“Non sono napoletano, sono italiano”, Stefano Sarcinelli, attore e autore comico, svela le sue vere origini. Tutti lo considerano un attore napoletano, in realtà Stefano Sarcinelli è nato a Bari da padre pugliese e madre ferrarese. E’ cresciuto a Napoli dalla prima infanzia, ma più che rifarsi alla comicità napoletana, ci spiega, si ispira alla commedia dell’arte, alle maschere di Arlecchino e Pulcinella… E’ forse per questo che la sua comicità ha quel garbo e quel senso di equilibrio che non sfocia mai nella volgarità. Già autore di Made in Sud, per diverse edizioni, debutta domani, il 28 marzo, a Roma con “Ciak Signò”, al fianco di Marco Marzocca, una coppia ormai collaudata che porta in scena personaggi cari al pubblico, “il padrone” borioso e il badante filippino che con astuzia riesce a prendersi gioco del padrone… In Tv lo vedremo preso ancora con Marco Marzocca, in un nuovo ed esilarante programma sulle fiction.

Una carriera iniziata a soli 17 anni, quando è nata la passione per il mestiere di attore?

A otto anni già dicevo di vler fare l’attore, anche se probabilmente non ne conoscevo nemmeno il significato. Venendo da una famiglia numerosa, ho deciso che dovevo lavorare presto. Ho iniziato con le associazioni e poi con le prime esperienze retribuite.

Non è una strada tracciata dalla famiglia, come l’hanno presa i suoi genitori?

Mio padre era sempre pronto alla battuta, mi incoraggiava a fare studi umanstici, forse aveva ragione, mia madre mi ha sempre sostenuto, credo siano stati contenti… Quando ho iniziato a fare i primi spettacoli, mia madre mi proponeva di andare a prendere un caffè al bar. Con uno scatto entrava prima di me e poi fingeva di riconoscermi: “ma lei è l’attore che è andato in scena ieri?”… All’epoca mi imbarazzava, però era un bel modo di sostenermi. Fino a poco tempo fa, durante le trasmissioni in radio con Marco Marzocca, creava discussioni incredibili su Facebook…

Una madre meravigliosa e creativa che sembra napoletana, quanto conta la “napoleanità” per l’attore comico?

“Non sono napoletano, sono italiano”. Tutti pensano che sia napoletano, in realtà sono nato a Bari da padre pugliese e madre ferrarese. Sono cresciuto a Napoli dove o ancora tutti i miei riferimenti ma non credo che la comicità abbia un’unica radice. Mi rifaccio alla Commedia dell’Arte, a Plauto, alle maschere di Arlecchino come a quella di Pulcinella.

Con Marco Marzocca è nato un sodalizio che continua, al teatro Ciak di Roma portate in scena “Ciak Signò”…

Con Marco è nata una collaborazione tanti anni fa, lo spettacolo “Ciak Signò” ripropone due personaggi a cui il pubblico è affezionato e in cui un po’ si riconosce. Ogni sera c’è qualcosa di diverso, pre l’intesa che c’è tra noi a volte si improvvisa. Io interpreto il borioso padrone di casa, Marco il badante filippino che in modo celato (ma non troppo) si fa beffa della mia superbia.

C’è un aneddoto particolare della sua carriera che l’ha segnata particolarmente? Un colpo di fortuna? 

Di episodi ce ne sarebbero tanti, uno che mi ha segnato paricolarmente è capitato all’inizio della carrierra. Un amico mi suggerì di fare un provino con  Giorgio Albertazzi, era una notizia riservatissima! Al teatro Argentina saremmo stati in pochi, arrivato al provino eravamo 600!  Da allora quando mi capita di essere io a provinare ripenso a quell’episodio, al fatto che è difficile per l’attore (ma anche per il regista) farsi apprezzare nel brevissimo spazio di un’audizione… La fortuna è fondamentale, la mia fortuna è avere una buona salute e tre magnifici figli…

I suoi figli hanno seguito le sue orme? Che padre è?

I miei figli vivono all’estero, hanno scelto la propria strada senza che interferissi. Non so se sono un buon padre, di certo ho lasciato che fossero loro a scegere cosa fare nella vita, così non gli ho dato l’occasione, se le cose non fossero andate per il verso giusto, di dire che li avevo cosretti io (ride).

“Ciak Signò” andrà in scena fino al 7 aprile, ci sono già altri progetti in programma?

Sì, con Marco Marzocca stiamo preparando un programma Tv, ripercorriamo le fiction da Freccia Nera ai nostri giorni, rivisitandole in chiave comica…

 

 

 

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