THE SEARCH di Michael Hazanavicius. Recensione di MK

The Search è un film sulla guerra dimenticata di Cecenia, sicuramente il film è utile per ricordarci che alcune guerre che non interessano più ai media ma esistono ancora. In questo caso il regista del famoso The Artist, un bellissimo film, che ha vinto il premio Oscar, poteva essere una garanzia per un film di qualità, ma la sorpresa è forte: il film sorprende proprio per questo, la tematica non poteva essere più diversa del precedente. Questo però non è un difetto, molti grandi registi hanno spaziato sui temi più disparati. Sicuramente Hazanavicius ama sperimentare e mettersi alla prova con nuove esperienze. In questo caso il tributo rivolto alle sofferenze del suo popolo, vittima delle ciniche mire espansionistiche russe è esplicito. Forse l’idea era quella di un docu-film, ma poi si percepisce che ha preferito dare un taglio più emotivo, proprio per dare più forza al messaggio. Una cosa è certa, il film è troppo lungo, ed essendo un tema sulla sofferenza umana finisce per sfiancare qualsiasi spettatore ben disposto. Il giovane protagonista ha sicuramente un carisma forte e riesce a coinvolgere lo spettatore nelle sue vicissitudini. Il film è interessante soprattutto nel descrivere la formazione che viene imposta sulle reclute russe contro la loro stessa volontà , molto più cinica e feroce del film di Kubrick, Full Metal Jacket. In un mondo dove le minoranze vengono sempre sopraffatte. In questo caso tocca a dei mussulmani che vengono perseguitati non per motivi religiosi, ma per motivi politici espansionistici ed economici. Umiliare per qualsiasi motivo chi riteniamo diverso è sempre un reato contro l’umanità. Purtroppo nessuno, neppure gli estremisti mussulmani di oggi hanno alcun interesse a difendere questa etnia dimenticata e gli occidentali stessi oggi sono sicuramente meno motivati di ieri. Il regista ci dice proprio questo, il mondo occidentale purtroppo non riesce più a difendere nessuna minoranza: oramai pensa solo a difendere se stesso.

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