Venticinquemila ragazzi in Piazza del Popolo per Greta Thunberg e condividere la lotta per salvare il pianeta. 

La conclusione del viaggio di Greta a Roma, il 19 aprile 2019, non poteva che essere in piazza per esortare i suoi coetanei a svegliare gli adulti e i politici, soprattutto a fare quello che è necessario per salvare il pianeta. La semplicità di una ragazza di 16 anni arriva immediata ai coetanei. In poco tempo è diventata il simbolo di un lotta importante. Una leader serve ai giovani per imparare ad avere dei valori che siano altro dal consumismo estremo a cui siamo abituati. E’ questo che rende compatti i giovani, come è accaduto negli anni per tutti i movimenti giovanili, avere degli obiettivi comuni, una missione nobile da portare avanti impegnandosi in prima persona.

Essere in Piazza del Popolo, per il Friday for Future, è un momento di aggregazione da cui gli organizzatori hanno tenuto lontana qualunque bandiera politica anche se dal palco, prima dell’intervento di Greta, non sono mancate le polemiche contro i politici. Una manifestazione di impegno ma anche di festa. In attesa del discorso di Greta, accolta come una  rock star, con cori e striscioni a tema.

 

Di seguito un estratto del discorso di Greta a Piazza del Popolo

“Mancano 11 anni dal cambiamento climatico irreversibile, avrò ventisei anni, mia sorella ne avrà ventitre, come molti di voi. E’ un’età fantastica ci dicono, ma per noi forse non sarà così… Il nostro futuro è stato venduto a poche persone che faranno tanti soldi. Il Futuro ci è stato rubato ogni volta che gli adulti ci hanno mentito dandoci false speranze, illudendoci che non ci sono confini alle possibilità, che il futuro sarà meraviglioso. Per ora alcuni di noi possono comprare molto più di ciò che gli serve. L’unica cosa di cui abbiamo bisogno è un futuro!”

Siamo qui oggi perchè abbiamo deciso da che parte stare e speriamo che altri seguiranno il nostro esempio. Nei viaggi in vari Paesi, parlo sempre di problemi del clima, ma il problema è lo stesso ovunque: nulla è stato fatto per fermare il cambiamento climatico. Negli ultimi sei mesi, studenti hanno saltato la scuola per manifestare contro il disastro climatico, ma nulla è cambiato, le emissioni continuano a crescere.

Non basteranno settimane o mesi, ma anni. Noi bambini non stiamo sacrificando la nostra infanzia o gli studi per sentirci dire dai politi cosa secondo loro è possibile secondo loro. Non siamo andati in piazza per farci i selfie con i politici e per farci dire quanto ammirino quanto stiamo facendo. Noi bambini lo stiamo facendo per svegliare gli adulti, perchè vogliamo che agiscano, perchè vogliamo che ci restituiscano i nostri sogni e le nostre speranze. 

Qualcuno dice che stiamo sprecando tempo, noi diciamo che stiamo cambiando il mondo. Così che quando saremo vecchi potremo guardare indietro e potremo dire di aver fatto qualunque cosa potessimo fare. Continueremo così, continueremo a combattere per il nostro futuro e per il pianeta”. 

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