Tiene molto bene lo spettacolo che dal 27 novembre scorso va in scena al Salone Margherita con la rappresentazione di quella che per l’Italia potrebbe veramente rappresentare una ulteriore e nuova  soluzione per la Repubblica: quella della satira politica che attacca inesorabilmente i più noti uomini oggi alla “guida”della nostra martoriata nazione. ( più qualche altro politico straniero )

E, come di solito accade in questo storico teatro, noto ai più con il nome di Bagaglino, alla ribalta, tra bravissime ballerine e simpaticissimi noti attori che rispondono ai nomi di Mario Zamma ( incredibilmente vero nella rappresentazione dei più vari politici nostrani e non solo che riesce ad imitare quasi fosse uno dei truccatori di Pierfrancesco Favino al lavoro per renderlo uguale a Craxi nel recente film ), Manuela Villa ( che si cimenta anche con il celebre “ Nessun dorma “ dalla Tosca riuscendoci veramente bene ), di Martufello con le sue graffianti battute e barzellette di genere “ burino “, di Enzo Piscopo ( un quasi vero Di Maio appecoronato di fronte ad un imponente e sfacciato presidente Trump ), ma sopratutto di una eccellente Morgana Giovannetti che si traveste, tra l’altro, da Giorgia Meloni riuscendoci perfettamente anche negli atteggiamenti da barricadiera e da Barbara D’Urso perfettamente imitata tanto da strappare applausi a scena aperta oltre che da Carola Rackete e Greta Thunberg interpretate con scrupolosa aderenza ai personaggi.

La vicenda in palcoscenico racconta di come, pressoché all’unanimità, la signora Marini Valeria venga eletta a Presidente della nostra Repubblica: una donna, per la prima volta nella storia a sovraintendere agli affari di Stato con il bagaglio di esperienza di una show girl; e ne succedono di belle quando la nostra si insedia al Quirinale affidata alle cure del Segretario Generale del palazzo ex dei Papi e del Re d’Italia che, evidenzia il segretario, quando uscì dal a palazzo lo chiuse a chiave dimenticandosi di consegnarla al suo successore che, di conseguenza, ebbe bisogno di un fabbro.

Tantissimi i personaggi imitati e regolarmente ricevuti al Quirinale nell’esercizio delle funzioni di Presidente dalla affascinante Valeriona nostrana, più o meno graditi ma che la naturale attitudine di una protagonista navigata quale è la Marini riesce abilmente a nascondere il suo imbarazzo nel trovarsi a confrontarsi con le esigenze del cerimoniale: Conte, Di Maio, Salvini, Grillo (eccezionale l’imitazione di Mario Zamma, una delle più riuscite ) i personaggi più recenti che si sono trovati a “ passare “ sul palcoscenico del salone Margherita sotto l’abile gestione di un Maestro dello spettacolo di genere che risponde al nome di Pierfrancesco Pingitore ideatore dei testi e perfetto regista dello spettacolo.

Un corpo di ballo molto accattivante, rigoroso e perfetto nei movimenti, si esibisce a corredo degli schetch con le coreografie di Evelyn Hanack e le musiche di Edoardo Simeone; i costumi, sfarzosi e perfettamente adeguati, sono di Maurizio Tognalini.

Il pubblico in sala applaude e ride pressoché per tutta la durata dello spettacolo che, come di solito, è diviso in due tempi con una bella dovizia di penne all’arrabbiata nell’intervallo.

Spettacolo da non perdere per la sua spontaneità e per la comicità che trasuda da tutti i pori, che resterà in cartellone fino al prossimo 23 febbraio.

Per gli appassionati del Dinner Theatre è anche prevista la possibilità di una cena a buffet prima dello spettacolo.

 

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