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Su RaiPlay da oggi la seconda stagione di “Ossi di seppia”

Il logo della serie sopra l'immagine della tempesta Vaia © Michele Lapini

Gli eventi cardine del recente passato in esclusiva su RaiPlay: un altro modo per uscire dalla pandemia guardandola con occhi diversi ed arricchiti. La serie Tv non fiction prodotta da 42° Parallelo torna in esclusiva su RaiPlay dal 5 ottobre. “Ossi di seppia, quello che ricordiamo” filtra, scruta e rivive il passato dagli anni Sessanta a qualche anno fa. Un passato recente che oggi, nell’era del CoViD-19, sembra lontanissimo, un passato che purtuttavia rimane incancellabile nella memoria collettiva.

«Dopo l’interesse suscitato dalla prima stagione anche sul pubblico più giovane – dice Elena Capparelli, Direttore di RaiPlay –, siamo orgogliosi di lanciare la seconda stagione di “Ossi di seppia”. Un progetto ambizioso in cui immagini e parole riemergono dal passato, per guidarci nel presente, attraverso prospettive originali e la voce, mai scontata, di testimoni e protagonisti della storia recente del nostro Paese».

Anche le ventisei puntate del secondo ciclo sono storie monotematiche, ognuna con un testimone che ne costituisce la voce narrante aiutato dal repertorio tratto dalle Teche Rai e dagli archivi fotografici.

L’influenza aviaria ©ANSA


Si parte con il virus dell’influenza aviaria, ripercorrendo gli anni tra il 1997 e i primi Duemila, quando il mondo e l’Italia si trovarono ad affrontare l’emergenza sanitaria e una crescente paura del virus. Il culmine si ebbe quando una forma particolarmente virulenta del virus, la H5N1, dall’Oriente, sfruttando le rotte migratorie degli uccelli, cominciò a raggiungere l’Europa. Come in una minacciosa (e troppo presto dimenticata) anticipazione dell’oggi, la paura del virus si fece strada. Allevatori disperati, danni economici ingenti, animali soppressi e messi in quarantena, ma soprattutto il timore di uno spillover, un “salto di specie” che avrebbe scatenato la possibilità di un contagio da uomo a uomo. “Aviaria” racconta la storia di come allora evitammo la pandemia e quegli scienziati che, con mille occhi, tennero sotto controllo il virus nel suo serbatoio animale, scongiurando il peggio. Che invece, due decenni dopo, si verificò.
A raccontare quella lotta, la virologa Ilaria Capua.

Ilaria Capua ©ANSA



Nei primi tredici episodi, in uscita fino alla fine dell’anno con una storia a settimana, i temi trattati saranno molti e diversi tra loro.

La Marcia dei quarantamila ©ANSA

“La Marcia dei quarantamila” (la manifestazione antisindacale che segnò il declino della classe operaia e della rappresentanza sindacale), “Simoncelli, il sogno spezzato” (la morte del giovane pilota riminese a soli ventiquattro anni), “La tempesta Vaia” (la furia del vento che, in una sola notte, abbatté quattordici milioni di alberi nel Nord Italia), “90° minuto”… E ancora, puntate dedicate a “Gabriele Sandri” (il giovane tifoso della Lazio morto in un autogrill a causa del colpo di pistola sparato da un agente), “L’omicidio di Maria Grazia Cutuli” (la giornalista del “Corriere della Sera” uccisa in Afghanistan sulla strada per Kabul), “Sara di Pietrantonio” (la ventiduenne romana strangolata e poi bruciata dal suo ex fidanzato), “AIDS” (la prima giornata mondiale dell’AIDS, celebrata il primo dicembre 1988: Rosaria Iardino, giovane attivista sieropositiva, veniva immortalata mentre baciava l’immunologo Fernando Aiuti), “Il rogo della Thyssen-Krupp” (a causa di un grave incendio nella fabbrica, persero la vita sette operai), “L’Italia in blackout”(nella notte tra il 28 e il 29 settembre 2003, un’interruzione di corrente elettrica colpì l’ intero paese: proprio in quelle ore, era in corso a Roma la prima edizione della notte bianca),

Lo tsunami in Thailandia © archivio privato

“Lo tsunami in Thailandia” (in uno dei più catastrofici eventi naturali che causò centinaia di migliaia di vittime, fra cui molte italiane, travolte da onde alte oltre quattordici metri),

Michael Schumacher e Luca Cordero di Montezemolo © archivio privato

 

“Schumacher” (uno dei piloti più amati e vincenti di sempre che, nel dicembre 2013, cadde rovinosamente sulle piste da sci, entrando in coma e sparendo per sempre dai riflettori, protetto dall’affetto e dal totale riserbo dei familiari).

Una densa narrazione di eventi che hanno segnato le nostre vite e che rimarranno… quello che ricordiamo.

Massimo Nardin è Dottore di ricerca in Scienze della comunicazione e organizzazioni complesse, docente universitario presso l'Università Lumsa di Roma e l'Università degli Studi Roma Tre, diplomato in Fotografia allo IED Istituto Europeo di Design di Roma, giornalista pubblicista, critico cinematografico, sceneggiatore e regista. È redattore capo della sezione Cinema della rivista on-line “Il profumo della dolce vita” e membro del comitato di redazione di “Cabiria. Studi di cinema - Ciemme nuova serie”, quadrimestrale del Cinit Cineforum Italiano edito da Le Mani (Recco, GE). È membro della Giuria di “Sorriso diverso”, premio di critica sociale della Mostra del Cinema di Venezia, e del Festival internazionale del film corto “Tulipani di seta nera”. Oltre a numerosi saggi e articoli sul cinema e le nuove tecnologie, ha pubblicato finora tre libri: “Evocare l'inatteso. Lo sguardo trasfigurante nel cinema di Andrej Tarkovskij” (ANCCI, Roma 2002 - Menzione speciale al “Premio Diego Fabbri 2003”), “Il cinema e le Muse. Dalla scrittura al digitale” (Aracne, Roma 2006) e “Il giuda digitale. Il cinema del futuro dalle ceneri del passato” (Carocci, Roma 2008). Ha scritto e diretto diversi cortometraggi ed è autore di due progetti originali per lungometraggio di finzione: “Transilvaniaburg” e “La bambina di Chernobyl”, quest'ultimo scritto assieme a Luca Caprara. “Transilvaniaburg” ha vinto il “Premio internazionale di sceneggiatura Salvatore Quasimodo” (2007) e nel 2010 è stato ammesso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali al contributo per lo sviluppo di progetti di lungometraggio tratti da sceneggiature originali; nell'autunno 2020, il MiBACT ha ammesso “La bambina di Chernobyl” al contributo per la scrittura di opere cinematografiche di lungometraggio.