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Simona Mancini, “attrice di nascita”, come si definisce lei, talentuosa e bravissima, si racconta quale Artista polivalente ad Andrea Giostra.

10945747_766084586824262_4577934388496032000_n“ilprofumodellacoldevita.com” ha incontrato Simona Mancini, Artista poliedrica e di grande talento: attrice comica, brillante e drammatica che si esibisce in Teatro, al Cinema, in TV, conduttrice, speaker radiofonica, cabarettista, autrice, regista, modella. Di sé dice: «Io sono un’Attrice di nascita!», e poi dice ancora che: «Fare l’Artista è una missione. Attori si nasce, non si diventa!». E crediamo che abbia ragione in queste due definizioni. Ma Simona è una forza della natura che per esprimere il suo talento artistico ha fatto di tutto: corsi di recitazione, corsi di dizione, ha frequentato decine di stage e seminari, ha frequentato corsi di Arte della parola, di movimento scenico, di biomeccanica. Ha maturato una formazione tecnica e recitativa di livello mondiale, completa e polivalente per esprimere al meglio il suo talento artistico che già da bambina era stato notato da Artisti che frequentavano la sua famiglia. Ha iniziato giovanissima a sperimentarsi quale Attrice in tantissimi piccoli teatri romani dove ha maturato la sua esperienza di Artista e di Donna. Si cimenta anche in spettacoli itineranti che la porteranno, insieme alla sua piccola compagnia teatrale amatoriale, a percorrere in lungo e in largo lo stivale e le faranno conoscere la nostra bella Italia da diverse prospettive, non solo artistiche. Passa poi a recitare in Teatri romani importanti quali “Il Tirso De’ Molina”, “L’Orologio”, “Il Petrolini”, ed altri ancora. Simona ci racconterà la sua bellissima storia di Artista completa e polivalente, che ha avuto tanti successi conquistati con la sua straordinaria forza di volontà, con la sua determinazione, con l’immensa passione che possiede nel suo codice genetico per l’Arte e per la Recitazione in particolare. Simona, in questa conversazione con Andrea Giostra, ci racconterà come ha iniziato la sua dura e brillante carriera artistica, e come la vita che le è caduta addosso senza darle possibilità di scelta, l’ha fatta crescere ed evolvere verso una dimensione di Donna: oggi molto sicura di sé, con una personalità fortissima, con qualità da Artista che possiede un solidissimo bagaglio esperienziale e tecnico. Simona ci racconterà come solo il talento e la passione non bastano per diventare una grande Artista, ci vuole molto altro che ci rivelerà in questa bellissima intervista.

Ciao Simona e benvenuta nella nostra Redazione! Il nostro magazine online, “ilprofumodelladolcevita.com, è molto giovane ed è letto da giovani artisti del mondo del cinema, della TV e dello spettacolo. Quale giovane Magazine, di recente, abbiamo avuto l’idea di dare visibilità, attraverso le nostre interviste, non solo ai grandi artisti di fama internazionale e italiana, ma anche a giovani artisti per farsi conoscere meglio. Non è certamente il tuo caso Simona, visto che sei un’Attrice che lavora abbastanza e senza sosta.

Ma cosa diresti di te ai nostri lettori che volessero conoscerti come Donna prima ancora che come Artista?

La mia carriera vera e propria inizia all’età di 7 anni, quando bambina declamavo poesie nelle riunioni tra amici e parenti.

Simona, vuoi raccontare ai nostri lettori come è iniziata la tua carriera artistica e soprattutto la tua interessante carriera di attrice?

Il debutto al pubblico l’ho avuto all’età di 14 anni, su un palco per una recita scolastica, con un abito di scena troppo piccolo e arrangiato. Interpretavo “La Stella”, una commedia comica, testo inedito. Ricordo che non fui scelta come protagonista… E che poi il regista si pentì! Ora ci rido su! (Simona sorride di gusto!).

