Valeria Vaglio, musicista intensa e profonda, torna dopo una lunga pausa con un nuovo album, “Mia”,  anticipato dal singolo “Mi faccio un regalo” (video in copertina) . Ha iniziato a suonare nei concerti già a 16 anni, vanta collaborazioni importanti con Alex Britti e Mariella Nave, solo per citarne alcuni. In particolare è impegnata con Amnesty International in difesa dei diritti delle donne, contro la violenza e l’omofobia. L’album “Mia” è una sperimentazione dell’artista che introduce nella musica cantautoriale la musica elettronica. 

Mia racconta la storia di un incontro, in tutte le sue fasi, dall’euforia fino alla resa dei conti, poi la rabbia e infine il perdono…

Hai iniziato giovanissima a studiare, quanto conta la preparazione? E quanto conta la fortuna di avere incontri “giusti”?
La preparazione, lo studio, la gavetta e il confronto sono alla base di tutto. Non avrebbe senso parlare di altro senza questo “pacchetto”. E’ naturale che la fortuna completa il quadro perfetto, ma soprattutto, la fortuna, da sola non basta.

Come mai hai fatto una pausa di 5 anni ?
Avevo bisogno di stimoli nuovi, mi sono resa conto di essere sempre uguale a me stessa. Ho cominciato ad annoiarmi e quindi ho fatto altro, nonostante la musica abbia continuato a scorrermi nella vene, ma senza
quella frenesia di dover scrivere a tutti i costi.

Il video di “Mi faccio un regalo”, perchè hai scelto di girarlo a Parigi?
Perchè Parigi ha un’aria romantica e nostalgica. Ti culla e ti commuove.

Ci racconti il concept dell’album, in particolare MIA, in che senso “avevi bisogno di tirare fuori la rabbia”?
MIA è un racconto che parte dall’incontro, attraversa la sintonia, poi succede qualcosa che fa perdere l’equilibrio, fino ad arrivare alla resa dei conti, quando ti trovi con un pugno di mosche in mano. Infine, la rabbia e il perdono, nei confronti di se stessi.
 
L’amore è sofferenza? oppure le pene d’amore sono una fonte d’ispirazione?

Quando l’amore non fa soffrire va vissuto, non descritto.

Quando e perchè nasce la collaborazione con Amnesty International?
Ho suonato più volte per Amnesty. Mi è sembrata una cosa naturale potere dare voce a messaggi così pregni di significato che spesso ci attraversano senza scalfirci.
 
Hai un aneddoto personale, divertente, nelle esibizioni dal vivo? 
Una volta sono scesa dal palco e una ragazza si è alzata la gonna e mi ha chiesto di firmarle una coscia

 
Qual è il tuo sogno?
Non avere rimpianti. Mai.

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