Home Cinema “The Equalitzer”: stasera su Sky Cinema 1 HD alle 21:10.

“The Equalitzer”: stasera su Sky Cinema 1 HD alle 21:10.

Introduzione di Andrea Giostra, 24 agosto 2015.

Ieri, Domenica 23 agosto 2015, mentre nel primo pomeriggio facevo zapping su Sky, ho beccato un’intervista a tre: Denzel Washington, Antoine Fuqua e il giornalista che faceva le d omande. Bella intervista e molto interessante.

Non tutti sapranno che Fuqua è il regista che con il film “Training day”, nel lontano 2001, ha consacrato Denzel Washington nel panorama mondiale hollywoodiano dandogli la possibilità di vincere suo il primo Oscar da attore protagonista. Fuqua ha una storia molto particolare e molto interessante al contempo: ex giocatore di basket, produttore e regista di video musicali (che dopo il successo del cortometraggio “Exit” è stato richiesto dai più gradi artisti musicali americani di allora per creare i loro video, e per tanti anni ha fatto solo questo). Fuqua è poi passato ad Hollywood per girare lungo-metraggi, film veri insomma. Al suo terzo film, nel 2001, vince il suo primo Oscar con attore protagonista Denzel Washington, che è al suo secondo Oscar dopo quello vinto nel 1987 con il film “Grido di libertà” del regista di George Segal, che è però un Oscar come attore non-protagonista.

E’ chiaro che esperienze del genere, vincere ilprimo Oscar da attore protagonista, creano legami forti e inscindibili tra  il regista e l’attore (tra l’altro molto amici: così si sono dichiarati!), ma è altrettanto strano come i due grandi artisti, perché entrambi sono due grandissimi di Hollywood, si siano ri-incontrati tredici anni dopo per girare insieme un altro film di successo come “The Equalitzer”. Il perché di tutto ciò ci porterebbe da un’altra parte e poi in effetti questa è un’altra storia che cercare di interpretare ci porterebbe molto lontani! Allora passiamo alle cose che ci interessano:

Ascoltanto con attenzione l’intervista ai due giganti hollywoodiani, ho scoperto due cose di cui vi voglio rendere immediatamente partecipi e che possono interessare pure voi che mi state leggendo:

  • Denzel Washington e Antoine Fuqua stanno preparando il sequel del film “The Equalitzer”, e questo mi piace assai!

  • Il film “The Equalitzer”, nella sua versione integrale, andrà in onda stasera su Sky Cinema 1 HD alle 21:10.

Sono sicuro che chi non l’ha ancora visto lo vedrà stasera, perché se leggerà la mia recensione – a seguire – non potrà farne a meno. Soprattutto i cinefili che amano i triller-d’azione-infarciti di psicologia!

Grazie per avermi letto e buona visione.

The Equalizer  (2014)

(recensione di Andrea Giostra)

Equalizzare, rimettere le cose a posto: è questo il compito del sempre più grande Denzel Washington in questo ottimo thriller firmato Antoine Fuqua. Ma la vera protagonista del film è la nevrosi-ossessiva come rimedio estremo alla sofferenza interiore per un passato segnato dal dolore postumo frutto acerbo della licenza di commettere crimini e delitti efferati per ragioni di stato. Eclissarsi clamorosamente con un atto eclatante che non deve lasciare dubbi sulla sua morte, sparire per sempre dalla scena e ritirarsi ad una vita normale vivendo in solitudine tra gente normale, ripetendo ossessivamente, con cadenze cronometriche, tutti i gesti della sua quotidianità, sembrerebbe essere la via di fuga dal dolore. Ma non è questo il rimedio che si rivelerà efficace. I soprusi e le violenze riservate da uomini della mafia russa ad una giovane prostituta sognatrice con la quale il Denzel solitario aveva iniziato a chiacchierare al bar sotto casa dove allo stesso identico orario di ogni sera consuma il suo thè caldo leggendo il novantasettesimo dei cento libri che tutti dovremmo leggere prima di morire, lo ricatapultano repentinamente in un tempo passato nel quale doveva equalizzare top secret problemi di stato, e dal quale aveva tentato di fuggire. Adesso come allora, la sua vita riprende ad agire con efficacia scientifica, con una successione repentina di azioni di precisione cronometriche che prima attraversano lucidamente la sua mente, poi diventano agiti spietati e implacabili per raggiungere l’obiettivo prefissato: eliminare il male rappresentato da uomini pericolosi ed altrettanto spietati.

