“QUARTO GRADO”, MARCO VANNINI: LA DIFESA DI ANTONIO CIONTOLI PRONTA A CHIARIRE I MOTIVI DELLO SCONTO DI PENA. 

VIOLENZA SESSUALE A CATANIA: PERCHÈ NESSUNO HA RISPOSTO ALLE CHIAMATE DELLA GIOVANE TURISTA AMERICANA?

Venerdì 29 marzo, in prima serata, su Retequattro, nuovo appuntamento con “Quarto Grado”. In conduzione Gianluigi Nuzzi, con Alessandra Viero. Il programma della rete diretta da Sebastiano Lombardi torna sulla vicenda di Marco Vannini ed in particolare sulla figura di Antonio Ciontoli. Il padre della fidanzata di Vannini in appello è stato condannato a cinque anni di reclusione per omicidio colposo, mentre in primo grado gli anni erano 14.

La difesa è pronta a chiarire i motivi della controversa sentenza. Ricordiamo, in breve, che la morte di Marco Vannini avvenne in casa Ciontoli. La ricosruzione dei fatti avrebbe stabilito che Marco era nella vasca da bagno, mentre il CIonoli entrava per prendere una pistola dalla scarpiera da cui partì un colpo. Quindi per i giudici, seppure il comportameno di CIontoli fu consapevolmente scorreo, per non aver chiamato i soccorsi, si trata pur sempre di omicidio colposo. I giudici quindi, proprio per il comportamento di Cionoli, avrebbero applicato all’imputato il massimo della pena per il reato di omicidio colposo. Questo e molo di più proveranno a spiegare gli avvocati difensori di Ciontoli.

L’approfondimento a cura di Siria Magri indaga anche su un nuovo caso di violenza sessuale. A Catania, nella notte tra il 16 e il 17 marzo, tre ragazzi hanno abusato di una turista americana diciottenne.

La ragazza è comunque riuscita ad inviare cinque messaggi vocali e chiamare un amico, che non l’ha soccorsa. Ancor più sconcertanti le 11 chiamate al 112 senza risposta. Un dramma che non trova spiegazioni. 24 ore dopo la violenza, la giovane ha denunciato tutto ai carabinieri ed è tornata negli Stati Uniti. La ricosruzione dello stupro di gruppo è agghiacciante, la ragazza è riuscita a chiedere aiuto, dopo aver tentato invano di fermare i tre aguzzini, chiamando per 12 volte il 112 e poi un amico per chiedere aiuto. Sconcertante che la ragazza non sia riuscta ad avere il soccorso nell’immediatezza e solo dopo le indagini hanno portato alla carcerazione dei tre giovani.  Proveremo a capire con Gianluigi Nuzzi, perchè il centralino per le emergenze non abbia risposo. Un servizio che chi ha provato ad usare, sa bene essere almeno un po’ “lento”, nel rispondere. Insomma, un conto sono le fiction, un altro è la realtà.

Per le segnalazioni da parte dei telespettatori, sono sempre attivi il centralone e l’account di Facebook Messenger del programma.

Inoltre, prosegue la campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, fil rouge di questa edizione: gli spettatori possono inviare un selfiecon l’emblematica “scarpa rossa” sugli account social di “Quarto Grado”.

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