Bella sorpresa il film islandese della sezione Orizzonti visto in Sala Darsena alle 14:00 di oggi. Flussi di sotterranee tensioni – di coppia, familiari e di vicinato – si incontrano e creano un’escalation che conduce alla sorprendente, spietata e inevitabile resa dei conti. L’immagine finale ci suggerisce però che, forse, con un po’ di pazienza e buon senso e la disponibilità al compromesso, ci sarebbe stato esito ben diverso.
Il regista – presente in sala con parte del cast (la famiglia protagonista) – dice di essersi ispirato a fatti di cronaca che hanno lasciato di stucco l’opinione pubblica. E a una realtà a molti di noi ignota: avere un grande albero in giardino, nelle nordiche terre dove le notti invernali sono lunghe e il sole raro, è un controsenso. Proprio da questo maestoso intruso tra due villette in apparenza tranquille nasce il dramma. Cui si aggiungono tradimenti, lutti, sparizioni di animali e loro inattesi ritorni. Nonostante la giovane età, Sigurðsson dimostra di padroneggiare la materia trattata, mantenendosi nel giusto solco tra tragico e grottesco.
Il film è anche esempio felice di coproduzione: coinvolte, oltre l’Islanda, la Polonia, la Danimarca e la Germania.

Commenti

commenti