JAFAR PANAHI “Tre Volti”

Jafar Panahai il regista iraniano non potrà presenziare all’anteprima del suo film “Tre Volti”. Malgrado i divieti, ha però continuato a scrivere e girare, realizzando “This is Not a Film – In Film Nist” (2011) e “Closed Curtain” (Orso d’Argento per la Sceneggiatura alla Berlinale 2013); poi Taxi Teheran (Orso d’Oro e Premio Fipresci a Berlino 65) e quest’ultimo, “Tre volti”, con cui ha partecipato per la prima volta al Concorso del Festival di Cannes, vincendo il Premio per la Migliore Sceneggiatura. Lunedì 19 novembre ANTEPRIMA e PHOTOCALL di solidarietà per JAFAR PANAHI “IL REGISTA CHE AVREBBE VOLUTO ESSERCI”. Una serata per Jafar Panahi. Il regista iraniano condannato dal 2010 a non poter più uscire dal suo Paese e a non poter più girare film, sarà celebrato lunedì 19 novembre alle 20.30 al Cinema Giulio Cesare di Roma, con un’anteprima per il pubblico romano del suo ultimo film “TRE VOLTI”, Premio per la Migliore Sceneggiatura a Cannes 71 , a cui interverranno tanti ospiti (Laura Morante, Paolo Virzì, Walter Veltroni, Cristina Comencini, Lidia Ravera, Andrea Purgatori, Francesca Marciano, Chiara Caselli, Carlotta Natoli, Antonietta De Lillo…tra i primi confermati) che, in segno di solidarietà/protesta, si faranno ritrarre accanto a lui, virtualmente presente grazie a una sagoma a grandezza naturale. “Tre volti” sarà in sala dal 29 novembre distribuito da Cinema di Valerio De Paolis.

Introdurrà brevemente la giornalista esperta di Iran Tiziana Ciavardini autrice di “Ti racconto l’Iran. La mia vita in terra di Persia”.

LA trama: Il film si apre con la famosa attrice iraniana Behnaz Jafari che riceve l’allarmante video messaggio di una giovane che implora il suo aiuto per sfuggire alla propria famiglia conservatrice e tiranna. Behnaz abbandona le riprese del film a cui sta lavorando e si rivolge al regista Jafar Panahi per risolvere il mistero del video e raggiungere la ragazza. Inizia così un viaggio in auto verso il nordovest rurale dove ogni incontro è pieno di fascino e ironia…

Già Orso d’Oro per “Taxi Teheran”, il regista iraniano Jafar Panahi torna a girare in clandestinità per riflettere sulla condizione della donna e del cinema in Iran.

Panahi è stato condannato nel 2010 e per una durata di tempo illimitata a non realizzare più film, a non scrivere più sceneggiature, a non rilasciare più interviste e a non uscire più dal suo paese, pena 20 anni di carcere per ogni interdizione violata, ovvero una potenziale sanzione complessiva di 80 anni di detenzione. La condanna è stata confermata in appello nell’autunno 2011.

 

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