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“Una vita spericolata” a causa della solitudine e della noia, secondo Marco Ponti

“Una vita spericolata” a causa della solitudine e della noia, secondo Marco Ponti. Ragazzi nullafacenti e scontenti della loro vita che si ingegnano per occuparsi in qualche cosa che li tolga dalla loro solitudine esistenziale fatta di nulla, forse di sogni, certamente di follie irrazionali; tutti interpretati da attori new age che sanno destreggiarsi tra cattiverie, azioni di falso buonismo con un vivace e gradevolissimo sottofondo di musica rock che accompagna il film, per la verità gradevole assai, fino ai titoli di coda.

Bella fotografia che riproduce una ambientazione molto vasta, che spazia dal Piemonte alla Puglia con un cast degno di questo film d’azione che vede impegnati Massimiliano Gallo e Michela Cescon nella parte di due divertenti “cattivi” ed una simpatica coppia di poliziotti ( Gaetano Solfrizzi e Gianni D’Addario) insieme ai quali emergono fra gli altri Mirko Frezza, Gigi Mastrangelo a completare un insieme atto a comporre una commedia tipo spaghetti western tutta all’italiana.

La morale?: insegnare ai giovani che non bisogna addormentarsi sugli allori, fare da se ingegnandosi anche ricorrendo ad atteggiamenti forse spericolati ma calcolati.

La trama, in breve: Rossi (Lorenzo Richelmy) ha meno di trent’anni e un’officina che va a rotoli. Non ha fidanzate, ma ha un migliore amico, BB (Eugenio Franceschini), ex campione di rally. Sommerso dai debiti, Rossi va in banca per implorare un prestito, ma lì succede di tutto. Irritato dalle urla di una ragazza (Matilda De Angelis) Rossi perde la testa e in un attimo la sua richiesta si trasforma in una rapina del tutto casuale, con tanto di ostaggio e borsone pieno di soldi.

Peccato che i soldi non siano della banca, ma di un gruppo di brutti ceffi… Non resta che recuperare BB e fuggire con la ragazza!

Tra inseguimenti, spargimenti di sangue e soldi, amori, rese dei conti da “spaghetti western” e fughe rocambolesche, questi piccoli Lebowski vedranno andare in fumo tutti i loro piani. O forse no…