La vittoria di Mahmood a Sanremo 2019. Ph. S. Filice

A “QUARTA REPUBBLICA” L’INTERVISTA A MATTEO SALVINI: «IL VINCITORE DEL FESTIVAL DI SANREMO NON L’HANNO DECISO GLI ITALIANI, MA UN GRUPPO DI RADICAL CHIC»; «IL VOTO IN ABRUZZO NON È DI PROTESTA, MA DI SPERANZA»

«Hanno deciso il vincitore del Festival di Sanremo alcune persone politicamente connotate a sinistra con delle competenze musicali che non so. Beppe Severgnini, Serena Dandini, Joe Bastianich, Ferzan Ozpetek, Claudia Pandolfi, per carità giù il cappello, però mi sembra strano che la miglior canzone della musica italiana venga decisa non dagli italiani o non dai giornalisti o critici musicali che giustamente, essendo competenti, sono liberi di esprimere il loro giudizio, ma da un circolo di radical chic».

Così il vicepremier Matteo Salvini ha commentato la discussa vittoria del Festival di Sanremo, nel corso di un’intervista rilasciata a “Quarta Repubblica”, in onda stasera, in prima serata, su Retequattro. Sembrerebbe alquanto strano che la giuria d’Onore e quella dei giornalisti possa essersi messa d’accordo, se poi si pensa addirittura a un “complotto ai danni di Matteo Salvini, be lo sarebbe ancor di più. il regolamento è stato stilato ben prima della messa in onda. ogni anno a sanremo accade che a vincere il Festival non è necessariamente la canzone più bella, ma quella che ha maggiormente colpito. Nell’edizione 2019 ci sarebbero state molte altre canzoni altrettanto meritevoli di vincere, forse anche più “politiche”, ma ha vinto “Soldi” che è forse il simbolo del potere che non guarda in faccia a nessuno (ndr).

Il vicepremier ha poi precisato: «Spero che non sia stata una scelta “anti Salvini” perché lì si trattava di giudicare delle canzoni e gli italiani hanno giudicato in un certo modo. Spero che non ci sia veramente qualcuno a sinistra che, essendo ridotto male, cerca di prendersi rivincite sul Festival, sul teatro, sul cinema e sulla poesia. Sarebbe deprimente per loro e per il vincitore a cui ho mandato un messaggio augurandogli i migliori successi anche se non è il mio gusto musicale preferito».

In merito al risultato elettorale della Lega in Abruzzo, ha poi aggiunto: «Non mi aspettavo così tanto. È un voto di speranza e non di protesta. La Lega 5 anni fa aveva l’1% in Abruzzo e ora siamo il primo partito, vuol dire che l’azione di governo entra nelle case».

Alla domanda se ci saranno ripercussioni nel governo il vicepremier ha dichiarato: «Non cambia nulla, non chiediamo nulla e non vogliamo nulla. È un voto locale, i 5 Stelle hanno preso esattamente gli stessi voti alle Regionali di 5 anni fa».

Al centro della discussione la vittoria di Mahmood al Festival di Sanremo che è diventata un caso politico e le proteste di Ultimo verso i giornalisti e la giuria di qualità.  Ne parleranno il sottosegretario dei Beni culturali Lucia Borgonzoni (Lega), lo scrittore Gianpiero Mughini e i giornalisti Mario Giordano, Paolo Giordano e Francesca Barra.

E ancora, l’intervista al presidente del Rassemblemet National Marine Le Pen, che commenterà le continue tensioni tra l’Italia e la Francia.

Con il sottosegretario di Stato del Ministero per gli affari regionali Stefano Buffagni, si parlerà tra l’altro del voto in Abruzzo, dove ha vinto il Centrodestra con oltre il 47 di preferenze.  Con la deputata del Movimento 5 stelle Lucia Azzolina si tornerà a parlare del reddito di cittadinanza, tra perplessità e critiche dell’opposizione. E infine, il sindaco di Pesaro Matteo Ricci (Pd), il sindaco di Cascina Susanna Ceccardi (Lega) commenteranno la sicurezza delle città italiane e la delicata questione dei campi Rom.

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