con i suoi radicali conflitti mai come adesso attuali (Residue, il potente esordio di Merawi Gerima). Per poi scendere, infine, a Santiago del Cile teatro di una storia d’amore queer ai tempi della dittatura di Pinochet (Tengo miedo torero di Rodrigo Sepúlveda) “.

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