THE BRA – Il reggipetto

È arrivato nelle sale lo scorso giovedì, l’ultimo lavoro cinematografico diretto dal regista tedesco Veit Helmer, The Bra – Il reggipetto. Un film senza dialoghi in cui le immagini lasciano spazio a qualsiasi tipo di interpretazione. Protagonista della vicenda, Nurlan, un macchinista forse felice, forse stanco di rivedere le stesse scene che si ripetono quotidianamente attorno a lui. Il capostazione che dà il via alla consueta corsa del treno merci; i tecnici che si occupano di garantire i cambi di binario e la povera gente del villaggio in cui transita ogni giorno, avvertita di allontanarsi dalla ferrovia attraverso il fischietto di un bambino. Un tipo simpatico che non perde mai occasione per lanciare un sorriso al conducente del treno.
Passando per il villaggio di Baku, la città dell’Azerbaigian in cui è ambientata la storia, una sera Nurlan è costretto a fermarsi per raccogliere un reggiseno rimasto incustodito. Cosa farsene di un oggetto del genere? Regalarlo a una donna? Tenerselo? Oppure cercare la legittima proprietaria per restituirlo? Qualunque sia la risposta, lo strano oggetto tra le mani diverrà presto il nuovo simbolo che segnerà il suo futuro. Nurlan inizierà a bussare di casa in casa per farlo provare, ne comprerà altrettanti per trasformarsi in un venditore ambulante in sella a una bicicletta. Con un pretesto, arriverà addirittura a distrarre un medico perché abbia l’opportunità di guardare più intimamente le donne, magari alla ricerca di un’esperienza sessuale o un amore.
Nonostante la più che convinta scelta del regista Veit Helmer di non usare alcun tipo di dialogo, il film non è da ritenersi un’opera di facile fruibilità. Lo scorrere dei fatti evolve in modo lento, soprattutto nelle sequenze iniziali, che oltre ad essere monotone e ripetitive, non hanno l’obiettivo di raccontare qualcosa di specifico. Eppure, non possiamo esitare a dire che l’opera di Helmer possieda evidenti tratti artistici. Merito dei profondi sguardi tra i protagonisti e le donne; della musica malinconica che accompagna la vicenda; dei sentimenti, delle emozioni e di qualche buffa gag capace di far scappare un sorriso.
Personalmente definirei The Bra – il reggipetto una noia magnifica. Il film è noioso perché più volte, guardandolo, mi sono lasciato distrarre da altri pensieri. Tuttavia è anche magnifico perché è inevitabile mettersi nei panni del protagonista e provare tenerezza per lui.
The Bra è uscito il 14 novembre e se vi incuriosisce, potete vederlo in qualche cinema di essai in questi giorni. Sul piccolo schermo, tutta la poeticità e la bellezza di questo film, perderebbero probabilmente il loro fascino.

Eugenio Bonardi

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