Sanremo 2020: il Festival della libertà… Achille Lauro ne è la Regina”.

Un festival della libertà in cui tutti si sentono (finalmente) liberi di esprimersi, da Mara Venier che si toglie le scarpe per non rischiare di cadere dalle scale,  a Fiorello che protesta per la scaletta che prevede la sua uscita all’una, a Piero Pelù che fa lo “scippo” in diretta di una borsetta, con il buon Amadeus che scende in platea per restituirla, esaltando il pubblico come allo stadio.

 

La Regina indiscussa della serata e del Festival è Achille Lauro, vestito come la regina Elisabetta I Tudor: “vergine sposa della patria, del popolo, dell’arte e della libertà. Dio ci benedica!” 

Non è solo provocazione, ma è il punto di rottura di quello che rappresenta la musica, il suo brano, “Me ne Frego”, è una parte del  progetto artistico che racconta molto di più di quello che molti vedono fermandosi all’apparenza: è sostanza, è arte. Lauro è riuscito a trasmettere un messaggio con la sua stessa fisicità, con la preparazione dei costumi che hanno rappresentato, sera dopo sera citazioni dotte. San Francesco che si spoglia dei suoi averi, metaforicamente, crediamo, si spogli dei pregiudzi per concentrarsi sull’essenza della vita. Ziggy, omaggio a David Bowie, emblema della libertà dell’artista, la Marchesa Casati, amante dell’arte che presta il suo corpo come opera, per finire con la Regina Elisabetta I Tudor, fulcro di un movimento culturale e dell’età Elisabettiana…

Dobbiamo molto all’Artista Achille Lauro, ci ha spinti a riflettere e a non fermarci all’apparenza e magari sarà uno stimolo per le giovani generazioni ad appassionarsi all’Arte, approfondendo la cultura.

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