Un Checco Zalone nuovo con “ Tolo Tolo “ in sala tra qualche giorno

E’ un Checco Zalone nuovo, imprevisto, sconosciuto ai più con il nome di Luca Medici, quello che di questo film  del quale si è parlato anche troppo ed a sproposito prima che venisse proiettato, è autore del soggetto insieme a Paolo Virzì, autore delle musiche, protagonista, regista e chi ne ha più ne metta e che sta conquistando il Bel Paese per il suo sapore pseudo politico misto ad una comicità meno pregnante ( ma più sofisticata ) di quella alla quale il comico barese cabarettista, attore, conduttore televisivo, imitatore, musicista, cantautore, sceneggiatore ci ha abituato dopo i suoi primi quattro films.

La storia: il protagonista è Checco, un uomo preso dal forte desiderio di fare fortuna al suo paese, Spinazzola, un paese in via di spopolamento dove, incantato da idee da grande affarista che non è, intraprende ma che finiscono inevitabilmente in grandi insuccessi con la conclusione che per sfuggire e salvare, se stesso e la sua numerosa quanto caratteristica famiglia da una quantità di debiti di tutti i generi, decide di fuggire in Kenya per sottrarsi alle nefaste conseguenze dei vari fallimenti ai quali è andato incontro.

Entra così in un mondo che non si aspettava fosse tale e, dopo un avventuroso viaggio affiancato da una “guida” di origine kenyota ( Oumar, interpretato da un eccellente Solemayne Sylla ) appassionato del cinema neorealista italiano che lavorava con lui a Spinazzola, giunge finalmente nel paese africano dove avrà modo di confrontarsi con le vere realtà locali; belle, al riguardo, le descrizioni delle abitudini, dei costumi, dei personaggi, delle ambientazioni, vere e riprese sul posto nel corso dei quattro anni impiegati per realizzare la pellicola.

Nel film si intrecciano storie di vita, di innamoramenti simpaticamente descritti ( la cotta di Checco per una bella africana, Idjaba, interpretata da una splendida Manda Tourè ), di raffinata satira politica che, ovviamente, ha per oggetto le migrazioni in Italia, come pure una sorta di revanscismo di genere fascista che si smorza al momento in cui in capo tribù africano rappresenta al fuggiasco che quel genere di politica si combatte, pensate un po’, con l’amore, medicina universale che potrebbe essere utile qui da noi per curare tutti i malanni ed i difetti della attuale situazione politica.

In Africa Checco si sente “uno di loro” e, anche se “Tolo Tolo “ in mezzo a tanti locali, perde la sua identità ed attraversa il deserto vivendo così la storia di un emigrante che sogna – addirittura – di raggiungere quell’Italia dalla quale è fuggito e nella quale imperversano politici che, come coautore del soggetto del film, Zalone riesce a descrivere in maniera unica, identificandoli, senza nemmeno tanta riservatezza, in personaggi attuali e sulla cresta dell’onda.

Tutto, nel film, è perfetto: la sceneggiatura, la fotografia, l’ambientazione, i costumi (bellissimi i vivaci colori) oltre alle scelte, veramente azzeccate, dei personaggi imitati, le musiche che risultano perfettamente adatte alle varie situazioni descritte (“La lontananza” di Modugno, “L’arca di Noè” di Endrigo, fino a quel “ Viva l’Italia” di De Gregorio che segna la conquista della costa italiana da parte di Checco e dei migranti ); pensiamo però che sarebbe stato di maggior gusto evitare che il nome del bambino africano, Dudù, coincidesse con quello del cane di Berlusconi.

Qualche appunto, oltre a quello del nome di Dudù: Zalone-Medici si schiera ma non troppo, in politica parteggiando per il fascismo ma contrastando (?) Salvini; in tal modo, però, dimostra, in un momento particolarmente fluido come quello attuale, una certa dose di coraggio prendendo una posizione a livello civile, lui che ha sempre snobbato atteggiamenti di genere moralistico per tendere alla sua aspirazione di genere comico.

Insomma, un Zalone nuovo, un uomo “ Tolo Tolo “ che fa ridere un po’ di meno ma riflettere di più: e così ci piace ancora di più.

In sala dal 1° gennaio 2020.

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