Quali difficoltà hai incontrato nel tuo percorso professionale, da quando hai deciso di intraprendere professionalmente quest’arte ai giorni nostri? Cosa ci puoi raccontare?

Difficoltà? Tante, innumerevoli: provini, teatro, cinema, TV, la mia ingenuità di adolescente, di giovane donna. Non si spiegava come spesso passassero “le raccomandate”. Ma io non ho mai mollato! (Sorride!)

Purtroppo questa è una caratteristica italiana: la peggiore politica ha inquinato pure l’Arte! Anche nell’Arte purtroppo conta più l’essere raccomandati che l’essere dei talenti capaci e professionali! Ma anche una certa TV, di stampo defilippiano, ha iniettato nei giovani, consapevolmente, una “sub-cultura” che possiamo sintetizzare con queste parole: “per essere qualcuno puoi anche essere nessuno!”. Nel senso che non serve essere un talento, avere la passione, studiare, sudare, soffrire, sperimentarsi gratuitamente per fare esperienza, fare gavetta subendo umiliazioni, fare di tutto per amore del talento e della passione che si posseggono; questo vivere da artisti con una stabilità professionale ed economica da equilibrista, è quella che poi nella realtà e con il tempo, fa in modo che l’ “Artista in erba”, che ha il Talento e la Passione, si trasformi in “Artista Professionista e Capace”. Ma certamente non parliamo dell’Italia, dove vigono altre logiche che certamente non sono la meritocrazia. In nessuna professione. Sarà per questo che siamo ultimi in tutte le classifiche stilate dai ricercatori di tutto il mondo in quasi tutte le Professioni e in tutte le discipline Artistiche? Ma questa domanda non è certo per te, Simona, ma per chi ha orecchi e non sente! (Sorrido!)

10906339_766167186816002_2680229196050523258_nMa Tu, Simona, prima di fare a tempo pieno la professione che fai oggi con successo, hai fatto altre esperienze lavorative? Soprattutto per arricchire il tuo bagaglio professionale di artista e la tua esperienza umana: una brava attrice, si dice infatti, non è solamente chi sa recitare bene! Ci sono altre qualità che sono molto importanti in questo lavoro. Quali sono queste qualità altre che deve possedere un’attrice importante secondo te? Cosa ci vuoi racconti in merito?

Io, Andrea, parlo correttamente il francese e lo spagnolo, ho fatto studi linguistici, pensa un po’. Mio padre, ex dipendente Alitalia, desiderava diventassi assistente di volo. Ho sempre amato viaggiare. Ma il mio lavoro, il mio credo, è Recitare. No. Non avrei potuto fare altro mestiere.

Quando si dice che la passione abbatte qualsiasi ostacolo e qualsiasi proposta di lavoro! Ma in tutto questo, Simona, quali vere difficoltà hai incontrato nella tua carriera di attrice e di artista in genere? E qual è stata l’esperienza che hai fatto nella tua professione che non vorresti fosse mai accaduta?

Nel mio lungo percorso di attrice ho visto cose che voi umani…arrivisti, millantatori, sedicenti attori, registi e produttori. Le persone poco intelligenti pensano che il pubblico non sia sovrano. Ma fare questo lavoro per raccomandazione non è gratificante! Crea nella maggior parte dei casi, delle “meteore“, che il pubblico poi riconosce!

Tu Simona, lavori nel mondo del Teatro, della Cinema, della TV, dello Spettacolo, come abbiamo scritto nella presentazione, oramai da molti anni e di gavetta ne avrai fatta tanta prima di arrivare ad essere quella che sei oggi. Hai mai pensato, da quando fai questa professione, di mollare tutto, di punto in bianco, per dedicarti ad un’altra attività professionale, ad un altro tuo talento?

Mollare tutto?! Beh si… ci sono dei momenti di sconforto, un provino andato male, un contratto non firmato, un film uscito in sala da protagonista e finito lì, perché mal gestito.

