IN BELLA VISTA A ROMA I PROFUMI ED I SAPORI DELLA VAL D’AOSTA di Andrea Gentili

Serata veramente particolare quella del 21 novembre scorso: un nutrito gruppo di estimatori e di personaggi desiderosi di conoscere i cibi ed i vini delle montagne della Val d’Aosta si è riunito per iniziativa del notissimo Claudio Calì ( che è anche il Presidente del club Valle d’Aosta Mon Amour ) in una accogliente location dei Parioli, il Luxury Apartments, per presentare alcune delle eccellenze valligiane.

Vini e cibi valdostani esposti in bella vista e da degustare: regina della serata la fontina, eccelso formaggio, tipico ed inizialmente prodotto in alpeggio da vacche pezzate rosse, pezzate nere e castane in grado di valorizzare l’erba dei pascoli delle Alpi e dei fieni naturali; la Toma di Gressoney, vera rarità prodotta in non più di 1500 forme l’anno prodotta nella valle del Lys con latte vaccino crudo di mucche di razza autoctona alimentate a foraggio di origine locale; il prezioso e gradevolissimo Jambon de bosses, un prosciutto DOP originario di Saint Rhemy en Bosses.

Esposti inoltre all’assaggio degli intervenuti: la Mocetta, un salume di origine antica ora riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano ( P.A.T. ) formato da carne di camoscio insaporita con erbe locali ed aglio, salata e lasciata a riposare in luogo fresco per affinarne la preziosità; il Boudin, altro salume ottenuto attraverso impasti di lardo, sangue fresco di maiale, patate, aromi e spezie un tempo considerato un alimento fondamentale per la nutrizione delle popolazioni montane; nell’impasto vengono anche aggiunte barbabietole in funzione di conservante naturale; grande successo ha ottenuto il Lardo di Arnad, un lardo di origini pre romane servito su una base di pane di segale abbrustolito in teglia con aglio e spalmata di miele di castagno: il prezioso “ bocon du diable “.

Anche la polenta è apparsa sull’attraente tavolo piazzato in un angolo del salone che ha ospitato l’evento, una polenta alla fontina particolarmente gustosa ( polenta concia ) ed in competizione con un altro primo piatto tipico valligiano: la seupa a la Vapelenentse ( zuppa alla Valpellinese ) un piatto che ha attratto le attenzioni dei presenti, accompagnato da ottimi vini che l’Associazione viticoltori della Valle d’Aosta ( VIVAL ), presieduta dal simpatico Stefano Ceti, ha portato a Roma affinchè se ne diffonda, e se lo meritano, la loro fama.

Per finire il menù della serata prevedeva un dessert di “ Tegole Valdostane “, una specialità dolciaria particolarmente diffusa in valle fin dagli inizi del 1900 costituita da biscotti di mandorle e nocciole, di forma piatta come le tegole di ardesia delle case di Aosta, tondi, friabili, ottimi da soli ma superbi quando accompagnati da crema pasticcera, gelato o cioccolato.

La cena si è poi conclusa con abbondanti assaggi di genepy, grappa e succo di mele che i frequentatori e gli estimatori della Val d’Aosta ben conoscono date le caratteristiche di bontà e di genuinità che li contraddistinguono.

Sponsor della serata, Fineco rappresentato dal dott. Fausto Vianelli.

Veramente numerosi gli intervenuti, tra i quali abbiamo notato rappresentanti della stampa e del mondo tv tra i quali Amedeo Goria e la giornalista Rai Nadia Contini, Emanuela Tittocchia, alcuni attori interpreti di un divertente e sofisticato lavoro che l’instancabile Claudio Calì, coadiuvato dall’ottimo Roy Tircoli, sta rappresentando con grande e meritato successo, a puntate, al Teatro Tor di Nona di Roma dal titolo affascinante di “ Kalispera “.

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