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Striscia: preosegue l’inchiesta sulle mascherine, oggi si analizzano le U-Mask

ANTEPRIMA: SOTTO LA LENTE D’INGRANDIMENTO DI STRISCIA LA NOTIZIA LE “FAMOSISSIME” U-MASK

Striscia la notizia prosegue la sua inchiesta sulla qualità delle mascherine vendute in Italia. Nella puntata di stasera, la lente d’ingrandimento del tg satirico di Antonio Ricci si sposta su un dispositivo molto noto, le U-Mask, gettonatissime tra vip e politici e adottate da diverse federazioni, tra cui la Formula Uno, la MotoGp e la Figc.

Venduta a 35 euro, la U-Mask viene presentata come “l’unica mascherina biotech dotata di una molecola in grado di distruggere i batteri, con una filtrazione del 99.9% e un’efficienza di 200 ore effettive di utilizzo”. Dati che però non coincidono con i risultati dei test fatti realizzare in diversi laboratori dall’inviato di Striscia Moreno Morello, dai quali è emerso che la mascherina non raggiungerebbe la soglia minima di filtrazione del 95%, prevista per legge. Insomma, la U-Mask filtrerebbe meno di una comune mascherina chirurgica da 50 centesimi.

Sulle differenze tra i risultati dei test ha risposto a Striscia Roberto Marchetti, responsabile del laboratorio a cui U-Mask si è rivolta per testare le sue mascherine: «Abbiamo utilizzato un metodo alternativo e abbiamo ritenuto di validarlo». Sembrerebbe tutto in regola, quindi, ma Accredia, ente italiano di accreditamento, da un parere diverso: «Il risultato dei test dipende dal metodo che viene utilizzato per farli – ha precisato Federico Pecoraro, vice direttore del dipartimento laboratori prova – e, nel caso specifico di U-Mask, il metodo usato non avrebbe ottenuto il nostro accreditamento».

«Andremo a rivedere i nostri documenti – ha poi dichiarato a Striscia la proprietaria di U-Mask Betta Maggio – e verificheremo tutto ciò che ci avete segnalato, nell’interesse dei nostri clienti».