Ma vedi, la passione è più forte, la mia passione è più forte di tutto questo. Noi attori, artisti, viviamo amplificando le emozioni, belle o brutte che siano.

Ti ricordi, Simona, quando hai preso la decisione che avresti voluto fare questo lavoro per la vita? Quanti anni avevi? Cosa è accaduto che ti ha fatto prendere coscienza e consapevolezza che “eri nata per fare questa professione”? Qual è stato l’episodio che ti ha fatto prendere coscienza del tuo talento per la recitazione e per l’Arte in genere?

Io non ho deciso di fare l’attrice. “Io sono un’attrice”, come mi disse il grande Maestro Spaccesi, che ora mi guarda da lassù.

Io, Andrea, sono stata sempre molto umile e molto critica con me stessa. Recitavo, e gli applausi e i complimenti del pubblico mi confermavano il mio talento. Ma, quando, anni fa, recitando il monologo drammatico “Lo Stupro” di Franca Rame, vidi, uscendo da teatro, tanti occhi commossi, venirmi a stringere la mano, capii, che avevo emozionato il pubblico con un testo difficilissimo. Fu una grande prova da attrice.

Bellissima questa definizione Simona! E veramente grande il tuo Maestro Spaccesi che intuì questa tua virtù innata! E poi straordinariamente emozionante immaginare il tuo pubblico commosso perla tua prestazione artistica. Dev’essere un’emozione bellissima quella che hai provato uscendo dal teatro!

Ti ricordi che età avevi quando ne hai parlato ai tuoi genitori? Cosa ti hanno detto? Considerato che il mondo dello spettacolo, del cinema, del teatro e della TV in genere, sono mondi molto difficili e pieni di insidie. Sono stati tuoi alleati fin da subito oppure hanno cercato di dissuaderti e convincerti a fare altro della tua vita professionale?

I miei genitori? Provengo da una famiglia di operai. Mia madre donna molto intelligente, ha dovuto fermarsi al diploma. E’ una donna di grande sensibilità, ed è la mia prima e più importante fan.

Mio padre è un autodidatta, un uomo pregno di cultura artistica e cinematografica. E’ stato lui ad alimentare la mia passione, la mia scelta di vita. Avevo 5 anni e mi portava a teatro.

Al cinema spessissimo. E ogni opera me la spiegava e mi informava sul genere, la regia, gli attori, la tecnica, ecc… Io, Andrea, sono cresciuta a “pane e neorealismo“.

Ho visto i film di Pasolini a 10 anni. Ho visto i grandi mostri sacri del cinema e ho appreso precocemente la loro tecnica e i loro generi.

Ma poi, quando comunicai a mio padre la mia scelta di fare l’attrice, non mi sostenne. Per lui era un lavoro difficile, precario. Ma non starò qui a raccontare la mia delusione.

Non l’ ho ascoltato e ho fatto bene! Lui non me lo dice, ma so che oggi è orgoglioso di me!

10408547_766545710111483_9017954846352449026_nE’ una bellissima storia questa Simona! Immagino tuo papà che adesso, intimamente, considerata la sua passione sterminata per l’Arte, il Cinema il Teatro, non sta nella pelle quando pensa che sua figlia è un’Artista di talento e di successo! Per lui dev’essere un’emozione bellissima e pazzesca insieme! (sorrido!)

Sicuramente saprai, Simona, che oltre al Cinema, al Teatro, alla TV e alle fiction TV, esiste un nuovo Mondo che si compone di molteplici opportunità per sperimentarsi e lavorare come attore o come attrice, o come artista del mondo della filmografia: sono quelli delle web-fiction, dei web-movie, di YouYube, ed altri modelli ancora che utilizzano le nuove tecnologie informatiche e multimediali. Tu come artista e attrice oramai affermata, come vedi questa nuova prospettiva che è divenuta così articolata ma che forse dà ai giovani artisti di oggi più opportunità di lavoro, di esperienza professionale e più possibilità che nel passato di farsi conoscere?

