Croce e Delizia: cast

Un po’ croce e un po’ delizia arriva il film che sdogana le unioni di fatto

Recensione di Giancarlo Salemi

Doveva succedere anche da noi. Lo sdoganamento delle unioni di fatto arriva al cinema ed ha il volto di Alessandro Gassmann e Fabrizio Bentivoglio che sono i protagonisti insieme a Jasmine Trinca e Filippo Scicchitano, della commedia “Croce e Delizia” nelle sale italiane, in 400 copie, dal 28 febbraio, distribuite da Warner Bros. Parte proprio come ‘Ferie d’agosto’ di Paolo Virzì con l’incontro-scontro durante una vacanza di due famiglie che più diverse non potrebbero essere, solo che in questo caso la convivenza non è affatto casuale. Da una parte, in una bella villa sul mare vicino Gaeta (che viene sempre di più scelta nel cinema come luogo di ripresa basta ricordare anche il recente Compromessi sposi), ci sono i Castelvecchio, eccentrici, radical chic, narcisisti, disuniti quanto basta con il loro capostipite Fabrizio Bentivoglio che è un mercante d’arte sui generis. Dall’altra, i signori Petagna che sono esattamente il loro opposto: gente popolare, ‘de core’ (come si dice a Roma), affiatata, e con sani principi tradizionali, strettamente conservatori. Le due famiglie si ritrovano a trascorrere le vacanze estive insieme perché Tony (Bentivoglio) e Carlo (Alessandro Gassmann) commerciante di pesce, hanno un segreto da rivelare: si sono innamorati l’uno dell’altro e vogliono convolare a nozze. Il problema è comunicarlo ai propri figli senza rompere gli equilibri delle rispettive famiglie. Soprattutto come dirlo alla fragile primogenita di Tony, Penelope (Jasmine Trinca) e a Sandro (Filippo Scicchitano) figlio molto macho di Carlo, per non parlare dell’ultimogenito Diego, poco più di un bambino. Ma poi siamo sicuri che questa unione venga accettata? Oppure è più facile che inizi una strana alleanza, proprio dei rispettivi figli, per far saltare i piani dei loro genitori? ”La mia principale mission – ha spiegato oggi all’anteprima stampa il regista, Siomne Godano alla sua seconda opera cinematografica – era rendere credibile la storia di questi due uomini e di metterla in scena senza giudicarla. Volevo stare dalla parte di tutti i personaggi fare una commedia mai caricaturale”. Fabrizio Bentivoglio non nasconde, invece, la sua vocazione alla sfida: “Questo ruolo era la classica patata bollente – ha detto – e a me sono sempre piaciute. C’era poi il grande rischio di cadere nello stereotipo, nella macchietta, una cosa non facile”. Anche per Gassmann questo film è una sfida: “Appena ho letto la sceneggiatura ho capito che era un personaggio che non avevo mai fatto e mi dava la possibilità di misurarmi con la pacatezza e la semplicità di pensiero propria a Carlo. Un uomo che sembra non avere alcun difetto, tranne ovviamente quello di essere laziale”. Si ride, si scherza anche se ci sono parecchi cliché, come quello del mercante d’arte un po’ estroverso e quello del pescatore un po’ introverso oppure della musica che come nel film In&Out alla fine serve per far uscire la vera personalità dei protagonisti. Una commedia diversa, divertente e che magari far anche riflettere su come sta cambiando velocemente la nostra società e su come quello che poteva essere un argomento tabu – Gassmann e Bentivoglio si baciano più volte nel film – è cosa normale e giusta almeno nell’innocenza dei più piccoli che non ci vedono nulla di male in questo amore diverso ma così tanto attuale.

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