Taxi Teheran

Taxi Teheran-Jafar Panahida

TAXI TEHERAN di Jafar Panahida da oggi, 27 settembre, è ufficialmente nelle sale cinematografiche ma ha già fatto registrare il tutto esaurito alle anteprime: migliore media schermo italiana, sale stracolme e code all’entrata. “Un caso straordinario”, commenta il distributore Valerio De Paolis e aggiunge “non ho mai dubbi che i film intelligenti scuotano le coscienze degli spettatori e attraggano un pubblico che si nutre ancora di un certo Cinema”.Nuovo Sacher-Taxi Teheran

Taxi Teheran: La nostra recensione
Jafar Panahi è sicuramente un eroe dei nostri giorni, il suo amore per il cinema e per la verità sulla condizione di vita del popolo iraniano, ma soprattutto per la condizione della donna iraniana che ne fanno un paladino contro le assurde censure che vigenti in quel paese. Dopo aver vinto innumerevoli premi, tra cui citiamo l’Orso d’Oro a Berlino per Taxi Teheran, oltre che per i suoi film precedenti, oggi ci presenta un film che non avrebbe dovuto girare per le le restrizioni che gli sono state imposte, pena il carcere. Fingendosi un tassista il regista comunque riesce a girare in esterno, a differenza del precedente girato nel suo appartamento intolato THIS IS NOT A FILM, questo è un film sulla vita da strada di un tassista a Teheran. Questo stratagemma gli permette di eludere una certa censura e di fare comunque una riflessione sul cinema, in quanto molte delle situazioni e dei discorsi e che intavola con i suoi avventori vertono sul cinema stesso. Quello con il venditore abusivo di videocassette che “spaccia” di nascosto film vietati o quello con la nipote, personaggio al limite della petulanza che assilla il nostro paziente regista che riesce a mantenere sempre una calma serafica anche quando subisce il furto, sicuramente non è una finzione scenica. L’Orso d’oro ricevuto a Berlino è il giusto premio per chi combatte una battaglia che ai nostri giorni sembra inconcepibile, ma che purtroppo è ancora necessaria in tanti paesi dove il potere non accetta la libertà espressiva e nemmeno il dissenso. Come hanno già detto in molti Taxi Teheran è una dichiarazione d’amore per il cinema e per la libertà (aggiungiamo), un film che” scuote le coscienze”.

MK

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