Ho girato varie web-series e ho lavorato nel mondo virtuale. Credo che sia uno strumento che velocizzi la divulgazione di un talento…ma… VENITE A TEATRO! La verità dell’attore è solamente là. Ho lavorato con molti professionisti, ma le parole di Spaccesi: «Sarai la nuova Eleonora Duse», beh.. e chi se le scorda! (il suo sorriso diventa luminoso e irresistibile!)

Nelle mie interviste, Simona, ci sono alcune domande ricorrenti, che faccio sempre perché le amo e perché secondo me riescono a far riflettere l’Artista che intervisto, e a far emergere talvolta delle cose interessanti. Io sono un appassionato lettore, fin dall’adolescenza, del più grande scrittore e romanziere del profondo dell’animo umano di tutti i tempi, ed ho letto più volte tutto quello che ha scritto! In uno dei suoi romanzi più conosciuti e più belli, “Memorie dal sottosuolo”, pubblicato in Russia nel 1864, Fëdor Michajlovič Dostoevskij parla, tra le righe, della “Teoria dell’Umiliazione”. A partire dagli anni ’90, alcuni scienziati e psicologi americani, ne hanno fatto una vera e propria teoria psicodinamica, un modello psicologico che parte dal presupposto che: “sono più le umiliazioni che subiamo nella nostra vita ad insegnarci a vivere meglio e a sbagliare sempre meno: si impara dalla propria esperienza e dai propri errori, soprattutto quando sono gli altri a farceli notare e magari ridono di noi!” . Simona, partendo da questo assioma scientifico (che io condivido in pieno), hai mai subito delle umiliazioni professionali che ti hanno lasciato il segno ma che al contempo ti hanno fatto crescere professionalmente e ti hanno dato più carica e più forza per continuare nella tua carriera artistica? Se sì, ce li vuoi raccontare? In cosa sono consistiti?

Ti rispondo semplicemente che la sofferenza fa crescere. E che se ci credi, perseveri!

Ma adesso parliamo di giovani artisti Simona. Saprai bene che oggi molti giovani talenti del mondo dello Spettacolo, della TV, del Cinema, hanno cercato di arricchire il loro bagaglio professionale andando all’estero. Di questi ragazzi e ragazze ne abbiamo intervistato diversi: se volessi, potresti leggere i loro racconti sul nostro Magazine. Sono giovani artisti che si sono trasferiti in altri paesi per imparare ancora di più e per tentare di sfruttare un ventaglio di opportunità lavorative di livello internazionale, e non solo italiano. Tu cosa pensi di tutto questo? E’ vero che all’estero i giovani talenti italiani possono avere più possibilità di esprimersi e di lavorare?

In Italia c’è poca meritocrazia. Andare all’estero? Non so. Non escludo nulla! (Sorride!).

Allora se un giorno dovessi decidere di trasferirti all’estero per fare il tuo lavoro, sappi che noi faremo il tifo per te! (Sorrido!)

Quali sono le Opere alle quali stai lavorando adesso, Simona, in questi mesi? E quando potranno goderne i tuoi ammiratori, i tuoi fan e i tuoi follower? Cosa stai preparando di interessante che ci puoi anticipare?

Di recente sono stata in scena il 20/21/22 maggio con un testo in tre atti in romanesco, commedia inedita dal titolo “Sarta chi zoppa”, subito dopo ho interpretato un monologo drammatico.

Conduco con successo la mia trasmissione “A TU X TU”, dove, con ironia, ospito i colleghi artisti.

Sono impegnata nel doppiaggio di due cortometraggi presto in uscita.

Sarò a Grenoble col film western che ho appena girato.

Sono impegnata in vari locali romani con serate di cabaret e di letture impegnate.

E tanto, tanto altro… Trovate tutte le info sul mio profilo Facebook pubblico (che insieme ad altri link i lettori troveranno alla fine dell’intervista.).