Il film è da non perdere e l’interpretazione di Denzel Washington da sola vale tutto il costo del biglietto.

Sono un appassionato di cinema, e come tale, quando guardo un film, mi lascio trascinare dalla narrazione e dalla successione delle scene. Guardo il film con ingenuità percettiva, non condizionata e non inquinata da sovrastrutture e preconcetti culturali, che non siano ovviamente quelle della mia personale esperienza di vita con i suoi vissuti e le emozioni (gioie e dolori) che hanno caratterizzato la mia storia e delle quali certamente non posso spogliarmi. Quello che a me interessa, quando guardo un film, sono solo le emozioni che ho provato. Quello che poi cerco di raccontare è il messaggio che mi è arrivato, le emozioni che ho vissuto e “subìto”, il pathos che mi è stato trasmesso durante la visione del film. Il cinema è l’espressione artistica contemporanea più completa e straordinaria che l’uomo potesse inventarsi. E se un film è in grado di suscitare emozioni, allora quel film non ha età. Come non ha età un brano musicale, come non ha età un dipinto importante, come non ha età una scultura straordinaria. Chi potrebbe, infatti, mai dire ascoltando un brano dei Beatles che quella è musica superata? Chi potrebbe mai dire guardando un quadro di Van Gogh che quello è un dipinto antiquato? Chi potrebbe mai dire guardando “La pietà” di Michelangelo che quella è una scultura anacronistica? Il cinema, così come qualsiasi vera arte, deve essere svestito dell’elemento tempo e della componente commerciale usa-e-getta che gli hanno appiccicato addosso i grandi produttori, le potenti lobby dei distributori internazionali, e talvolta anche alcuni registi che puntano più al business che alla qualità del prodotto. Il concetto commerciale di “consumismo” non appartiene e non può avere nulla a che fare con l’opera d’arte, e quindi neanche con il buon cinema. I film che io commento non tengono conto dell’anno di produzione e non tengono conto del tempo che è passato dalla sua prima proiezione. Il mio “sguardo” non è certamente quello dell’esperto critico cinematografico professionista che, essendo un grande conoscitore di film, registi, attori, tecniche di montaggio, fotografia, costumi, etc… etc…, ed avendo visto migliaia e migliaia di film, ha inesorabilmente perduto la spontaneità e l'innocenza osservativa ed emozionale dello spettatore comune che va al cinema, o vede un film a casa, con il solo intimo obiettivo di provare delle emozioni e distrarsi dalla sua quotidianità e dalle sue preoccupazioni. Il critico, con le sue complesse ed erudite sovrastrutture cinematografiche, ha perduto la componente più spontanea che un uomo, un osservatore/spettatore, deve possedere: l'innocenza dello sguardo e la libertà di lasciarsi trascinare dalle emozioni che si sprigionano da un’opera d’arte e ti colpiscono dritto al cuore ed alle membra. L’arte è qualcosa che sta tra l’oggetto e la persona. Non si trova né nell’oggetto, né nella persona: ma si materializza emozionalmente nel loro reciproco incontro. Da questo punto di vista, i critici cinematografici sono imprigionati in griglie di lettura che li costringono ad una amorfa parcellizzazione e settorializzazione dell'opera d'arte cinematografica e, pertanto, non sono più in grado di vedere la componente emozionale olistica e al contempo gestaltica del film. Quello che io penso è che non dobbiamo “fidarci” dei critici cinematografici professionisti, ma dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi, di quello che sentiamo quando vediamo un film. Ognuno di noi, che ama il cinema, dispone degli strumenti necessari per capire se un film è bello oppure no, se è un’opera d’arte oppure no. E lo strumento di cui disponiamo è la nostra mente e il nostro cuore: il film ci ha regalato delle emozioni forti e vivide? Se la risposta è sì, allora è arte cinematografica. Se la risposta è no, allora non è arte. E’ un’altra cosa. Andrea Giostra