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“Renzo Arbore Day” un giorno intero con Arbore su Rai Cultura

"Renzo Arbore Day". Renzo Arbore e Marisa Laurito
“Renzo Arbore Day”

Renzo Arbore è il protagonista di un’intera giornata dedicata alla sua carriera, a presentare il è proprio Arbore insieme con gli amici di sempre, quelli che hanno accompagnato i suoi successi radio e Tv, da Mario Marenco a Marisa Laurito, regalando uno spettacolo nello spettacolo. “Fatti i debiti scongiuri, di solito gli omaggi alla carriera si fanno a persone scomparse…” ha subito ironizzato lo showman confermando il suo animo ironico e scanzonato, raccontando aneddoti ed episodi della sua lunga carriera (nel video una parte della presentazione), divertendo il folto pubblico di amici e giornalisti presenti. Qual è il segreto di tanto successo? Per Arbore è forse la sua smania di divertire ed arricchire il pubblico, ma di certo il suo talento la verve e la capacità di innovare e improvvisare non comune lo ha reso un personaggio unico. Renzo Arbore diverte perchè è lui stesso a divertirsi, ed è un passo avanti ai tempi, come con il programma diventato cult, “Quelli della Notte”, che ha lanciato numerosi personaggi, rimanendo un caso nella storia della televisione. Un uomo che ha fatto cultura divertendo, come dice la Laurito: “Chi ha detto  che la cultura debba essere noiosa?”. Tornerà in televisione con qualche nuovo programma? Arbore assicura che non tornerà in Tv, ormai si diverte con il web e la sua personale web

tv, oltre ad essere tornato al suo antico amore: lo swing.

Pronti a divertirci dunque, domenica 13 dicembre, a partire dalle 9.30 per tutto il giorno, per il “Renzo Arbore Day”: Si comincia con due trasmissioni del 1981: Tagli, ritagli e frattaglie e Telepatria International ovvero niente paura siamo italiani. La prima è condotta da Arbore con Luciano De Crescenzo: un gioco della memoria sui temi dell’umorismo con l’avvenente Lory Del Santo nel ruolo di “archivista”. La seconda, invece, è una trasmissione volutamente “patriottica”, che Arbore allestisce negli anni dell’“antistato”. E non manca un salto indietro, all’inizio della lunghissima
collaborazione artistica di Renzo Arbore con la Rai: la radio, dove con il collega e amico Gianni Boncompagni inventa il primo programma
“per giovani”, Bandiera Gialla, da cui viene lanciato il “beat”, definizione inventata dallo stesso Arbore per delineare la musica e le tendenze che stanno attraversando il pianeta “giovane” e le sue prime incursioni televisive.
Il vero debutto televisivo avviene il 18 marzo 1969 con Speciale per voi, il talk show – uno dei primi, se non il primo – musicale trasmesso sul Secondo canale in tarda serata. Il programma capta lo spirito del tempo e, in un paese ancora dentro la contestazione, il confronto aperto tra cantanti e il pubblico giovane porta a clamorosi diverbi. La mattina si chiude, alle 13.05, con Indietro tutta, il popolare varietà del 1987-88 che fa satira sulla televisione commerciale, negli anni in cui si va affermando.
A tutto Arbore anche nel pomeriggio, a partire da una selezione dei servizi de L’altra domenica. Nasce nel marzo 1976 come un festivo “telegiornale dello spettacolo”, dove il Dj Arbore – sono gli anni del successo radiofonico del suo Alto gradimento – è in tandem di conduzione con Maurizio Barendson, celebre cronista sportivo. Nei suoi tre anni di vita L’altra domenica diventa una
trasmissione-culto della domenica pomeriggio della Seconda Rete, dalla  quale verranno lanciati personaggi del calibro di Roberto Benigni, Milly Carlucci e Isabella Rossellini (tra le inviate).

 "Renzo Arbore Day"
“Renzo Arbore Day”

Arbore e la Musica
Un capitolo è dedicato anche al rapporto di Renzo Arbore con la musica in TV, nell’epoca del bianco e nero e del colore: con una puntata di “Amico flauto” e dello speciale “Quattro Giorni Rock”, entrambi del 1972, e con il meglio delle partecipazioni live di “Doc”, prima trasmissione in stereofonia, prodotta tra il 1987 e il 1989.
E non può mancare Renzo Arbore e Napoli, con la sua partecipazione ai festeggiamenti per lo scudetto della squadra partenopea nel 1987, e del duetto del 1992 con Enzo Gragnaniello, Mia Martini e Roberto Murolo, da
“Cantanapoli Internazionale”. Sempre del 1992, dalla trasmissione-omaggio “Caro Totò”, gli incontri di Renzo Arbore con i testimoni oculari dell’arte del “principe della risata”, a
25 anni dalla scomparsa. L’Arbore regista cinematografico è raccontato, invece, dai brani degli speciali e delle “ospitate” (come a Crazy Bus) del suo film d’esordio “Il Pap’occhio” del 1980, che venne censurato per vilipendio alla religione.
Alle 21.30, sempre su Rai Storia, il clou della “festa”, con il documentario inedito di Fabrizio Corallo, realizzato da 3d Produzioni, “Quando la radio…”. Protagonista lo stesso Arbore che – in occasione dei suoi 50 anni di carriera, iniziati a Roma ai microfoni di via Asiago – rievoca la storia della Radio nell’ultimo mezzo secolo insieme a Marco Presta, da tempo mattatore de “Il ruggito del coniglio” su Radio2 con Antonello Dose, e all’ex funzionario Rai Maurizio Riganti, da sempre complice delle invenzioni e delle innovazioni via etere dello showman pugliese.
Tra aneddoti, rievocazioni, ricordi inediti e con l’aiuto di filmati d’epoca, la “conversazione” con Arbore affronta anche la storia recente del varietà, della musica e della cultura popolare attraverso programmi che hanno fatto epoca negli ultimi decenni, garantendo lunga vita alla radio nonostante l’avvento dell’era della televisione e poi di quella dei social network.
Si chiude in bellezza, alle 22.30, con “Quelli della notte”, uno degli apici della carriera radiotelevisiva di Renzo Arbore, raccontato da alcune parti dello speciale Che Fuori che tempo che fa, che Fabio Fazio e Massimo Gramellini hanno riproposto per il trentennale della trasmissione, e dall’ultima puntata di “Quelli della notte”, trasmessa il 14 giugno 1985.