Simona, se dovessi tenete una lezione in una classe di bambini di dieci anni su “Cos’è l’Arte?”, cosa diresti loro per non essere fraintesa, per farglielo capire senza alcun equivoco e farli innamorare dell’Arte?

Insegno recitazione nelle scuole superiori, ai miei ragazzi dico sempre: «Rispettate quel palco, se no scendete!». Ai bambini non potrei dire nulla, sono artisti, in quanto disincantati e puri, fino a che non crescono…

11220838_801176513315069_8121765830908153217_nMa adesso, Simona, vorremmo sapere qual è la cosa più buffa e divertente che ami ricordare e raccontare della tua esperienza professionale di attrice. Sai bene che queste cose piacciono molto ai lettori e spesso fanno amare di più l’artista proprio perché viene visto come un essere “umano” e anche a loro, agli artisti famosi, possono capitare delle cose divertenti o imbarazzanti ma che poi nel raccontarle diventano simpatiche. Tu cosa ricordi di bello e di divertente che ti è accaduto nell’esercizio della tua professione che ci vuoi raccontare?

Mi capitò di essere in scena con “Rumori fuori scena” di Simon, dimenticai un pezzo e feci una digressione comica, improvvisai, era lontanissima dal genere del testo. Beh!, fu esilarante! Tutto il pubblico rise e non si accorsero di nulla!

Un’ultima domanda, Simona, che a me piace moltissimo perché ci riporta d’improvviso alla nostra infanzia, ai nostri sogni di bambini, alle nostre speranze e alla nostra spensieratezza: qual è il Tuo sogno nel cassetto di bambina che ti porti dentro da allora e che oggi vorresti realizzare?

Il mio sogno? Recitare a fianco del Maestro Gigi Proietti, lavorare con Bellocchio, Sollima e tanti altri. E poi… continuare ad emozionare, a far ridere, a far commuovere, a far riflettere… PERCHE’ LA VITA E’ UN’EMOZIONE. E DARE EMOZIONI E’ LA MIA VITA.

Grazie Simona per averci dedicato il tuo prezioso tempo e in bocca al lupo per il tuo futuro di attrice di successo che io spero, e speriamo noi tutti della Redazione de “ilprofumodelladolcevita.com, sia sempre più prestigioso e importante. Conto certamente di incontrarci di nuovo per una nuova intervista tra qualche tempo per raccontarci ancora dei tuoi successi. Grazie Simona, e alla prossima.

Ringrazio Andrea Giostra e la redazione de “ilprofumodelladolcevita.com” per la professionalità, l’ autenticità e il cuore. Simona Mancini. (Sorride soddisfatta, e dopo averci salutati tutti, lascia la nostra Redazione con noi che l’ammiriamo per la sua umiltà e bravura.)

12122717_875424845890235_6199381633674087444_nPer chi volesse vedere qualche foto artistica di Simona Mancini, ecco a seguire un bellissimo slide-show photos e alcuni link per conoscere più da vicino la nostra brava e bella Artista Simona Mancini:

 

 

 

 

Simona Mancini – slide-show photos by Andrea Giostra:

https://youtu.be/9SQdQIX_Ynk ;

Simona Mancini – Official Facebook Page:

https://www.facebook.com/simona.mancini.attrice/ ;

Simona Mancini – Pagina Facebook Personale:

https://www.facebook.com/mmou2/about ;

Simona Mancini – Pagina LinkeIn:

https://www.linkedin.com/in/simona-mancini-455172aa ;

Simona Mancini – “Ritratto di un brava e bella attrice romana al TG9”:

https://www.youtube.com/watch?v=YY_VstJaBMI ;

Simona Mancini – “Cuoricini di marzapane” – 1^ puntata:

https://youtu.be/NkHZ1Nqv6oM ;

I lettori che volessero conoscere l’autore dell’intervista, Andrea Giostra, possono consultare la sua Pagina Facebook Ufficiale:

https://www.facebook.com/AndreaGiostraFilm/ .

