Manuela Grippi e Fabio Giudice. Ph. Sabina Filice

Manuela Grippi e Fabio Giudice. Ph. Sabina Filice

di Sabina Filice

Torino, una città in festa con il Jazz Festival che “invade” piazza San Carlo regalando uno spettacolo a dir poco unico. Dopo la parata dei giorni precedenti ieri, 31 maggio, ci si aspettava di tutto. Il concerto delle 21,00 apre con l’ironia del conduttore, Fabio Giudice, che fa l’ appello come a scuola ed ecco che appare  Manuela Grippi , sua compagna di viaggio nella presentazione della quarta edizione del TJF. Ad esibirsi sul grande palco ci sono gli Shibusa Shirazu, band proveniente da Tokyo, in esclusiva europea per il Torino Jazz Festival. Un gruppo dalle deflagrazioni timbriche alla Charlie Mingus, un jazz cosmico, un impatto sonoro alla Frank Zappa.

 

Torino Jazz Festival,  Shibusa Shirazu. Ph.Sabina Filice

Torino Jazz Festival, Shibusa Shirazu. Ph.Sabina Filice

Rifacendosi agli elementi di avanguardia del jazz , composta da 30 elementi bandistici, come la band di Bregovic, un’orchestra d’improvvisazione, con attrazioni classiche della cultura orientale. C’è arte, musica, danza e un’ allegorica sorpresa che strabilia le pupille di noi occidentali, perchè lo spettacolo inizia con un dragone gonfiabile di circa 30-40 metri di lunghezza che vola su piazza S. Carlo, sfiorando il pubblico che alza lo sguardo al cielo…Più che un concerto è una rappresentazione teatrale, un musical. Figuranti, ballerini e i musicisti sono parte integrante della rappresentazione fantasmagorici che veleggiano sul pubblico. Il suono pervade lo spirito, ma si fonde con la percezione visiva. In effetti è una rappresentazione beat, ma nel contempo sofisticato balletto, nel senso che coinvolge tutte le percezioni sensoriali primordiali. Un ballo tribale o mimica teatrale, un freak japan che non ti aspetti. Un Zappa orientale è vero, confermo.

Un melting pot artistico, un’ esaltazione artistica completa, persino con un pittore sul palco..Una geniale rappresentazione che stravolge il concerto per come lo intendiamo da decenni in Europa. Artisti che si vede che credono in quello che fanno, riescono a toccare il cuore e la mente, fiati, percussioni, danzatori, acrobati, vocalist che aprono lo spazio all’immaginazione anche nel cielo plumbeo tutto sembra possibile.

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