 

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Sono un appassionato di cinema, e come tale, quando guardo un film, mi lascio trascinare dalla narrazione e dalla successione delle scene. Guardo il film con ingenuità percettiva, non condizionata e non inquinata da sovrastrutture e preconcetti culturali, che non siano ovviamente quelle della mia personale esperienza di vita con i suoi vissuti e le emozioni (gioie e dolori) che hanno caratterizzato la mia storia e delle quali certamente non posso spogliarmi. Quello che a me interessa, quando guardo un film, sono solo le emozioni che ho provato. Quello che poi cerco di raccontare è il messaggio che mi è arrivato, le emozioni che ho vissuto e “subìto”, il pathos che mi è stato trasmesso durante la visione del film. Il cinema è l’espressione artistica contemporanea più completa e straordinaria che l’uomo potesse inventarsi. E se un film è in grado di suscitare emozioni, allora quel film non ha età. Come non ha età un brano musicale, come non ha età un dipinto importante, come non ha età una scultura straordinaria. Chi potrebbe, infatti, mai dire ascoltando un brano dei Beatles che quella è musica superata? Chi potrebbe mai dire guardando un quadro di Van Gogh che quello è un dipinto antiquato? Chi potrebbe mai dire guardando “La pietà” di Michelangelo che quella è una scultura anacronistica? Il cinema, così come qualsiasi vera arte, deve essere svestito dell’elemento tempo e della componente commerciale usa-e-getta che gli hanno appiccicato addosso i grandi produttori, le potenti lobby dei distributori internazionali, e talvolta anche alcuni registi che puntano più al business che alla qualità del prodotto. Il concetto commerciale di “consumismo” non appartiene e non può avere nulla a che fare con l’opera d’arte, e quindi neanche con il buon cinema. I film che io commento non tengono conto dell’anno di produzione e non tengono conto del tempo che è passato dalla sua prima proiezione. Il mio “sguardo” non è certamente quello dell’esperto critico cinematografico professionista che, essendo un grande conoscitore di film, registi, attori, tecniche di montaggio, fotografia, costumi, etc… etc…, ed avendo visto migliaia e migliaia di film, ha inesorabilmente perduto la spontaneità e l'innocenza osservativa ed emozionale dello spettatore comune che va al cinema, o vede un film a casa, con il solo intimo obiettivo di provare delle emozioni e distrarsi dalla sua quotidianità e dalle sue preoccupazioni. Il critico, con le sue complesse ed erudite sovrastrutture cinematografiche, ha perduto la componente più spontanea che un uomo, un osservatore/spettatore, deve possedere: l'innocenza dello sguardo e la libertà di lasciarsi trascinare dalle emozioni che si sprigionano da un’opera d’arte e ti colpiscono dritto al cuore ed alle membra. L’arte è qualcosa che sta tra l’oggetto e la persona. Non si trova né nell’oggetto, né nella persona: ma si materializza emozionalmente nel loro reciproco incontro. Da questo punto di vista, i critici cinematografici sono imprigionati in griglie di lettura che li costringono ad una amorfa parcellizzazione e settorializzazione dell'opera d'arte cinematografica e, pertanto, non sono più in grado di vedere la componente emozionale olistica e al contempo gestaltica del film. Quello che io penso è che non dobbiamo “fidarci” dei critici cinematografici professionisti, ma dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi, di quello che sentiamo quando vediamo un film. Ognuno di noi, che ama il cinema, dispone degli strumenti necessari per capire se un film è bello oppure no, se è un’opera d’arte oppure no. E lo strumento di cui disponiamo è la nostra mente e il nostro cuore: il film ci ha regalato delle emozioni forti e vivide? Se la risposta è sì, allora è arte cinematografica. Se la risposta è no, allora non è arte. E’ un’altra cosa. Andrea Giostra